Da Alessandria ad Arcore, battaglia anti-nucleare
Assemblea nazionale contro il nucleare il 18 ottobre nella sede dei Cobas. Obiettivo, far crescere il coordinamento dei movimenti antinucleari contro il piano del governo. «Per il 21 novembre – annuncia Lino Balza di Medicina Democratica, portavoce della battaglia di Alessandria contro lo stoccaggio di scorie radioattive – si sta preparando una manifestazione antinucleare davanti alla villa di Berlusconi ad Arcore».
Il nucleare torna quindi nell’agenda degli ambientalisti italiani, a partire da quelli alessandrini finora oppostisi alla trasformazione della Sogin di Bosco
Marengo, ex Fabbricazioni Nucleari (Enea), in un deposito autorizzato di materiali atomici. «Innanzitutto dobbiamo reperire con urgenza i fondi per proseguire il ricorso al Tar del Piemonte», dice Balza, preannunciando che la vera battaglia sarà sull’individuazione dei siti nucleari.
«Anche se l’indicazione ufficiale dei siti avverrà dopo le elezioni regionali – aggiunge Balza – le maggiori probabilità per ospitare le nuove centrali, i depositi e gli impianti di combustibile nucleare (vedi Bosco Marengo), saranno appannaggio dei siti dei vecchi impianti: riattivazioni comode per diversi aspetti: ad esempio quello burocratico, che risolve in partenza l’iter della licenza». Nessuna Regione sarà scartata in partenza, avverte Balza, che teme che la scelta cadrà su quelle «dove le popolazioni offriranno minore resistenza».
A Bosco Marengo c’è inoltre un rilevante risvolto occupazionale. Nei giorni scorsi il governo ha annunciato la chiusura di Nta (nuove tecnologie, non nucleari), entità anch’essa statale, che condivide il sito dell’ex Fabbricazioni Nucleari occupato insieme alla Sogin (combustibile atomico). Trasferendo a Saluggia i 30 lavoratori Nta, lo spazio resterà a completa disposizione della Sogin per ospitare il deposito nucleare che la stessa azienda sta allestendo, attraverso quella che gli ambientalisti definiscono «una illegittima autorizzazione del governo» e col pieno di Comune, Provincia e Regione Piemonte.
Gli ecologisti temono che il deposito, previsto come “provvisorio, a tempo indeterminato”, diventi “definitivo” nel linguaggio italico, trasformandosi nel tempo in una struttura sempre più grande, in un luogo inadatto ad ospitare scorie nucleari. Secondo gli ambientalisti, il deposito alle porte di Alessandria è pericoloso per l’ambiente e la salute, senza contare la
possibilità di rischi accidentali: inquinamento delle falde acquifere, esplosioni, attentati, semplici incidenti.
Anche con l’aiuto di Beppe Grillo, che ha permesso loro di sostenere le spese per il ricorso al Consiglio di Stato, Medicina Democratica, Legambiente, Pro Natura e alcuni consiglieri regionali, sostenuti da centinaia di sottoscrittori, stanno lottando con un ricorso al Tar del Piemonte. «Noi sosteniamo che, in base alle leggi, il nucleare debba sparire da Bosco Marengo ed essere trasferito in un apposito deposito nazionale», affermano i portavoce della protesta.
Obiettivo: il sito di Bosco Marengo, bonificato e trasformato in prato verde, venga interamente assegnato alla Nta, per lo sviluppo di ricerche e tecnologie di energia alternativa. «E’ una battaglia che vale anche per tutti gli ex siti nucleari italiani, anche se il sindaco di Bosco, la Provincia di Alessandria e la Regione Piemonte, favorendo il deposito “temporaneo a tempo indeterminato”, stanno condannando le popolazioni ad un grave pericolo e i lavoratori a perdere il posto di lavoro».
Secondo la Regione, il caso-Bosco non rappresenta un pericolo, perché il sito ospita da sempre fusti di combustibile nucleare. Materiale che andrà poi conferito nel futuro sito unico nazionale per i rifiuti nucleari, quando l’Italia dovrà farsi carico delle scorie a suo tempo trasferite in Francia. Non la pensano così gli ambientalisti, che temono che accreditare Bosco Marengo come discarica temporanea rischi di far sfumare per sempre l’inviduazione del sito nucleare nazionale, coi necessari requisiti di sicurezza.
«Purtroppo – aggiungono i promotori della “resistenza” antinucleare di Alessandria – abbiamo difficoltà a reperire l’enormità di soldi necessari per proseguire il ricorso, e forse dovremo arrenderci malgrado l’entusiasmante sottoscrizione popolare». Il caso ha finora mobilitato una parte dell’opinione pubblica, specie piemontese, senza tuttavia ottenere spazio sui media principali.
NO NUCLEAR - No atomic stations or radio-acrtive storages: from Alessandria to the rest of Italy, the ecologists prepare a new campaign against nuclear energy. They’ll organize a national meeting (november, 21) in front of Berlusconi’s residence, at Arcore.
