Valla: senza servizi, la montagna muore
Le nostre vallate, le nostre montagne, vivono un declino che continua da anni. Del resto la montagna, sempre più spopolata, non è un bacino elettorale, quindi non interessa a nessuno. Basterebbe ricordare la tanto discussa legge Gelmini, che prevede tra l’altro la chiusura delle scuole montane. Ma i tagli alla scuola non sono la sola e ulteriore mazzata inferta inferta alla montagna, ai suoi ormai pochi abitanti; è un discorso che vale per la chiusura degli uffici postali, per la cancellazione di molte Comunità montane. E’ possibile che anche lì vi siano stati sprechi, ma resta il fatto che nelle aree povere e impoverite delle Alpi e degli Appennini, in questi anni le Comunità montane hanno avuto un ruolo importante per la programmazione economica e culturale e la progettazione territoriale, sopperendo così all’impossibilità di intervenire da parte dei Comuni, quasi sempre troppo piccoli e privi perciò di risorse.
Qualcosa è migliorato grazie al turismo; oggi in certi paesi ci sono più ristoranti e agriturismi che abitanti. Tuttavia non basta. Bisogna riportare la gente a viverci. Occorrono grossi incentivi, qualcosa che susciti il cambiamento. Io vivo a Ostana, un minuscolo borgo sulla strada del Monviso. Come ci vivo, però? In una condizione di socialità nulla: siamo una trentina di persone, tutte sparse per le frazioni, senza niente, senza nessun servizio sociale.
La gente va riportata in montagna, sapendo che lo si può fare soltanto creando un tessuto sociale. Con incentivi che vogliono dire scuole, negozi, uffici postali, spazi per attività sportive e per far sì che i nostri bambini giochino con altri bambini. Invece dobbiamo constatare che, al di là delle buone intenzioni e dei convegni di esperti che studiano la montagna ma non ci vivono, le politiche del governo centrale procedono nella direzione diametralmente opposta.
(Fredo Valla, estratto da “Senza scuole e uffici postali come faremo a sopravvivere quassù”; intervista di Massimo Novelli, La Repubblica, 6 novembre 2008).
