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Grillo: scendo in politica, per liberare l’Italia

Scritto il 02/8/09 • nella Categoria: idee • Condividi su Facebook

«L’assalto alla diligenza Italia è in corso. Tutti vogliono la loro parte di bottino. Partiti, lobby, criminalità organizzata, interessi locali, gruppi stranieri. Gli unici esclusi sono i cittadini, coloro che si ostinano a chiamarsi italiani e a pagare le tasse». Beppe Grillo scende in campo direttamente, dopo l’esclusione dalle primarie del Pd: farà un suo partito, il “Movimento di Liberazione Nazionale”, che debutterà alle regionali 2010 con le liste “a 5 stelle”, ispirate ai Comuni Virtuosi, modello avanzato di buona amministrazione, ecologica e democratica.

L’annuncio, dirompente, proviene dal blog www.beppegrillo.it. «La democrazia - si legge, nel “comunicato politico numero 24″ –  è diventato un beppe-grillo-7semplice esercizio di potere. L’economia nazionale una crescita del debito a carico nostro e delle future generazioni. I partiti hanno il potere del debito e lo usano contro di noi. Creano capitoli di spesa per motivi elettorali, di conservazione della loro influenza, come per la Sicilia a cui hanno assegnato quattro miliardi di euro».

Il debito pubblico, per Grillo, è «la risorsa infinita» di “Tremorti”, «il Grande Elemosiniere con il debito degli italiani». Da inizio anno il debito pubblico è cresciuto di quasi 90 miliardi. «Chi autorizza questa gente a indebitarci? Anche il debito ha un punto di non ritorno, ed è vicino», “Tremorti” e Draghi «lo sanno». Ogni spesa pubblica deve avere una copertura finanziaria, «altrimenti è furto con destrezza ai danni degli italiani».

Grillo mette l’accento sui prossimi mesi: «Ci aspetta un Autunno Flambè. Le aziende, terminata la cassa integrazione, saranno costrette a licenziare, o a chiudere. Otto milioni di italiani sono poveri. Poveri, ascoltate il suono della parola: Po-ve-ri. Una parola dell’Ottocento, Charles Dickens e le navi di emigranti verso le Americhe. A 150 anni dall’Unità d’Italia ci sono otto milioni di poveri. Questa Italia è fallita», sentenzia il dirompente tribuno genovese.

«Non c’è ancora in vista un commissario liquidatore del livello di Giorgio Ambrosoli», prosegue Grillo. «Tutti coloro che hanno cercato di far quadrare i conti economici e politici sono stati emarginati o uccisi. Se fate un gioco, il gioco del vivo e del morto, appare tutto chiaro. Andreotti vivo, Moro morto. Gelli vivo, Ambrosoli morto. Provenzano vivo, Borsellino morto. Potrei andare avanti per ore. Ci vorrebbe un Altare della Patria per i caduti civili, un Pantheon con i nomi di diecimila vittime».

Quest’Italia che dedica strade «al ladro Craxi», un Paese «senza democrazia partecipata, con l’espropriazione del voto di preferenza e di mille altre oscenità sociali, si sta decomponendo». Un conto alla rovescia: «Quando i soldi finiranno, o meglio, quando saranno costretti a annunciare che i soldi sono finiti, allora inizierà il ballo. Nessuno può dire che tipo di ballo sarà. Secessionista, peronista, federalista, pre unitario, fascista. Una danza a cui dobbiamo partecipare, non assistere».

«Dopo l’estate – annuncia Grillo - lancerò le Liste regionali a Cinque Stelle per le elezioni del 2010. In autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini. Un esempio di democrazia diretta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure». Il guanto di sfida è lanciato. Ora la politica romana dovrà fare i conti con il blogger più agguerrito d’Italia.

Esiliato dalla televisione per via della sua satira tagliente, Grillo è diventato un trascinatore delle piazze, fino al “V-Day” del 2008. I partiti sono alle corde: la sinistra critica è crollata, Pd e Pdl sono in difficoltà, ormai vincono solo Bossi e Di Pietro, mentre dilaga la delusione nell’area del non-voto. La crisi sociale incalza, minacciando di far esplodere una crisi politica dagli esiti incerti. Da Grillo parte una provocazione frontale, contro il sistema: in quanti lo seguiranno in questa nuova, clamorosa avventura?

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Tag: Aldo Moro, Altare della Patria, Antonio Di Pietro, astensionismo, autunno caldo, Beppe Grillo, Bernardo Provenzano, Bettino Craxi, caduti civili, cassa integrazione, Charles Dickens, clientelismo, Comuni a 5 stelle, Comuni Virtuosi, crisi, debito pubblico, democrazia, economia, fascismo, federalismo, Giorgio Ambrosoli, Giulio Andreotti, Giulio Tremonti, industria, Lega Nord, licenziamenti, Licio Gelli, Mario Draghi, Movimento di Liberazione Nazionale, Pantheon, Paolo Borsellino, Pd, Pdl, peronismo, poveri, primarie, regionali 2010, satira, secessione, Sicilia, Umberto Bossi, Unità d'Italia, V-Day

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