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Educazione Siberiana, nelle librerie dal 3 aprile

Scritto il 01/4/09 • nella Categoria: LIBRE news • Condividi

Esce il 3 aprile nelle librerie italiane “Educazione Siberiana”, di Nicolai Lilin, romanzo autobiografico articolato in racconti, di cui è protagonista l’autore, allora minorenne, coi suoi giovanissimi compagni d’avventura. Libro d’esordio edito da Einaudi, rievoca i passaggi cruciali di un’adolescenza pericolosa, vissuta al crepuscolo dell’Urss nel ghetto criminale della Transnistria, tra Moldavia e Ucraina, dove negli anni ‘30 Stalin deportò gli irriducibili fuorilegge siberiani, discendenti degli Urka, leggendari briganti della Taiga.

Nel quartiere siberiano di Bender, sul fiume Dnestr a pochi chilometri da Odessa, Nicolai è cresciuto alla scuola degli ultimi “nonni”, assimilando la legge non scritta che faceva di un book1adolescente un “criminale onesto”, distaccato dal denaro e pronto a rispettare gli anziani e difendere i deboli, donne e bambini, mostrando addirittura una venerazione per i disabili, definiti “voluti da Dio” e protetti dall’intera comunità. Tutto ciò in una terra di nessuno governata dai fuorilegge, tra compassati veterani, ex galeotti e giovani gangster spietati, disposti a farsi largo a colpi di Kalashnikov, infrangendo le antiche regole.

«Ho voluto raccontare un mondo che non esiste più - ammette Nicolai - e che già allora, negli ultimi anni dell’Urss, stava scomparendo. Era un mondo sorretto a modo suo da un codice etico: la polizia era il nemico, ma era espressione di un regime autoritario il cui emblema era il Kgb». Nelle pagine di “Educazione Siberiana”, il racconto della movimentata adolescenza vissuta nel quartiere Fiume Basso di Bender – tra gang rivali, scontri, arresti, carcere minorile – si riverbera il caleidoscopio multietnico dell’impero sovietico, osservato dal punto di vista della “comunità criminale”. Russi, ucraini, siberiani, ebrei, armeni e georgiani si contendono il controllo della città, fra traffici e rapine, parlando in Fenia, antico gergo dei fuorilegge, e senza mai violare i sacri codici: niente droga e niente estorsioni.

Un grande affresco, che Nicolai Lilin, 28 anni, ha scritto direttamente in italiano, cioè nella lingua del paese dove si è trasferito cinque anni fa e dove conduce l’attività di tatuatore. All’arte del tatuaggio tradizionale siberiano, eseguito a mano con le bacchette, fu iniziato da un “kol’shik”, un tatuatore criminale, personaggio sciamanico delle prigioni dell’Urss, rispettato dai detenuti e chiamato ad aggiornare, con tatuaggi simbolici, la mappa cifrata della biografia segreta dei fuorilegge.

La collaborazione con “Libre”, che oggi affianca Nicolai nel suo esordio letterario, è cominciata nel 2005, quando l’associazione culturale torinese era impegnata nell’allestimento dello spettacolo teatrale “AK, il Canto dei Catari” diretto da Franco Collimato per le Olimpiadi della Cultura Torino 2006, con la partecipazione di Eugenio Allegri, Cochi Ponzoni, la cantante Antonella Ruggiero e lo scrittore Maurizio Maggiani. Nello spettacolo, che tentava un parallelo tra le stragi della Crociata Albigese contro l’eresia càtara e i sanguinosi assedi dell’ultima guerra civile jugoslava, Nicolai ha trasferito la sua drammarica esperienza diretta: reclutato dall’esercito russo, ha combattuto due anni in Cecenia, nei paracadutisti.

nicolai-lilinLa Cecenia, di cui “Educazione Siberiana” lascia intravvedere il peso emotivo, sarà oggetto di futuro lavoro editoriale. Il sorprendente libro d’esordio, intanto, rivela soprattutto due cose: la grande verve di un giovane autore originalissimo, che ha saputo trasferire sulla carta la naturale vocazione russa alla narrazione orale, e il mondo perduto della Transnistria al crepuscolo dell’Urss, regolato dalla violenza ma bilanciato da una forte componente etica. Un mondo sconcertante, mai prima raccontato. E non privo di meraviglie, agli occhi di un adolescente: il rito solenne del Cifìr (il tè dei fuorilegge), gli anziani padrini che allevano colombi, il culto delle armi, i “santi” dediti all’assistenza dei detenuti e il grandioso paesaggio del fiume, paradiso inziatico per giovanissimi pescatori e formidabili nuotatori.

“Educazione Siberiana”, ai cui fortissimi tratti drammatici l’autore non manca di aggiungere la giusta dose di autoironia, sostenendo sempre la narrazione con ritmo mirabile, senza pause, e arricchendola con sapienti digressioni sulle vicende picaresche dei memorabili personaggi nei quali s’imbatte, è una straordinaria epopea “criminale” fatta di epica quotidiana, che offre al tempo stesso un grande affresco antropologico dell’era sovietica, i cui bassifondi diventano un punto di osservazione perfetto per scandagliare cinquant’anni di storia, tra giapponesi e cosacchi, nazisti, guerra fredda, gangster ebrei e intellettuali perseguitati, Gulag e uomini straordinari che – scegliendo la via dei fuorilegge – resistettero alla dittatura.

SIBERIAN EDUCATION - On sale since april, 3 the new book “Siberian Education” (Einaudi) by Nicolai Lilin: the true story of a kid born in a criminal ghetto at the end of Soviet empire.

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Tag: AK, Antonella Ruggiero, armeni, Bender, briganti, Catari, Cifir, Cochi Ponzoni, comunità criminale, Dnestr, ebrei, Educazione Siberiana, Einaudi, Eugenio Allegri, Fenia, Fiume Basso, Franco Collimato, fuorilegge, georgiani, Gulag, Jugoslavia, Kalashnikov, Kgb, Maurizio Maggiani, Moldavia, Nicolai Lilin, Odessa, Olimpiadi della Cultura, prigioni, russi, siberiani, Taiga, tatuaggio, Torino 2006, Transnistria, Ucraina, ucraini, Urka, Urss

14 Commenti

  1. goro
    12 aprile 2009 • 19:05

    A 28 anni Lilin è già un fenomeno letterario nonchè un ragazzo prodigio tanto da scrivere il suo libro, dopo 5 anni di permanenza in Italia, direttamente in italiano. Quindi 28 – 5 = 23 anni. La CCCP è crollata 14 anni fà, ancora 23 – 14 = 9; devo pensare che già a nove anni faceva parte delle bande di Bender (Tighina). Bambino precoce nell’imparare il Fenia e la morale delle centinaia di fuorilegge trasferiti dal KGB, dalla Siberia, in Transnistria, oppure le informazioni acquisite sono il frutto di …….amene letture o racconti di nonni molto fantasiosi.Ho vissuto 10 anni in Tiraspol, spesso con capatine in Bender,e mi sento obbligato di informare il Sig. Lilin, visto che ormai vive in Italia, che dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la secessione, nel 1990, dalla Moldova, per qualche misterioso e complicato processo (letterario) la comunità criminale SIBERIANA è difficile da rintracciare,ma ad onore del vero, bisogna riconoscere che esiste la piccola delinquenza causata maggiormente dallo stato di povertà in cui versa il popolo. Ritorni Lilin, per un pò di tempo nella sua Bender, si accorgerà che potrà tranquillamente passeggiare alle tre o quattro di notte, cosa credo che è difficile nell’europea Torino. E’ solo una questione di controllo del territorio da parte della polizia? Può darsi. Ma, personalmente credo che, o si scrive un romanzo e quindi dichiararlo, o se si scrive di storia bisogna prima documentarsi.

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    • Nicolai Lilin
      23 aprile 2009 • 17:04

      Gentile sig. Goro (chiedo perdono, non so se questo sia il Suo nome vero).
      Non posso non rispondere al Suo commento, che trovo poco profondo e non sostanziale, per poter essere definito come “critica costruttiva” del mio libro.
      Da come si capisce dal suo commento, Lei è informato sui fatti che accadevano nell’URSS al momento del crollo del sistema Sovietico, ma a differenza sua, io e miei familiari questi fatti li abbiamo vissuti sulla nostra pelle. Per cui mi prendo tutta la libertà di discrivere nel mio libro tutto quello che ritengo giusto e vero, senza badare ai limiti di tempo rappresentati nella cronologia storica ufficiale. Se Lei ha vissuto in Trasnistria, mi fa strano sentir parlare di “piccola delinquenza”, proprio in un paese colpito da una enorme crisi di criminalità imprenditoriale. Per esempio, un mio vicino tra il 1991 e il 1995 ha venduto cinque carri armati moderni in paesi arabi attraverso il sostegno di rappresentanti del governo trasnstriano e Ucraino. Lui non era un criminale, ma un semplice idraulico, che nel caos del periodo dopo URSS è riuscito a trovare possibilità di guadagnare fortuna, cioè fare quello che cercava di fare tutta la società dell’ex URSS. Per questo motivo adesso nei paesi dell’ex URSS è presente una forte crisi etica e morale, perche la gente non ha ancora sviluppato i nuovi valori del mondo democratico in cui tutti loro credono di vivere, abbandonando completamente i valori vecchi, quelli che proponeva il comunismo nell’URSS. Questo fatto evidenzia nella società post Sovietica l’effetto di enorme contrasto tra potere e popolo, tra miseria e ricchezza.
      Mia umile storia fa parte di quell’enorme caos, che attraversava il popolo dell’ex URSS, quando è rimasto diviso e abbandonato all’arrivo di nuove forme di potere, spesso basati sulla criminalità imprenditoriale. Sui temi che tratto io nel mio libro, in Russia e nei paesi dell’ex URSS non si parla; se Lei stava a Tiraspol, per me sarebbe strano sentire che lei ha avuto la possibilità di conoscere società siberiana di Bender (la citta si chiama Bender, Tigina e un nome che nessuno di abitanti di Bender percepisce e riconosce, così chiamano questa citta solo i nazionalisti moldavi, che condividono le idee del monarchismo rumeno). La presenza dei siberiani è stata sempre negata dal potere, era come se Lei chiedesse a Napoli di indicare dove si trovano i camorristi: sicuramente nessuno Le aiuterebbe in questo caso, anzi, credo Lei potrebbe avere seri problemi con i sostenitori della malavita locale.
      Vedo che Lei è interessato di dati storici, se poso umilmente soddisfare il Suo interesse, faccio un corto riassunto del percorso storico che crea la base di mio libro, cosi Lei potrà tranquilamente sentirsi in pace. Presumo che parecchie cose delle quali io tratto nel libro non si trovino nei libri di storia, e questo fatto si spiega con il semplice motivo che per quasi un secolo in Russia la storia veniva scritta per qualche interesse e non in maniera onesta e obiettiva.

      Nell’anno 1938 i miei antenati, Siberiani di origine, sono stati trasportati dietro i confini del URSS, in una terra che si chiamava Bessarabia, ma battezzata da loro come Transnistria, dove già il potere Sovietico creava una base per una futura invasione e crollo del potere dell’ imperialismo Rumeno. Era una guerra civile, dove URSS appoggiava il suo potere alle bande e associazioni criminali di provenienza russa.

      Negli anni novanta, dopo il crollo dell’URSS, Trasnistria continuava a vivere nel regime Comunista, come continua fin ora. Per questo motivo io non ho mai visto una società democratica prima di finire in Europa, prima della mia emigrazione ho vissuto tutto il tempo sotto regime comunista, dall’età di sette anni ho partecipato in maniera attiva alla resistenza a questo regime, attraverso applicazione del potere della società alla quale appartenevo.

      Nell’anno 1998 sono stato richiamato alle armi dal governo della Federazione Russa, perchè stando in Trasnistria ero cittadino Russo, perchè miei antenati lo erano e come tanti Transnistriani avevo la doppia cittadinanza: quella Transnistriana, non riconosciuta da nessuno e quella Russa (in realtà io avevo anche quella moldava, non si sa mai, in qui tempi e posti, bisogna essere pronti a tutto). Per questo motivo sono stato sottoposto al richiamo del servizio militare, nonostante il fatto di avere precedenti penali, perchè la Trasnistria come stato non riconosciuto non aveva potere di comunicare agli altri stati la situazione attuale dei cittadini, per cui nessuno ha preso in considerazione le condanne che avevo, anzi, le autorità russe mi hanno pure detto che quelle non valevano, perche le autorità Transnistriane non hanno i diritti di condannare i cittadini russi.

      Infine mi permetto di consigliare a Lei di non fare leggeri pregiudizi sul conto di realtà ed esperienze di cui nè Lei, nè nessun altro chi si trova qui in europa può sapere qualcosa di sostanzioso. Molti cittadini dei paesi dell’ex URSS non sanno quello che accadeva e accade sotto le loro finestre, figuriamoci Voi, che rappresentate l’occidente… Ricordate sempre che l’ignoranza arriva quando le persone parlano sensa una sostanza vera e obiettiva, per questo motivo a volte è meglio non tentare di raccontare le situazioni, basandosi sui fatti ovvi e facili da cogliere.

      Con sinceri auguri di felice futuro,
      Nicolai Lilin.

      P.S- Le chiedo, inoltre, di non promuovere in Europa la vita notturna nella citta di Bender. E’ molto più pericoloso di qualsiasi altro posto che Lei può conoscere. Purtroppo adesso non solo per gli stranieri, ma anche per la gente del posto. Trovo il paragone tra Bender e Torino molto offensivo nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine Italiane e del potere democratico della Costituzione Italiana, per non parlare della società e di miei concittadini Italiani, che con il loro alto livello di educazione e senso civico formano una vera base di società democratica.

      Replica
      • Claudia
        4 novembre 2009 • 16:52

        Nicolai, oggi ti ho scoperto a Festa Italiana e sono rimasta molto colpita.
        Guardavi il giornalista che diceva di capirti, ma io sento che capiva davvero poco…
        Sono felice se hai una vita serena, se sei in pace dentro, se tua moglie e tua figlia stanno bene.
        Non avevo mai sentito parlare nè di te nè del tuo libro, ma penso che me lo farò regalare dalle mie figlie per Natale, perchè ho letto la tua risposta a “goro” e ho gioito per come gliel’hai cantate e suonate.
        Intendo dire proprio per il modo, pacato, ma deciso e profondo, infinitamente superiore.
        Se scrivi così “di pancia” figuriamoci con i tempi che un lavoro come un libro può concederti.
        Sono proprio curiosa.

        Per il momento, ti saluto.
        ….ma verrò a conoscerti se mia figlia insisterà ancora con l’idea di un tatuaggio spartano, anzi dovrei dire siberiano….!
        Auguri.
        Claudia

        Replica
  2. Laura Mariano
    16 aprile 2009 • 18:25

    Ringrazio Lilin perché ci ha dato finalmente un libro vero, che nasce da importanti e decisive esperienze personali, che non si guarda l’ombelico e non è generato da scrittori la cui principale attivité è interrogarsi su cosa ci vuole oggi per fare un libro che venda.
    Mentre lo leggevo pensavo: accidenti, e ora cosa leggerò dopo? Perché una cosa è certa, circolano veramente poche storie che valgano il tempo che gli dedichi. E questo libro lo ricorda impietosamente.
    Auguro a Lilin di riuscire a mantenere la sobrietà in cui è stato formato anche in questa società di parolai, di distinguere in questo mondo così dedito al futile, alla diffusione continua dell’insignificante, cosa e chi meriti veramente la sua presenza.

    Ancora grazie per questo bel libro

    Laura Mariano

    Replica
  3. nicola bonamini
    29 aprile 2009 • 05:17

    ciao Nicolai…mi permetto di darti del tu, spero senza offesa, perchè siamo praticamente coetanei, e
    avendo letto, con molto trasporto il tuo libro, mi sembra quasi di conoscerti un pò!!!
    sarei molto felice se fossi veramente tu a rispondere ai commenti che ti vengono posti, e a leggere
    questo mio scritto di sincero apprezzamento per ciò che mi hai trasmesso con le tue esperienze…..
    molto lontane dalle mie, in quanto di tutt’altra cultura e luoghi….. ma in cui riesco a sentirmi vicino
    in qualche modo; forse per la mia completa fede nell’onore, nei valori e nei principi, di cui il tuo
    libro è pregno….e magari anche un pò per la passione che ho per i vecchi, la famiglia, la libertà…
    e anche per i coltelli (specialmente se con dietro una trdizione come la vostra “picca”) e i
    tattoo….(anche quelli con dei significati ben precisi e riconducibili alla vita personale di chi li porta)
    spero in fondo che la vostra cultura non vada persa del tutto, magari subisca solo un’evoluzione
    mantenendo le radici….. perchè ogni volta che una cultura, o delle tradizioni, si interrompono
    senza dare vita perlomeno ad altre forme, è una perdita per chiunque.
    infine spero che la tua vita presente sia degna, e magari anche un pò meno dura…..
    e che continuerai ad affrontare sempre nuove esperienze allargando la tua, già grande,
    conoscenza……………….

    con rispetto e affetto

    Niki.

    Replica
  4. Beatrice
    8 maggio 2009 • 13:17

    Gentile Sig. Nicolai Lilin, vorrei farle i miei complimenti per il suo libro. E’ bellissimo, ricco, ha affascinato me e mio marito che lo abbiamo letto tutto d’un fiato. La signora che ci aiuta nell’andamento della casa viene dalla Transnistria, mi aveva raccontato un po’ delle vicende del paese, della guerra civile, di alcune tradizioni. Poche settimane fa era terrorizzata, per l’incendio del parlamento in Moldavia, perché suo figlio studia lì all’università… Che situazione complicata! Nonostante il grande senso di precarietà mi ha fatto un piacere immenso ritrovare, nelle sue pagine, il grande calore umano, il senso di solidarietà, di rispetto, del dovere e della serietà che trovo in molte persone che ho conosciuto, dalla Moldavia e dalla Transnistria. Grazie infinite, mi ha dato molto con il suo libro.
    Anche io provo grande rispetto per lei, e le sono riconoscente
    Beatrice

    Replica
  5. frenchi
    24 giugno 2009 • 10:51

    libro bellissimo, lascia senza fiato, non so come si faccia a dubitare della veridicità di quanto scritto dal momento che, a mio modesto parere, è permeato dall’esperienza e dai ricordi. ti ho visto a roma qualche sera fa, ho sentito il tuo racconto di anna la puttana, Nicolai, avrei voluto avvicinarti, e chiederti come si fa a passare da dove hai vissuto a qua, come si fa a modulare tutta la tua educazione, le tue convinzioni, le tue esperienze, le tue credenze al nostro mondo e al nostro modo di vivere, come si fa a giare con la sacra picca e l e pistole e poi raccontare una storia così dolce e quasi romantica come quella di anna….raccontata con la tua bellissima voce e con una calma e una dolcezza rara, soprattutto dopo aver letto i libro e le imprese narrate, che parlano di violenza, certo, ma con freddezza, rigore, lucidità, a volte quasi rassegnazione. così è, così si usa fare e così si deve fare.
    scrivici ancora Nicolai, ti prego.
    e dimmi, se puoi, dove sei a torino. voglio taturami da tempo, e sicuramente è vero che è importante cosa tatuarsi e il significato che il disegno che ci si fa tatuare…ma farsi tatuare da chi è stato istruito per questo come è stato per te credo faccia la differenza.
    grazie per tutto.

    Replica
  6. nadia
    25 giugno 2009 • 13:24

    Ciao Kolima!
    Il tuo bellissimo libro si conclude con il reclutamento nei sabotatori. Destinazione: Cecenia.
    Vorrei tanto leggere il seguito e attendo con impazienza l’uscita del tuo nuovo lavoro editoriale, che spero imminente.
    Ho regalato e consigliato a tutti il tuo libro. Mi sono emozionata spesso leggendolo.
    Fossi stata a Roma sarei venuta ad ascoltarti. Spero che tu possa partecipare a qualche evento letterario nei pressi di Bologna, sarei sicuramente tra il pubblico.
    Con stima. Nadia

    Replica
  7. matteo t.
    26 giugno 2009 • 10:04

    Ciao Nicolai,
    mi permetto di salutarti come un amico, perchè dopo essere stato incollato alle pagine del tuo libro mi viene difficile parlarti in terza persona.
    Mi aggiungo alla lunga lista di lettori dai quali stai ricevendo i complimenti per il tuo libro. La tua storia, il mondo che descrivi, il modo semplice e diretto col quale comunichi sono un piacere per chi come me ha la passione della lettura.
    La realtà che mi hai fatto conoscere mi ha portato attraverso un mondo nuovo, misterioso, che mi ha incurosito molto, e che merita tutto il rispetto di cui sono capace. Poco importa se criminali o meno, certi valori di cui racconti rischiano di essere perduti per sempre se non ci fossero persone come te capaci di mantenerli in vita. Al di la del bene o del male, lontano da ogni giudizio, la legge di cui parli è la legge naturale dell’uomo libero.

    Replica
  8. nadiya lopatko
    16 luglio 2009 • 14:19

    caro Nikolai
    ho letto un articolo dedicato al suo libro e ovviamente più presto possibile desidero leggerlo. M’ha sorpreso soprattutto il fatto che lei abita a cuneo, io sono una ragazza di dronero e sono pure ucraina, quindi ho provato un certo conforto e orgoglio di leggere quel articolo…. Se mi permette io la paragonerei a Roberto Saviano. Grazie della verità che fa scoprire a tutto il mondo. Un saluto.

    Replica
  9. lorenzo
    25 ottobre 2009 • 12:14

    Signor nicolai sono lorenzo un ragazzo di napoli, complimenti per il libro, sarò breve.
    Le volevo chiedere prima di tutto se è possibile sapere il significato del tatuaggio a pag. 93.
    Secondo e possibile farsi fare un tatuaggio da lei? Se si mi potrebbe dire le modalità intendendo, cosa devo fare, tipo una prenotazione ecc..
    Ho lasciato la mia e-mail se non mi può rispondere sul sito mi può mandare una risposta al mio indirizzo?
    grazie.

    Lorenzo

    Replica
  10. nicola
    9 dicembre 2009 • 14:42

    gent.mo Nicolai
    ho appena finito di leggere il tuo libro.Certo parli di un mondo tutto particolare ma che aveva precise regole etiche,cosa che oggi,purtroppo,in nessuna società si riesce a trovare.Vorrei sapere come fare per un tatuaggio.Mi puoi,se vuoi,farmi sapere qualcosa al mio indirizzo e-mail?
    Buona giornata e buona fortuna
    Nicola

    Replica
  11. Merupigu
    6 gennaio 2010 • 13:32

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    Replica
  12. Alessandro
    19 gennaio 2010 • 23:40

    Non so spiegare come, ma leggendoti mi ricordi il modo col quale Pratt disegnava,anzi,evocava le sue storie…chissa’ poi se ti piace.
    Buona fortuna.
    Alessandro.

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