Grillo sfida il Pd: mi candido alle primarie, contro il nulla
«Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il vuoto. Un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini». Con queste parole, affidate al suo blog, Beppe Grillo lancia la sua clamorosa candidatura per le primarie del Pd, in programma il 25 ottobre, per le quali si sfideranno Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e l’outsider Ignazio Marino. «Io mi candido, sarò il quarto», annuncia Grillo: «Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al nulla». L’annuncio ha già suscitato allarme: da Sarzana, Piero Fassino s’è affrettato a dire che, avendo finora criticato il Pd, non è detto che a Grillo sarà consentito di concorrere alla gara per la segreteria.
Comunque vada – che gli sia concessa o meno l’iscrizione al partito, necessaria per “correre” alle primarie – la decisione di Grillo è una mossa clamorosa, che
destabilizza la già precaria leadership del Pd, puntando direttamente alla mobilitazione del vasto elettorato sempre più critico verso l’offerta politica prevalente, quella di un bipolarismo finora condizionato dalla Lega e da Di Pietro. Dilagante l’astensionismo, che ha umiliato i partiti maggiori alle europee. Scendendo in campo personalmente, Grillo si prepara a spendere il suo potenziale di uomo-contro, calamitando l’attenzione di astensionisti ed elettori rifugiatisi in liste di minoranza, condannate all’esclusione dalle norme elettorali che prevedono rigide soglie d’accesso, a tutto vantaggio delle formazioni politiche dominanti.
Non si sa quale fortuna possa avere, nel Pd, la dirompente auto-candidatura di Grillo: il comico, divenuto il maggiore tribuno politico italiano, in lotta per le più disparate cause civili, si rivolge ai milioni di elettori anti-berlusconiani delusi anche dalla “casta” della sinistra, cui rivolge un attacco frontale e senza precedenti, definendola «una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali».
Una sinistra «muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari», a favore degli inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. «Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano: la stampella di tutti i conflitti di interesse». Per Grillo, «una creatura ambigua, che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello “psiconano”». E ancora: «Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l’indulto».
«Il mio programma – annuncia Grillo dal suo blog, www.beppegrillo.it - sarà quello dei “Comuni a Cinque Stelle” a livello nazionale», l’associazione dei Comuni Virtuosi presieduta da Marco Boschini per creare un network di esperimenti positivi, ecologici e trasparenti. Un’esperienza di cui Grillo vuol fare una base politico-programmatica, per «la restituzione della dignità alla Repubblica».
Grillo auspica l’applicazione delle leggi popolari di “Parlamento Pulito” (vietato l’accesso a candidati pregiudicati) e «un’informazione libera» con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. «Temi troppo duri – accusa Grillo – per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino».
«Ci sono milioni di elettori del “PDmenoelle” che vorrebbero avere un “PDcinquestelle”», conclude Grillo. «Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il “PDmenoelle” è l’assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza». Lanciando la sua sfida per il 25 ottobre, Grillo si prepara a gettare scompiglio nel Pd. Nel caso l’ingresso nel partito non riuscisse, i primi a preoccuparsi saranno Bossi e Di Pietro, finora premiati dall’elettorato per le loro posizioni-contro. La mossa di Grillo, inoltre, pur partendo dall’antiberlusconismo, è quella di chi guarda già al “dopo” e prenota uno spazio nuovo nell’Italia che verrà, quella dei milioni di elettori delusi dalla sinistra che, negli ultimi anni, hanno rinunciato a votare.
GRILLO AND PD - The showman Beppe Grillo launches his nomination for the leadership of the Italian democratic party (www.beppegrillo.it).
