Cometa in libreria: crisi, ci si può fidare dei media?
Scritto il 27/3/09 • nella Categoria: segnalazioni • Condividi su Facebook
Un osservatorio speciale sulla crisi. Da aprile, nelle librerie, sarà distribuito “Cometa”, magazine trimestrale di critica della comunicazione nato dalle associazioni “Megachip” e “Pentapolis” per vigilare sui principali punti critici dell’attualità: economia, società, ambiente e informazione. Tra le firme più autorevoli, quelle di Mikhail Gorbaciov, Riccardo Petrella, Don Ciotti, Guido Viale, David Riondino e tanti altri esperti di comunicazione e ambiente.
«Vogliamo offrire documentazione critica e spunti di osservazione particolari sulla situazione italiana e planetaria», annunciano i creatori del magazine, “Megachip” e “Pentapolis”, che da anni promuovono rispettivamente la democrazia della comunicazione e la responsabilità sociale e ora si preparano a presentare la rivista in anteprima il 27 marzo al Forum della Comunicazione di Roma.
Già il nome dichiara l’anima del progetto editoriale: “Cometa” infatti è l’acronimo di comunicazione, «come bene-diritto comune»; di etica, «perché è necessario ripartire dai valori fondamentali»; di ambiente, «come unica possibilità di garantire, alla presente e alle generazioni future, il diritto alla vita». Senza dimenticare, naturalmente, il ruolo dei media. «È arrivata l’ora della responsabilità», scrivono nell’editoriale di presentazione Giulietto Chiesa e Massimiliano Pontillo. «Assistiamo oggi, sostanzialmente indifesi, all’espandersi e intrecciarsi simultaneo, di quattro crisi: finanziario-economica, sociale, climatico-energetica, informativo-comunicativa».
E proprio allo stato dell’informazione italiana, definita appunto “la quarta crisi”, è dedicato il primo numero della rivista, “trimestrale di critica della comunicazione”, che comprende anche un ampio dossier sul diritto all’acqua e uno speciale sul convegno che il World Political Forum ha organizzato a San Servolo (Venezia) lo scorso ottobre, intitolato “Dagli allarmi globali all’allerta dei media”.
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