No-Tav, la val Susa supera la prova elettorale
Scritto il 10/6/09 • nella Categoria: segnalazioni • Condividi
Malgrado i temuti avvertimenti del premier Berlusconi che, in campagna elettorale, si è dichiarato pronto anche all’uso della forza per imporre la Tav Torino-Lione alla valle di Susa che nel 2005 vi si era opposta con le barricate, la paura della riapertura “a mano armata” dei cantieri non ha gonfiato oltre misura le tante liste No-Tav che, nei Comuni-chiave, insidiavano il centro-sinistra dei sindaci che, quattro anni fa, fecero muro contro le trivelle e contro la polizia. Le comunali del 6-7 giugno confermano la tenuta del centro-sinistra, che (eroso dalle liste oltranziste No-Tav) ha ceduto al centro-destra solo due piazzaforti, Susa e Condove.
Tradizionalmente moderato, il capoluogo valsusino si era schierato contro la Tav negli ultimi anni, sotto la guida del sindaco Sandro Plano, al cui posto ora siede Gemma Amprino. Altrettanto importante il cambio della guardia a Condove, centro strategico della bassa valle, anch’esso alle prese – come a Susa – con un ricambio fisiologico, visto che il sindaco uscente Barbara Debernardi, a fine mandato, non poteva ricandidarsi. Come Plano, la Debernardi era stata alla testa dei sindaci che, in fascia tricolore, nel 2005 si erano opposti in modo clamoroso contro i cantieri dell’alta velocità ferroviaria.
Dal punto di vista numerico, tuttavia, Susa e Condove non cambiano gli equilibri della valle No-Tav: il presidente della Comunità montana, Antonio Ferrentino, portavoce della protesta del 2005 (poi contestato dalla parte più oltranzista del movimento) si è largamente confermato sindaco a S.Antonino, uno degli snodi della bassa valle. Ampia continuità in gran parte dei Comuni-chiave, compreso Bussoleno, dove il centro-sinistra è riuscito a spuntarla battendo, oltre al centro-destra, la concorrenza di altre due liste di sinistra. Fa eccezione il centro più importante della bassa valle, Avigliana, dove non si è votato per il rinnovo del Comune (centro-sinistra) ma, alle europee, gli elettori hanno dato netta preferenza al centro-destra.
Fallita comunque la possibile “spallata” elettorale, che in caso di vittoria del Pdl avrebbe spianato la strada alla Torino-Lione, in valle di Susa la partita resta apertissima e tutta interna alla sinistra: da una parte i moderati, che nel 2005 fermarono i cantieri ma poi accettarono di sedere al tavolo di concertazione presieduto da Mario Virano, e dall’altra i No-Tav radicali, pronti a scendere in campo (anche alle comunali) per tutelare direttamente le ragioni dell’opposizione, non fidandosi più dei portavoce di ieri. In attesa che il governo faccia la prossima mossa per riattivare il progetto della Torino-Lione, le prossime settimane – smaltiti i postumi delle elezioni comunali - saranno utili per capire come le forze valsusine si riposizioneranno.
NO-TAV - Susa valley, where a big riot stopped the high speed railway project Turin-Lyon in 2005, after the local vote (june, 6-7) confirms its opposition against the international railway line between Italy and France.
Articoli collegati
- No-Tav, la valle di Susa mette in crisi il Pd torinese
- No-Tav, stop al dialogo: è finita la tregua in valle di Susa
- Cedolin: tradita dai politici, la val Susa resta No-Tav
- Grillo: dalla legge-porcata al referendum-porcata
- Stop alle intercettazioni, vietato indagare sul potere
- Appello all'unità da Bertinotti, lo sfascia-alleanze
- Greenpeace: elezioni, silenzio-assenso sul nucleare
- Rumiz: si estende al Friuli il fronte No-Tav
- Tav a mano armata? Berlusconi riapre i giochi
- Grandi opere, le infrastrutture dell'assurdo
- Deaglio: dal G8 in poi, ecco i ministri della paura
