L’uranio uccide, fermiamo il nucleare ad Alessandria
Fa ancora notizia. Il rio Lovassina ha rischiato di esondare per l’ennesima volta. E’ stato classificato come il corso d’acqua più inquinato della provincia, e non solo. Fabbricazioni nucleari versò dentro il rio 47 (quarantasette!) chili di uranio. Da Bosco Marengo verso Bormida, Tanaro, Po. Possibile che non si riesca a capire che la radioattività è un inquinante diverso dagli altri, infinitamente più pericoloso del cromo o delle diossine? Che i suoi effetti letali si vedono ad occhio solo nei casi di incidenti catastrofici (Hiroshima, Chernobyl)? Che altrimenti non si avvertono nell’immediato, mentre durano centinaia di anni? Che non restano circoscritti alla zona di provenienza? Che percorrono la
catena alimentare? L’uranio ti ammala e uccide, lentamente. Ma sicuramente. Leucemie e tumori alla tiroide ecc. non si sviluppano dalla sera alla mattina. Colpiscono soprattutto i bambini. Non c’è una soglia minima di radiazioni che sia innocua alla salute. L’unica soglia sicura è zero.
Possibile che non si riesca a capire, per la sua drammaticità, che il TAR Tribunale amministrativo del Piemonte, prima di essere dal governo scippato a Roma, ci ha dato ragione non una ma due volte, avendo il nostro ricorso denunciato il pericolo dei lavori che si stanno eseguendo a Bosco Marengo di smantellamento dell’impianto nucleare e di costruzione di un deposito nucleare a tempo indeterminato?
Non solo, la scorsa settimana, con un esposto, abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di Alessandria di sospendere con urgenza questi lavori a Bosco Marengo, in mancanza delle preventive autorizzazioni. Tali operazioni di smantellamento, infatti, determinerebbero rilasci radioattivi nell’ambiente: aria, terreni, falde, rio Lovassina. Sì, rio Lovassina, quello che rischia sempre di esondare a Litta Parodi e Spinetta Marengo.
Chi li sta controllando? Quale autorità pubblica con adeguata competenza? Certamente non i sindaci, che pur sarebbero la massima autorità sanitaria nel territorio (Bosco Marengo, Alessandria, Pozzolo Formigaro, Frugarolo ecc). Infatti, dopo l’esposto, ci aspettiamo che la Procura ordini controlli medici e ambientali sugli effetti che l’avviamento dei lavori nucleari stanno provocando sulle persone e il territorio. Possibile che gli eletti dal popolo non riescano a capire? Impossibile. Possibile che gli abitanti di Parodi e Spinetta stiano tranquilli? Possibile.
(intervento di Lino Balza, di “Medicina democratica”, portavoce degli ambientalisti di Alessandria contrari al ritorno al nucleare)
