In Spagna la prima festa nazionale islamica d’Europa
Scritto il 28/9/09 • nella Categoria: segnalazioni • Condividi
In Spagna, nell’ex colonia di Melilla, la Pasqua musulmana sarà giorno festivo. Per l’“Alleanza delle Civiltà”, è l’ennesimo “colpo grosso” del governo Zapatero: dopo oltre cinque secoli, una festa religiosa islamica torna in Europa da una delle sue “porte” principali, la patria della Reconquista. La notizia, in Italia, è rilanciata da Giulio Battioni dalle colonne di “FFmagazine”, il periodico della fondazione “Farefuturo”. «La decisione di inserire nel calendario lavorativo una ricorrenza religiosa non cattolica – rileva Battioni – è stata adottata all’unanimità dai gruppi politici rappresentati nell’Assemblea comunale», con il pieno consenso degli esponenti cattolici ed ebrei.
Melilla, “Città autonoma” e residuato coloniale del regno di Juan Carlos di Borbone sul suolo del Marocco, insieme alla città-sorella di
Ceuta è un’anticamera del Vecchio Continente. «Prospiciente a uno spicchio del Mediterraneo nordafricano, circondata dal regno marocchino e punta di un iceberg continentale sulla quale insiste, ogni giorno, un immenso tsunami migratorio – continua Battioni – Melilla è un fazzoletto di 12 km quadrati nella quale convivono ebrei, cristiani, musulmani, hindù e gitani».
Il Comune di Melilla, col favore di Madrid, si prepara dunque a introdurre la prima festa nazionale non cattolica di Spagna e d’Europa. La decisione è stata espressa con voto unanime dalle forze politiche locali, dove il Partido Popular è in maggioranza, e da una “Commissione Islamica” formata dalle associazioni musulmane presenti sul territorio. «La notizia – commenta Battioni – è straordinaria e quantomeno paradossale per una paese, la Spagna di “Zp”, che del “laicismo”, cioè della ideologia che mira a escludere le religioni dalla sfera pubblica, è divenuto la bandiera e l’avanguardia mondiale».
A partire dal 2010, l’Aid el Kebir (letteralmente: “Festa Grande”) o anche Aid el Adha (“Festa del Sacrificio”) sarà celebrata ufficialmente da una comunità islamica che a Melilla annovera circa 40.000 aderenti, vale a dire oltre la metà di una popolazione che supera le 75.000 unità. Il giorno fissato sarà il 17 novembre. «L’iter amministrativo – aggiunge il newsmagazine di “Farefuturo” –
prevede l’approvazione da parte del Consiglio cittadino e, a seguire, l’invio del nuovo calendario a Madrid, al ministero del Lavoro».
In quella data, scelta in base al calendario lunare islamico che prevede la Pasqua 70 giorni dopo la fine del Ramadàn, culminerebbe un tempo di grande impegno spirituale per i musulmani, chiamati a ricordare l’episodio in cui ad Abramo, in procinto di sacrificare il figlio per sottomissione a Dio, fu ordinato di scambiarlo con un agnello. «Per questo motivo – spiega Battioni – la commemorazione si chiama anche “Festa dell’Agnello” e cade nel giorno in cui a La Mecca i pellegrini concludono i riti pasquali con il sacrificio di un agnello». Chi invece non riesce a raggiungere i luoghi sacri dell’Islàm, se può, sacrifica l’agnello in casa e lo offre a familiari e amici, dopo le preghiere nella moschea.
Se ci si prepara dunque a celebrare Abramo come esempio perfetto di uomo che si assoggetta completamente a Dio, a Melilla quest’anno si dovrà ancora pazientare: per il 2009 non sarà ancora possibile celebrare la festività, quantunque le istituzioni comunali, di fatto, riconoscano ai suoi funzionari islamici il diritto di non andare al lavoro. «Sui passi di Melilla è anche Ceuta, l’altra enclave spagnola in terra d’Africa», racconta sempre Giulio Battioni. «Anche lì gli oltre 30.000 maomettani, rappresentati dall’Unione democratica di Ceuta, stanno ottenendo un sostegno capillare e bipartisan sul pieno adeguamento del calendario lavorativo “alla realtà sociale della Città autonoma”».
Multiculturalità e pluralismo, aggiunge Battioni, sono gli argomenti invocati da una propaganda politica che, per gli islamici ancor più che per le altre confessioni religiose, trova nella compattezza della sua base sociale il massimo punto di forza. «Una propaganda e un attivismo che riscuotono consensi
sempre maggiori, specialmente a livello istituzionale e governativo, anche nella Spagna peninsulare. Definitivamente acquisito è ormai il rapporto di stretta amicizia fra la comunità musulmana e le autorità politiche catalane».
In Catalogna, regione governata dai socialisti e tradizionalmente repubblicana, il Parlamento regionale (la “Generalitat de Catalunya”) nonché il Comune di Barcellona e vari enti locali hanno recentemente concesso in uso per le celebrazioni dell’Agnello diversi spazi pubblici d’interesse storico regionale e municipale. Già lo scorso anno, ricorda “FFwebmagazine”, il sindaco di Barcellona, José Montilla, e gli esponenti della Generalitat avevano salutato la ricorrenza islamica con gli ossequi più generosi: «La vostra festa è la nostra festa, perché Barcellona è un esempio d’integrazione, convivenza e diversità religiosa».
Anche la televisione pubblica catalana aveva offerto una copertura imponente alla “principale celebrazione del calendario islamico”, trasmettendo in diretta e in replica la preghiera collettiva presieduta dall’iman e, alla fine del rito, le interviste ai rappresentanti della comunità musulmana, del Parlamento catalano e delle autorità locali. «Bisogna andare verso un Islàm spagnolo», ha dichiarato un esponente della Commissione Islamica di Melilla a proposito del riconoscimento della Festa del Sacrificio, aggiungendo che «non è normale che in un condominio una famiglia festeggi un giorno e i suoi vicini un altro».
Dopo gli attentati terroristici dell’11 marzo 2004, conclude Battioni, «i devoti del Profeta sanno che per “riconquistare” la terra che fu battezzata da Santiago Matamoros debbono procedere con prudenza. Ma, in fin dei conti, possono esultare, compiaciuti di aver trovato nel ceto politico iberico un amico inedito», in una terra tuttora memore della magnificenza dell’antico Califfato di Cordova, tra i monumenti religiosi di rilevanza mondiale che caratterizzano il paesaggio dell’Andalusia, da Siviglia a Granada (info: www.ffwebmagazine.it).
ISLAMIC NATIONAL FEST IN SPAIN - The first Islamic national fest into the European territory will take place in Melilla, Spain, where the multiethnic community of the city has decided to celebrate the Sacrifice Fest as a national Spanish fest. In Melilla lives a community of 75.000 people: Catholics, Muslims and Jews. The Catalunya independent region has already begun to give importance to the celebrations of main Islamic fests, as a special tribute to the historical and cultural cosmopolitanism of Barcelona, where different cultures and religions can live together in peace (info: www.ffwebmagazine.it).
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