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Nucleare Alessandria, l’allarme si estende ai fiumi

Scritto il 03/8/09 • nella Categoria: segnalazioni • Condividi su Facebook

Tribunali, Regione, Europa. Nuova offensiva, giudiziaria e politica, degli ecologisti di Alessandria, che si battono contro la trasformazione della Sogin di Bosco Marengo (ex Fabbricazioni Nucleari, Enea) nella prima discarica radioattiva autorizzata d’Italia. Si teme che – a cascata – gli altri siti nucleari, dove sono custoditi materiali anche più pericolosi dei 550 fusti di combustibile atomico di Bosco, possano diventare anch’essi depositi nucleari, malgrado la legge imponga (dal 2003) che le scorie vengano custodite in un sito nazionale idoneo e protetto, in Italia non ancora individuato.

Dopo la prima vittoria al Tar del Piemonte, che ha riconosciuto irregolare la “dismissione” di Bosco Marengo, e in attesa di una pronuncia definitiva del fiumi-veleni-1Consiglio di Stato al quale la Sogin ha fatto ricorso, gli ambientalisti alessandrini (Medicina Democratica, Legambiente, Pro Natura, Decrescita Felice) il 9 luglio hanno avanzato un primo esposto anche alla Procura della Repubblica del capoluogo provinciale. Procura presso la quale il 30 luglio hanno presentato documentazione supplementare: le dichiarazioni dell’Ispra (Istituto protezione e ricerca ambientale) sulle presunte irregolarità nello smantellamento della fabbrica alessandrina, l’interrogazione regionale di Rifondazione comunista e la lettera aperta rivolta all’europarlamentare alessandrino Oreste Rossi.

«Le dichiarazioni rilasciate il 22 luglio dall’Ispra al Tavolo regionale di Trasparenza sul nucleare – affermano gli ecologisti – confermerebbero quanto prospettato nel nostro esposto del 9 luglio, e cioè l’assenza delle prescritte autorizzazioni allo smantellamento dell’impianto ex Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo e dalla relativa costituzione di deposito nucleare». Sul caso è intervenuto al Consiglio regionale del Piemonte Alberto Deambrogio, di Rifondazione comunista: finora la Regione ha avallato il piano del governo, sostenendo che la dismissione di Bosco Marengo non aggravi la pericolosità del sito, da ritenersi “temporaneo” in attesa del prossimo rientro dalla Francia delle vecchie scorie atomiche italiane, che dovranno trovare una destinazione definitiva, convergendo tutte verso il futuro centro unico di stoccaggio nucleare, peraltro non ancora individuato.

«Proprio questo ritardo – afferma Lino Balza, di Medicina Democratica, portavoce della protesta di Alessandria – ci fa temere che il carattere “provvisorio” dello stoccaggio previsto per Bosco Marengo trasformi il sito in una discarica permanente, pericolosa visto che il deposito non corrisponde ai requisiti previsti dal sito nazionale speciale per lo stoccaggio dei residui radioattivi». Mentre la “resistenza” degli ecologisti alessandrini prosegue solitaria nel silenzio della politica, con la sola eccezione di Rifondazione comunista (e di Beppe Grillo, che con una provvidenziale sottoscrizione ha fiumi-veleni-2permesso agli ambientalisti di presentarsi in giudizio al Consiglio di Stato), lo stesso Balza ha rivolto all’europarlamentare leghista Oreste Rossi una lettera aperta, sollecitandolo a intervenire come rappresentante territoriale dell’area.

«La lettera – spiega Balza – fa riferimento agli eventuali rilasci radioattivi nelle acque derivanti dallo smantellamento dell’impianto di Bosco Marengo e dalla relativa costituzione di deposito nucleare». Inoltre, il documento sottolinea il riscontro dell’Irsa, l’Istituto del Cnr di ricerca sulle acque, riguardo al rilascio nel Po di «allarmanti livelli di acido perfluoroottanico e acido perfluoroarchilsolfonato», ai quali già facevano riferimento esposti presentati alla Procura da alcuni lavoratori Solvay. La situazione risulterebbe «particolarmente grave» a Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, dove sono stati riscontrati tassi di acido «da 10 a 200 volte superiori a quelli dei principali fiumi europei».

In particolare, in alcune aree del bacino idrografico del Po, come quelle dei fiumi alessandrini, Tanaro e Bormida, sarebbero stati riscontrati «livelli ancora più allarmanti, probabilmente da mettere in correlazione con la presenza in provincia di Alessandria di un sito industriale che utilizza tali composti: la Solvay di Spinetta Marengo». Tali polimeri sono presenti in una miriade di oggetti di uso comune (padelle antiaderenti, detergenti, pellicole fotografiche, componenti elettronici), e da più parti è stata avanzata l’ipotesi che fiumi-veleni-4interferiscano con il sistema endocrino umano, che abbiano una qualche correlazione con i problemi di fertilità femminile e che siano in grado di indurre nei ratti in laboratorio l’insorgenza del tumore epatico, oltre a determinare seri danni all’ambiente.

Lo  stesso Parlamento europeo ha inserito queste molecole nella direttiva per le sostanze prioritarie che debbono essere sottoposte a monitoraggio obbligatorio, con l’impegno a farle rientrare nei limiti proposti entro il 2012.  «Oltre a ciò – prosegue Balza – la ricerca del Cnr avrebbe evidenziato un incremento insolito di malformazioni a carico delle varie specie ittiche, da porre in relazione con l’inquinamento delle acque da parte dei cosiddetti “interferenti endocrini”». L’appello al Parlamento europeo attraverso Oreste Rossi è esplicito, per «tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini nonchè lo stato ecologico non solo di Bormida e Tanaro ma di un territorio vasto che comprende la regione Padania, la sua biodiversità e le implicazioni con la catena alimentare umana».

NUCLEAR POISONS - The ecologists from Alessandria ask the judge to verify the nuclear origin of the poisons in the rivers Tanaro, Bormida and Po, while the Government is trying to create in Bosco Marengo, near Alessandria, the first Italian atomic temporary storage. «This choise is unregular and seriously dangerous», say the ecologists.

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Tag: acido perfluoroarchilsolfonato, acido perfluoroottanico, Alberto Deambrogio, Alessandria, Beppe Grillo, biodiversità, Bormida, Bosco Marengo, Cnr, Consiglio di Stato, decrescita felice, deposito atomico, Enea, Fabbricazioni Nucleari, Ferrara, fiumi, Francia, inquinamento, Irsa, Ispra, Lega Nord, Legambiente, Lino Balza, Medicina Democratica, nucleare, Oreste Rossi, Padania, Parlamento Europeo, pesci avvelenati, Po, Pontelagoscuro, Prc, Pro Natura, Procura della Repubblica, Regione Piemonte, Rifondazione comunista, salute, scorie, sicurezza, Sogin, Solvay, Spinetta Marengo, Tanaro, Tar, tumori

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