Riarmo anti-crisi: l’Italia vuole gli stealth
Scritto il 27/3/09 • nella Categoria: segnalazioni • Condividi su Facebook
Uscire dalla crisi spendendo 13 miliardi di euro per acquistare aerei da guerra: secondo la Difesa, l’acquisizione di 131 esemplari del super-bombardiere F-35 creerà almeno 10.000 posti di lavoro, alimenterà un forte sviluppo tecnologico dell’industria italiana e determinerà un incremento del Pil. Entro il 16 aprile, annuncia il network indipendente “PeaceReporter”, le commissioni parlamentari valuteranno il programma di riarmo aeronautico presentato dal ministro della Difesa.
Il piano di Ignazio La Russa prevede l’acquisto di 131 caccia F-35 Lightning II nell’arco dei prossimi diciotto anni, velivoli ’stealth’ di quinta generazione
che dal 2014 dovrebbero progressivamente sostituire l’attuale flotta aerea d’attacco italiana, composta da velivoli meno performanti. Secondo il generale Vincenzo Camporini, l’acquisizione degli F-35 è «assolutamente vitale per la difesa» del nostro Paese. «In realtà – rileva “PeaceReporter - per la ‘difesa’ propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi oltre 7 miliardi di euro per l’acquisto di 121 caccia Eurofighter in sostituzione dei vecchi F-104», lasciando intendere che i caccia invisibili F-35 sono apprezzati per la capacità di intervenire anche molto lontano dal territorio nazionale.
Secondo “PeaceReporter”, si tratta di un vero affare per Finmeccanica, che partecipa al programma internazionale di riarmo attraverso l’Alenia, che nello stabilimento di Cameri (Novara) ospiterà le linee di montaggio europee dello ’stealth’. Il riarmo, dunque, come via d’uscita dalla crisi economica, come accadde per la Grande Crisi degli anni ‘30 e, prima ancora, con la Grande Depressione di fine ‘800? «Peccato – conclude “PeaceReporter” - che in entrambi i casi questa strada abbia condotto a guerre mondiali» (info: www.peacereporter.net).
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