Ferrero: contro Eluana, uso totalitario della burocrazia
Un impiego della burocrazia, quello contro i familiari di Eluana Englaro, che ricorda quello dei regimi totalitari. Lo afferma l’ex ministro Paolo Ferrero, leader di Rifondazione comunista, che accusa il governo di tentare un “colpo di Stato costituzionale” per cambiare le regole e, in particolare, denuncia l’iniziativa burocratica del ministro Sacconi per intimidire la clinica di Udine che ha accolto la ragazza da 17 anni in coma irreversibile.
«L’uso che il ministro Sacconi fa della burocrazia e degli organi dello Stato, a partire dai Nas dei Carabinieri fino agli ispettori del ministero inviati nella clinica “La Quiete” con l’unico intento di trovare presunte “irregolarità” amministrative e dunque cercare di fermare il normale decorso di fine alimentazione e idratazione di Eluana Englaro, come deciso sulla base di un Protocollo di attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano rigidamente rispettato dai legali e dai familiari di Eluana – afferma Ferrero - è un uso tipico dei regimi anti-democratici e totalitari».
«Quando con la burocrazia ed i cavilli si cerca di fermare la libertà e i diritti della persona – continua Ferrero - vuol dire che si sta scrivendo una pagina buia nella storia del Paese, indegna della nostra democrazia» (info: www.paoloferrero.it).

Ciò che più mi ha colpito, di là dell’attacco da caudillo alla Costituzione da parte di uno che governa in base ad essa, è la contraddittorietà delle affermazioni di Berlusconi, che sulla questione di Eluana sostiene che stiamo assistendo all’intrusione dello stato per fermare il decreto. Di qui il riferimento ai governi totalitari ecc.
Ora, uno può pensarla come vuole sulla questione Englaro, tuttavia in questi giorni è stato proprio il governo a voler intervenire con un decreto nella vita degli individui.
Paradossale. O forse soltanto stupido.
Claudio Ughetto.