Civil Courage, il Marocco non perdona la Haidar: arrestata
Nuovamente arrestata, in Marocco, Haminetou Haidar. L’attivista che da anni è impegnata a difendere i diritti del popolo Saharawi del Sahara Occidentale è stata fermata all’aeroporto di El Aaiun dalla polizia marocchina. L’Ong italiana Cisp, Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, ha condannato l’atto, definendolo «illegale». Le autorità di Rabat l’avevano avvertita: sarebbe stata arrestata se avesse osato recarsi a New York a ritirare il Civil Courage Prize, attribuitole dalla Train Foundation.
La Haidar è «una persona indifesa e non violenta, la cui sola colpa è di non aver mai smesso di sostenere attivamente i diritti del popolo Saharawi»,
protesta la Ong italiana. Il Cisp chiede a tutte le istituzioni italiane di «adoperarsi, tramite opportune pressioni diplomatiche, affinché sia immediatamente riconsegnata alla sua famiglia».
Il lavoro di Haminetou Haidar per il popolo Saharawi è certificato da numerosi premi internazionali. L’attivista, ricorda “PeaceReporter”, è stata anche insignita della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Napoli in occasione di una delle sue visite in Italia. Candidata anche al Premio Nobel per la pace, ha ottenuto il Premio Robert Kennedy per i diritti umani.
Il rilievo internazionale suscitato da questi riconoscimenti non ha tuttavia modificato l’atteggiamento del governo del Marocco verso i territori occupati. Non è mai stata fissata la data del referendum per l’autodeterminazione del popolo Saharawi, chiesto anche dalle Nazioni Unite con la risoluzione 1754 del 30 aprile 2007, dopo la fine della resistenza armata dei guerriglieri del Fronte Polisario. L’esercito marocchino continua a occupare i territori, ereditati nel 1975 dal potere coloniale spagnolo.
Decisiva, per la resistenza civile dei Saharawi, la lotta nonviolenta di Haminetou Haidar: «Il mio popolo accoglie valori universali come la democrazia, il rispetto dei diritti umani, la tolleranza religiosa, l’uguaglianza delle donne, eppure la nostra battaglia non è ben conosciuta». Coraggiosa la sua campagna contro gli abusi e le sparizioni dei “prigionieri di coscienza”, detenuti da un potere che non riconosce libertà di opinione.
Haminatou venne prelevata dalla sua abitazione e tenuta prigioniera dal 1987 al 1991 senza alcun processo: da tutti fu ritenuta ritenuta scomparsa. Nel 2005, venne di nuovo arrestata mentre si trovava in ospedale, dove era ricoverata per i colpi ricevuti dalla polizia marocchina durante una pacifica manifestazione per l’indipendenza. Rinchiusa nel famigerato carcere di El Ayoun, fu torturata durante gli interrogatori, fino a quando Amnesty International e il Parlamento europeo ne richiesero la liberazione. Il governo del Marocco ha ora mantenuto l’ultima promessa: l’avrebbe arrestata ancora una volta se avesse ritirato il Civil Courage Prize negli Usa (info: www.peacereporter.net).
HAIDAR IN JAIL – Haminetou Haidar has been put in prison one more time in Morocco. She was coming from New York, where she has been awarded with the Civil Courage Prize for her pacific battle for Saharawi people rights (info: www.peacereporter.net).

e se lo facesse anche Bossi , per la sua Padania libera!!! nega la sua patria la sua bandiera e il suo inno ma viaggia con passaporto ITALIANO .
Va segnalato che questa donna ha preteso per anni di essere una militante nel settore dei diritti dell’uomo, ed ha indotto in errore le associazioni e le organizzazioni internazionali che lavorano in questo settore.
Li incontrava regolarmente ed ha beneficiato dei diritti e della libertà garantita dalla costituzione marocchina per tutti i cittadini.
Ma, ne ha approfittato con disonestà, sottoposta a parti straniere, ostile alla nostra integrità territoriale.
Ecco, oggi che mostra con il suo vero viso, che non è in realtà né una militante, né un difensore dei diritti dell’uomo, ma soltanto una che ha approfittato delle condizioni e dello spazio di libertà aperto per tutti i Marocchini da nord a sud , a tracciare contro l’integrità territoriale e l’unità nazionale del regno del Marocco, al servizio dei tracciatori e dei separatisti.
E se sceglie di mettersi insieme al separatismo e disconoscere la sua nazionalità marocchina d’origine, ricongiungendosi a scelte erronee, menzoniere e false, deve ed i suoi simili con essa, assumere le conseguenze dei loro atti erronei, condannabili e pericolosi, ma sterili
per la storia :
Essendo stato sotto il protettorato di due poteri coloniali, la Francia e la Spagna, il Marocco ha dovuto recuperare, gradualmente e per tappe successive, la parte del territorio che era sotto il protettorato spagnolo, a cominciare dalla Zona Nord e Tangeri, nel 1956, Tarfaya e Tan Tan nel 1958, Sidi Ifni nel 1969 ed il Sahara nel 1975. Questo è scritto nel corso della storia.
Così è sempre stato il caso con la nostra vicina ed amica Spagna. Tutti i nostri conflitti con questo paese riguardanti la fine del protettorato sono stati risolti attraverso il negoziato e per vie pacifiche. Ora, gli avversari del Marocco che hanno fomentato il conflitto del Sahara e si oppongono al perfezionamento della sua integrità territoriale, finanziando ed aiutando il movimento del Polisario, hanno preparato anticipatamente le condizioni di questa opposizione in Marocco.
Risultato: questo movimento era stato accolto dall’Algeria nel suo territorio a Tindouf, in ragione delle divergenze che esistevano all’epoca tra il Marocco e l’Algeria riguardo alle frontiere comuni, e nel momento in cui il Marocco aveva concluso un accordo con la Spagna, conformemente alle relazioni storiche che sono sempre esistite tra i due paesi.
Del resto, il Marocco ha ricuperato il suo Sahara, attraverso il negoziato ed il consenso, secondo il processo abitualmente seguito con la Spagna.
Avendo il Marocco recuperato le sue province del Sud, il Polisario non ha trovato di meglio che condurre una parte della popolazione sahrawi in campi installati in territorio algerino, che sono stati chiamati campi profughi, o designati ancora sotto denominazioni fittizie, come campo di Laâyoune, campo di Smara, campo di Aouserd, o campo di Dakhla.
Il Polisario ha mentito e ha manipolato la parte della popolazione che è stata portata a Tindouf, in Algeria. Tutti i Sahrawi sanno che, nei mesi di novembre e dicembre 1975, il Polisario ha chiesto a molte persone di assistere ad alcune riunioni a Gueltat Zemmour e, quando le persone sono andate, si è chiesto loro di fare un’altra riunione a Bir Lahlou, poi a Tindouf per intrappolarli e non permettere più loro di uscire.
Purtroppo, la maggior parte di loro, per mancanza di mezzi di trasporto, sono rimasti intrappolati a Tindouf fino ai giorni nostri. Ma molti si sono resi conto della trappola ed hanno utilizzato tutti i mezzi per tornare alle loro case, a Smara, a Laâyoune, a Dakhla e ad Aouserd.
Questa verità è conosciuta da tutti i Sahrawi, almeno quelli che avevano all’epoca più di 15 anni. Il Polisario ha premeditato, pianificato ed eseguito l’installazione dei campi sul territorio algerino.
Perché il Polisario ha creato questi campi e li mantiene in un territorio che non è il suo, prendendo per ostaggi delle popolazioni prive di documenti d’identità, confinate nei campi e senza disporre di libertà di circolazione?
Queste popolazioni sono sorvegliate giorno e notte dal Polisario, che recluta i loro bambini nelle scuole, insegnando loro l’odio ed inculcando in loro la disperazione. Ci si chiede quali siano le ragioni umanamente accettabili che permettono ad un gruppo di dirigenti del Polisario di trattenere loro malgrado queste popolazioni in campi da più di trenta anni. Qual è veramente l’obiettivo? Questa sarebbe una moneta di scambio?
S’indovina facilmente che senza l’esistenza di questi campi, non ci sarebbe stato il movimento politico-militare chiamato Polisario. L’esistenza del Polisario è legata all’esistenza stessa di questi campi. Ma questa politica non può condurre da nessuna parte, se non alla deriva.
L’esistenza di questi campi su un territorio ostile, ed in condizioni subumane per un così lungo periodo è una violazione flagrante dei diritti dell’uomo.
Con quale diritto si può permettere di lasciare le persone vivere nelle tende per più di 30 anni?
Con quale diritto si può impedire alle persone di circolare liberamente?
Con quale diritto si può reclutare e si può inculcare l’odio e la disperazione nei loro bambini? Con quale diritto si può impedire alle persone di vivere come gli altri?
Con quale diritto può si disporre a piacimento di una parte della popolazione sahrawi nei campi?
Quale diritto si può avere per vendere la miseria umana alle organizzazioni di carità internazionale?
Queste sono le vere violazioni dei diritti dell’uomo, le più importanti, perché toccano l’uomo nella sua stessa essenza e nella sua libertà di scegliere e disporre di sé e della sua famiglia.
Il Polisario ha costantemente e deliberatamente violato i più elementari diritti dell’uomo, da più di 30 anni. Ha trattenuto per più di 25 anni dei prigionieri marocchini, separati dalle loro famiglie e dai loro genitori nella sofferenza totale.
Perché avere inflitto tante sofferenze a questi prigionieri, anch’essi degli esseri umani?
Perché averli trattenuti per più di 25 anni in condizioni intollerabili, con tutte le torture fisiche, psicologiche e morali che ciò implica, ed è il meno che si possa dire?
Tante domande e non una sola risposta giustificabile. Finalmente, questo movimento è stato obbligato a liberarli senza nessuna contropartita politica. Il Polisario ha installato poi il suo Stato Maggiore a Hassi Rabouni, a Tindouf, e plasmato dal 1976 a immagine e somiglianza di certe persone, senza alcun fondamento giuridico, storico e legittimo e senza la minima consultazione delle popolazioni sahrawi.
Il Polisario è un movimento politico-militare che ha istituito un sistema simile a quello che esisteva nei paesi un tempo totalitari: partito unico, istituzione unica, struttura unica, burocrazia unica, il tutto macinato in un pensiero unico.
Ha istituito il controllo armato delle popolazioni che detiene o che controlla, utilizzando l’aiuto alimentare come strumento di ricatto permanente ed inquadra la popolazione dei campi attraverso un sistema di controllo fisico, psicologico e morale rigoroso, sul genere del commissario politico per ogni attività e servizio.
Il Fronte ha istituito i metodi di delazione come mezzo di controllo, ed il reclutamento permanente o piuttosto il lavaggio del cervello dei giovani, degli adulti, come la falsificazione della storia o la manipolazione degli avvenimenti e l’insegnamento dell’odio come regola generale.
Il Polisario è il prodotto di un altro mondo, che esisteva prima del crollo del sistema totalitario, proprio quando il mondo ha conosciuto dei cambiamenti a partire dal 1991, si è tenuto alla larga da questi cambiamenti: niente elezioni libere, niente democrazia, niente pluralità, niente libertà di espressione, niente libertà di opinione e niente società civile.
Ha imposto una chiusura totale ed una separazione totale delle strutture affinché esse perdurino. Tutti i movimenti a carattere politico o politico-militare simili al Polisario sono spariti dal mondo dalla caduta del Muro di Berlino. O hanno cambiato nome o sono stati sciolti, o hanno creato delle nuove strutture corrispondenti al nuovo mondo globalizzato, libero e democratico.
Il Polisario che si crede un’entità indipendente, ha creato una sedicente Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD), che qualifica le terre liberate dal Marocco: Sahara Occidentale o territori occupati.
Questa “RASD” è in contraddizione flagrante con la domanda polisariana di un referendum d’autodeterminazione.
Come si può chiedere un referendum di autodeterminazione dell’insieme dei Sahrawi e rispondere anticipatamente al loro desiderio ed alla loro volontà creando un’entità che non ha nessuna base morale, storica o democratica?
È esattamente il modo di procedere dei movimenti totalitari antidemocratici. La vecchia e ben nota regola di rispondere a nome del popolo alle domande che non gli sono state poste. La proclamazione unilaterale da parte del Polisario della “RASD” è una violazione flagrante del diritto internazionale. Si tratta del non rispetto della volontà del popolo, del non rispetto delle regole della democrazia e della volontà deliberata e premeditata di ottenere dei risultati politici attraverso l’imbroglio e l’inganno.
È per questo che il Polisario ha screditato la sua domanda di autodeterminazione libera del popolo sahrawi. Ha manipolato rispondendo in anticipo al loro posto. Non è possibile dire che rispetterà ciò che decideranno i Sahrawi avendo già risposto al loro posto. Non si può pretendere di essere onesti e rispondere al posto degli altri. Non si può dire di essere deboli mentre si imbroglia coi principi.
Non si può dire che il diritto di autodeterminazione dei popoli consiste nel decidere liberamente del loro avvenire senza nessuna pressione, da qualsiasi parte venga, e screditarsi rispondendo in anticipo ad una domanda che non è stata ancora posta.
Non si può dire che si è onesti quando si ha imbrogliato in anticipo. La “RASD” non ha nessuna consistenza territoriale, è installata a Tindouf, in Algeria, e non ha popolo, perché il solo di cui dispone è quello trattenuto nei campi che detiene e controlla contro la sua volontà, non è il risultato di un’elezione. Non possiede nessun attributo di sovranità, non ha esistenza che in Internet e nelle istituzioni fittizie nel territorio di un paese straniero.
Il Polisario che ha messo in opera a Tindouf delle istituzioni fittizie come il governo Sahrawi, la Mezzaluna Rossa Sahrawi (CRS), l’Unione della Donna Sahrawi, l’Unione della Gioventù Sahrawi, non risparmia alcuno sforzo per l’organizzazione sul suolo algerino di festeggiamenti commemorativi sotto i nomi di: 27 febbraio, 10 maggio, 20 maggio o ancora 12 ottobre.
Fin dalla sua creazione, il Polisario aveva nominato suo primo segretario generale Chahid el Ouali cui succedeva quel tale Mohamed Abdelaziz, chiamato poi presidente, segretario generale del Polisario o comandante del Polisario. Il Fronte non ha mancato neanche di creare i propri media di propaganda per puntellare le sue tesi separatiste, vale a dire “l’Agenzia di Stampa Sahrawi” (SPS), Radio Sahara o ancora Radio Polisario, lanciandosi corpo ed anima in una chimera assoluta in quanto alla questione del Sahara.
In effetti, quando ha perso la guerra, e dopo l’insuccesso del progetto di referendum, che è impossibile da realizzare poiché bisognerebbe modificare tutte le frontiere, il Polisario ha cominciato a pretendere, presso chiunque avesse voglia di ascoltarlo, che il Sahara è un territorio occupato dal Marocco e che questa regione subisce ogni forma di repressione politica e di violazioni dei diritti dell’uomo.
Il Polisario non è assolutamente in grado di dare lezioni in materia di diritti umani. Tutto il mondo sa che le frontiere nella regione Nord Ovest africana, in particolare i confini tra Marocco, Algeria, Mauritania e Mali sono stati tracciati in modo matematico, all’epoca della divisione di questa parte dei territori africani tra la Francia e le Spagna.
Le frontiere attuali non ubbidiscono a nessun criterio d’ordine geografico, umano o altro. Si può dire senza sbagliarsi che sono delle frontiere tracciate arbitrariamente al momento della divisione. È la ragione fondamentale all’origine dell’insuccesso del progetto di referendum.
I Sahrawi non si trovano unicamente in Marocco. Tutta la parte Sud Ovest dell’Algeria, da Bechar fino alla frontiera con la Mauritania e il Mali, è una regione di tribù Sahrawi. Anche tutta la parte Nord Ovest del territorio della Mauritania lo è, come è il caso dell’estremo Nord del Mali tra Tombouctou e la frontiera algerina passando per Taoudenni.
Ed è per questo che, per avere un referendum di autodeterminazione libero, democratico, giusto, onesto e globale, che permetta a tutti i Sahrawi, senza alcuna eccezione, di esprimersi sul loro avvenire, come era l’auspicio delle Nazioni Unite, nel piano di risoluzione iniziale, è indispensabile modificare le frontiere tra i quattro paesi coinvolti, ovvero il Marocco, l’Algeria, la Mauritania ed il Mali, in modo tale che si possa disporre al tempo stesso delle popolazioni Sahrawi e della loro realtà geografica e storica, antica ed attuale.
Questi cambiamenti di frontiera sono ben evidentemente impossibili, illogici ed irresponsabili. Dunque, il referendum basato sull’identificazione è altrettanto impossibile da realizzare. Ogni insistenza nell’organizzarlo è una volontà deliberata di prolungare inutilmente il conflitto e le sofferenze delle popolazioni.
Nello stesso ordine d’idee, il Polisario non ha esitato ad inventarsi delle istituzioni, con la complicità di certi personaggi anti-marocchini per diverse ragioni, come le associazioni di amicizia col popolo sahrawi, le associazioni dei diritti dell’uomo, le associazioni di solidarietà col popolo sahrawi, le associazioni di solidarietà con la RASD, le associazioni di aiuti umanitari, l’associazione Chahid el Ouali, l’associazione Oum Driga, l’associazione degli amici del Sahara Occidentale, o l’associazione degli amici del popolo sahrawi.
Sebbene l’Organizzazione delle Nazioni unite (ONU) abbia concluso sull’impossibilità di organizzare un referendum nel Sahara, senza modificare le frontiere, il Polisario non ha trovato di meglio che inventare la questione dell’autodeterminazione, arguendo che questa, attraverso il referendum, può condurre solamente al separatismo.
Tuttavia, la Carta dell’ONU, che costituisce la più alta giurisprudenza a livello internazionale, stipula che l’autodeterminazione deve tenere conto dell’unità e dell’integrità territoriale del paese e che l’autonomia resta una delle migliori formule dell’autodeterminazione.
Questa autonomia esiste nei paesi occidentali più evoluti, in tutto il mondo. È per questo che la comunità internazionale ha rimproverato l’Organizzazione dell’Unione Africana (OUA), per aver violato deliberatamente il diritto internazionale riconoscendo la fantomatica “RASD”, così come con l’istituzione che l’ha sostituita, l’Unione Africana (UA), che ha deviato anch’essa dal diritto internazionale riconoscendo un’entità che è stata dichiarata da un movimento politico-militare e non sulla base di una consultazione referendaria.
Invece, le altre Organizzazioni Internazionali, come l’ONU, i Paesi Non Allineati, la Lega Araba, l’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), l’Unione Europea (UE), l’Unione Asiatica, hanno rifiutato categoricamente di rinnegare il diritto internazionale conformandosi alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, cioè trovare una soluzione politica e consensuale allo sterile conflitto del Sahara, attraverso il negoziato ed il dialogo.
Infatti, questo conflitto ha impossibilitato la costruzione dell’Unione del Magreb Arabo (UMA), impacciato ogni intesa tra paesi fratelli vicini, il Marocco e l’Algeria, ed impossibilitato famiglie sahrawi a tornare alle loro case per vivere tra la loro gente.
Ha creato anche un focolaio di tensione al Nord Ovest dell’Africa e ha incoraggiato la proliferazione del traffico umano, in questo caso l’immigrazione clandestina, del traffico d’armi e di droga, il dirottamento di ogni tipo di merci nei campi, così come la comparsa del terrorismo.
L’ONU invia frequentemente in questi campi delle delegazioni del Programma Alimentare Mondiale (PAM) e dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) per indagare sulla cattiva gestione e sul dirottamento dell’aiuto umanitario, fornito da queste istanze e dalla Direzione dell’Aiuto Umanitario Europeo (ECHO), destinato in principio ai trattenuti in questi campi.
Il dirottamento dell’aiuto umanitario è stato confermato da parecchie ONG internazionali, in particolare US Committee for Refugees and Immigrants (USCRI), la Fondazione France- Libertés e l’European Strategic Intelligence And Security Center (ESISC).
Queste organizzazioni hanno attirato, a più riprese, l’attenzione della comunità internazionale su questo fenomeno di dirottamento e sul suo impatto sulla situazione umanitaria delle popolazioni trattenute nei campi di Tindouf, in Algeria.
Malgrado tutta questa disgraziata storia, il Polisario può riscattarsi ancora e può ritornare alla ragione. È inutile ostinarsi e perseverare nell’errore. Gli oltranzisti non hanno mai guadagnato nulla.
Oggi, la storia permette al Polisario di concludere un accordo onorevole e proficuo per le nostre popolazioni e le nostre famiglie.
Oggi, la storia permette al Polisario di aprire una via di speranza, di fare dimenticare le sofferenze, gli errori e le trasgressioni alla morale. Oggi, la storia offre al Polisario un’opportunità preziosa di accettare la sola soluzione possibile, l’unica realizzabile, quella ottimale, vale a dire l’autonomia politica, sotto la sovranità del Regno del Marocco.
Il Polisario, se ha il minimo sentimento o il minimo rispetto verso i Sahrawi, dovrebbe afferrare questa opportunità storica.
Il Polisario deve uscire dalla trappola dove si trova e non deve servire gli interessi altrui o essere utilizzato come una spina nel fianco del Regno del Marocco per una vicenda di egemonia politica.
cari antar e yassine, che vi divertite un mondo con la vostra propaganda “copia ed incolla” o tutti gli altri nich che usate, il problema non è l’europa unita, l’Italia unita o l’Africa Unita, o l’eta o il separatismo.
il problema riguarda il Sahara Occidentale, già colonia spagnola, per le Nazioni Unite, per tutti i Paesi, quelli amici e quelli Nemici del Marocco (la Francia e gli Stati Uniti fanno parte del consiglio di sicurezza, o sbaglio?) territorio ancora da decolonizzare, tanto è vero che del sahara occidentale se ne occupa la quarta commissione, quella sulla decolonizzazione.
voi dipingete un qudro idilliaco della situazione, a me la storia risulta un po diversa, altrimenti ne Amnesty ne Human right ne tutte le altre associazioni che nel mondo si occupano di diritti umani passerebbero il loro tempo a preoocuparsi dei diritti umani nel marocco, che non riguarda solo i Saharawi, purtroppo, riguarda il diritto di informazione, i giornali sequestrati perchè pubblicano vignette, (ma voi lo spatete bene vero?)
riguardo ai saharawi, dicevo voi dipingete una situazione idilliaca, che a me non risulta, ma posso sbagliare, ho amici saharawi che vengono dalle città ora amministrate dal Marocco, mi parlano di vessazioni, di controlli capillari da parte dei consolati, di passaporti in cui quelli che vengono dal sahara occidentale sono facilmente identificabili, di finte associazioni fatte con lo scopo di cntrollare i Marocchini stessi, con i presidenti a stretto contatto con i consolati, mi parlano di tranquillità per i sudditi ossequosi, ma di problemi grossi per i saharawi che, usiamo un eufemismo, creano problemi (ma secondo me la situazione la conoscete bene!!), io ho visto personalmente sono stato nei territori occupati ed ho visto bene la situazione, davanti nessuno dice niente, la paura, gli informatori, lo stato di polizia, ma poi dentro le tende!!!, d’altronde la vicenda haidar è emblematica su cosa succede a chi osa esprimersi in dissenso rispetto al potere.
rispetto ai Saharawi, lo sapete bene che la comunità da molti anni ha previsto un referendum, un accordo firmato da marocchini e saharawi sotto l’Egida dell’ONU prevedeva questo, e se è vero come affermate in tutti i post che piazzate ovunque su internet, che i saharawi sono cosi’ contenti di essere governati da questa democrazia liberale e moderata, pensate con un bel referendum si risolverebbe tutto, un giorno, poi sparirebbe il muro con i 150000 soldati Marocchini che lo presidiano, sparirebbero i campi minati, i saharawi tornerebbero a casa loro, (sono scappati sotto i bombardamenti al napalm lo sai vero?), d’altronde quelli che vogliono tornare già lo possono fare, attraverso la Mauritania.
Le Nazioni Unite tutti gli anni con una risoluzione specifica (tutte si possono leggere su internet) , L’Unità Africana, la corte internazionale dell’AIA (la sentenza su può leggere anche questa su internet) , Il Tribunale Internazionale per i Diritti dei Popoli, la comunità internazinale per intenderci aspettano che il Marocco mantenga i suoi impegni, e non saranno certo le VS veline propagandistiche a cambiare un situazione che solo persone ignoranti (che non sanno o che non vogliono sapere)
se nessun paese al mondo, nessuno, ha consolati, rappresentanze, riconosce la sovranità del Marocco su questo territorio ci sarà pure un motivo, o no?
caro Antonio , caro “mister sa tutto”, (o pensa di sapere tutto), la propaganda è roba tua , i fatti concreti, sono roba nostra , da noia il confronto , ti da noia sentire l’altra campana, ho messo in dubio quello chi ti hanno racontato fino ad oggi , si sente da come hai risposto offese solo offese(come sempre).
Noi siamo a casa nostra e nessuno ci può mandare via. Sei bravino con i discorsi come i tuoi amici separatisti , ma ti ricordo che da 35 anni, i vostri discorsi non vi hanno portato da nessunaparte, ( questi sono i fatti , e penso che questo lo sai benissimo) . Per la tua amica aminatunina, ha dovuto firmare la sua scheda di nazionalità per entrare in Marocco , un cervello terrorista come il suo va curato , quella si voleva suicidare per causa di una firma . Ma ti rendi conto non vuole bene a se stezza figuriamoci ad altri !!! e tu le dai ragione! (strana gente siete ) , poi prova te ad entrare in Italia scrivendo sul tuo passaporto reppublica Padana , vai a finire in qualche centro di accoglienza (come li chiamate voi ), in attesa di essere rimandato al paese da dove sei arrivato , e questo lo sai benissimo anche te, è legge vostra , no anzi, è legge della comunità EUROPEA, addirittura la culla dei diritti dell’uomo.(come e strano il vostro mondo )
Le risoluzioni dell ‘Onu , dell’Aia ,non sono tutte a favore del polisario , informati meglio su internet , non visitare solo siti estremisti o sinistri !, esiste anche il web senza censura , quello LIBERO .
ti volglio dare una mano : i paesi che riconoscono la rasd
1. Afghanistan,
2. Albania
3. Angola
4. Algeria
5. Antigua e Barbuda
6. Barbados
7. Belice
9. Bolivia
10. Botswana
12. Burundi Ciad
17. Congo
18. Corea del Nord
19. Costa Rica
20. Cuba
21. Dominica
22. Ecuador
23. El Salvador
24. Etiopia
25. Ghana
26. Granada
27. Guatemala
28. Guinea-Bissau
29. Guinea Equatoriale* 03/11/1978
30. Guyana 01/09/1979
31. Honduras 08/11/1989
32. India* 01/10/1985
33. Iran 27/02/1980
34. Jamaica 04/09/1979
35. Kenya* 26/06/2005
36. Kiribati 12/08/1981
37. Laos 09/05/1979
38. Lesotho 09/10/1979
39. Liberia 31/07/1985
42. Malawi 24/03/2002
45. Mauritius 01/07/1982
46. Messico 08/09/1979
47. Mozambico 13/03/1976
48. Namibia 11/06/1990
49. Nauru 12/08/1981
50. Nicaragua* 06/09/1979
52. Panamá 23/06/1978
53. Papua Nuova Guinea 12/08/1981
54. Perú 16/08/1984
55. Repubblica Dominicana 24/06/1986
56. Ruanda 01/04/1976
57. Salomón Islas 12/08/1981
58. San Cristobal e Nevis 25/02/1987
59. Santa Lucía 01/09/1979
60. San Vincente e Granadina 14/02/2002
61. Sao Tomé e Príncipe 22/06/1978
63. Sierra Leona 27/03/1980
64. Siria 15/04/1980
65. Sudafrica 15/09/2004
66. Suriname 11/08/1983
67. Swatziland 28/04/1980
68. Tanzania 09/11/1978
69. Timor Est 20/05/2002
71. Trinidad e Tobago 01/11/1986
72. Tuvalu 12/08/1981
73. Uganda 06/09/1979
74. Uruguay 26/12/2005
75. Vanuatu 21/11/1980
76. Venezuela 03/08/1983
77. Vietnam 02/03/1979
79. [Yugoslavia 28/11/1984]
80. Zambia 12/10/1979
81. Zimbabwe 03/07/1980
ti ricordo che questi paesi sono quelli che garantiscono la libertà e la demograzia nel mondo, rappresentano la metà della popolazione mondiale e fanno parte dei 20 paesi più industrializzati della terra !!!
Quando ho letto una volta nei giornali italiani che il livello della scuola in Italia è in caduta libera e che i cervelli scappano all’estro , non ci volevo credere , ma con il tuo intervento ho avuto la prova che l’ingnorante non sono IO e in Marocco , tu non ci sei mai stato . viva l’Italia unità
guarda, caro antar, non mi da assolutamente noia il confronto, tanto è vero che il confronto l’ho cercato, poi non ho capito l’offesa; ti da fastidio se dico che usi il copi ed incolla.
ho letto in questi giorni le stesse cose, parola per parola, con nomi veri od inventati, quindi se ti sei offeso perchè ho nominato il copia ed incolla mi spiace mi scuso, vorrà dire che hai ricopiato parola per parola senza utilizzare questa utilissima funzione di internet, comunque basta cliccare su ctrl (oppure se hai un mac sulla mela) insieme la lettera C, poi la v ed il gioco è fatto!!!
a parte gli scherzi !!!, ma se un po permalososo.
ok io non sono marocchino, forse sono ignorante, non ho capito però cosa confuti su quello che io ho scritto, ma non ho la verità in tasca, mi posso sbagliare!
non c’è stata una guerra dal 1975/76?
non ci sono stati i bombardamenti sullke popolazioni civili in fuga??
non c’è stata l’occupazione dei coloni marocchini delle case saharawi abbnandonate durante i bombardamenti?
ma la mia è propaganda e invece la tua no, e allora quali sarebbero questi atti terrorristici?
e tu sei veramente convinto che io cittafino italiano se scrivessi nel cartoncino dell’aereoporto cittadino padano od emiliano o napoletano per questo il mio Paese mi deporterebbe all’estero privandomi dell’affetto deimiei figli o di mia moglie, ma in che paese credi di vivere?
però visto che io sono un propagandista e tu invece visto che sei marocchino conosci la storia del Popolo saharawi, magari hai altre fonti, io mi sono infornato sui siti dell’ONU, tutti parlano di diritto all’autodeterminazione del Poplo Saharawi, però sono pronto a ricredermi, dammi però le fonti da cui posso attingere,
poi ho visto che senza utilizzare il Copia ed Incolla, beato te che li sai tutti a memoria, hai indicato i Paesi che hanno riconosciuto la RASD, io non li sapevo ti ringrazio per avermeli ricordati (anche se ti sei fermato al 1980, ed adesso sono più di 100), non sono poi così pochi, mi risulta si sia aggiunto ad esempio il Sud Africa.
non mi hai però scritto quali sono i Paesi che riconoscono l’Occupazione militare marocchina!, io non ne ho trovati, ne ho trovato sedi di consolati europei in quei territori, e si che di risorse, e quindi di interessi ce ne sono (fosfati, petrolio ecc)
strano però, mi dai del propogandandista ma non hai confutato nessuna delle mie considerazioni, non è che sei un po poco democratico, oppure sei a corto di argomenti?
infine su una cosa hai ragione e su una cosa hai torto (però non ti offendere ti prego!!!)
hai torto quando scrivi che non sono stato mai in Marocco, un bellissimo Paese con tanta bella gente
hai ragione sul fatto che le scuole italiane fanno veramente schifo, ed anche forse sul fatto che sono poco intelligente, (però io il Copia ed Incolla io lo conosco), ma nonostante questo alcune cose le riesco a capire, ad esempio mi risulta che qualche giorno fa re Mohammed VI ha sostituito i ministri degli interni e della giustizia, è verò o è propaganda?, non è che si è un po incazzato per come hanno gestito la vicenda Haidar?
mi spiace se ti ho offeso, adesso Haminatou è finalmente a casa sua con i suoi cari, io sono contento, forse tu no, se avrà commesso dei reati per la giustizia marocchina vedremo.
Certo Amnesty, Human Right Watch, La fondazione Kennedy non le molleranno gli occhi di dosso!!!, e noi con loro.
caro fabio , io conosco bene dove vivi : copia incolla dall’Ansa del 23/01/2010 COME PIACE A TE caro :
Trentasei militanti della Lega Nord rinviati a giudizio nell’inchiesta della Procura di Verona sulla Guardia Nazionale Padana. Tra loro il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo e il parlamentare Matteo Bragantini. Il processo si aprira’ il primo ottobre prossimo. Il procedimento aveva subito due lunghi momenti di pausa per attendere il pronunciamento dapprima di Strasburgo e poi della Corte Costituzionale, sulla posizione degli indagati che all’epoca erano eurodeputati o parlamentari.
………………………. ma te che sei piu intelligente di me mi spiegi cosa vuole dire ??? io non sono capace !!!padrone (Rosarno)
gia, il link :http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/01/23/visualizza_new.html_1676686676.html
Non c’è limite all’ipocrisia .Voi tenete d’occhio lei , che noi tenniamo d’occhio tutto il resto . Viva l’Italia unita .
mi sembrava!!! che il copia ed incolla lo conoscessi bene!!! oddio quando ho cominciato a leggere “conosco bene dove vivi”, ho pensato fosse una minaccia, poi per fortuna mi sono reso conto di avere capito male, guarda antar, mi fai un po ridere, devo dirti che è la prima volta che un italiano di origini marocchine mi chiama padrone, a me poi!!!!!, stasera ci faremo qualche risata con i miei amici (anche due nati in Marocco) e berremo anche alla tua salute.
venendo incontro alla tua richiesta cerco di spegarti cosa si indica con il termine rinvio a giudizio:
però non sono sicuro eh!, credo che la richiesta di rinvio a giudizio sia un atto obbligatorio che deve fare il pubblico ministero che si occupa di un procedimento penale quando nel corso di indagini siano stati raccolti elementi di accusa che potrebbero essere sostenuti in un processo, si tratta di un atto molto importante perchè fondamentalmente garantisce l’imputato, il quale una volta conosciuta l’imputazione può esercitare il suo diritto di difesa, spero di essere stato chiaro, però non sono un giurista e potrei anche sbagliarmi.
Ti vedo molto informato sulle vicende della lega nord (d’altronde è giusto si tratta di un partito importante ora al governo nel nostro paese che rappresenta la maggioranza assoluta in molte zone del nostro Paese), il fatto che siano stati rinviati a giudizio non significa che siano condannati, ne che saranno, come è successo ad Haminatou Haidar, caricati su un aereo e deportati in un paese estero, e se dovesse succedere mi auguro che sia tu che io saremo dalla stessa parte nel difendere, comunque la si pensi, ad ognuno di esprimere il proprio parere, e poi guarda, l’Italia rimarrà unita e speriamo che lo rimanga ancora a lungo, fino a quando gli italiani vorranno continuare a tenerla unita.
Poi non ho elementi per ritenermi meno o più intelligente di te.
mi spiace che la prendi così, non ti arrabbiare.
però continui a non entrare nel merito! , mi spiace.
1) Quali sono i Paesi che riconoscono l’Occupazione militare marocchina!, chi ha consolati o rappresentanze ufficiali di altro genere in quel territoprio?
2) Sono state trovate delle fosse comuni con prigionieri saharawi nei pressi delle Carceri Segrete ai tempi dell’allora re Hassan secondo?
3) sai indicarmi almeno un atto di terrorismo compiuto dal Fronte Polisario?
4) è vero che immediatamente dopo il ritorno a casa di Haminatou sono stati sostituiti il ministro degli interni e quello della giustizia e che haminatou non solo non è stata imputata di nulla ma ora si trova di nuovo all’estero per cure sanitarie!, ma non era una terrorista?
aspetto risposte please?