Tamas: gli Usa costringono la Russia al riarmo
L’Iran non ha assolutamente le capacità militari di inviare un missile in Europa, tantomeno le ha la Corea del Nord: le nuove basi Nato in Polonia e Repubblica Ceca sono invece una minaccia evidente rivolta alla Russia e la costringeranno, come già si sta osservando, a una nuova corsa al riarmo. Lo afferma l’ingegnere informatico Jan Tamas, portavoce del movimento di Praga contro l’espansione missilistica della Nato verso est, intervenuto al Forum umanista europeo all’università Bicocca di Milano. “E’ un po’ come se i russi andassero a piazzare dei missili nucleari ai confini degli Usa: questa è una sorta di riedizione della crisi di Cuba degli anni ‘60, ma capovolta”.
Malgrado ciò, i sondaggi - spiega Tamas – rivelano chiaramente che quasi il 70 per cento della popolazione ceca è contraria alle nuove basi. Eppure, il governo ha deciso di concedere ugualmente la loro realizzazione, “perché è sottomesso alla volontà degli Stati Uniti. Nel mio paese – continua Tamas - c’è un controllo strettissimo sui media: non si vuole far trapelare la verità, ovvero l’immenso business intorno alle basi, almeno quattro miliardi di dollari solo per la loro realizzazione, a conferma degli enormi interessi economici dell’industria bellica americana”. Tamas dice di aspettarsi l’imminente ratifica dell’accordo: “A gennaio infatti la Repubblica Ceca assumerà la presidenza di turno dell’Unione Europea e, per quell’epoca, non vuole più avere in agenda il tema dello scudo spaziale”.
(Jan Tamas, estratto da “La Praga che sogna una Primavera anti Usa”, il Venerdì di Repubblica, 7 novembre 2008).
