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Le Alpi a Bruxelles con Tino Aime, pittura e video

Scritto il 18/11/09 • nella Categoria: LIBRE news • Condividi su Facebook

Si intitola “L’attesa” il video con il quale Libre accompagna la visione poetica delle Alpi interpretata dall’artista piemontese Tino Aime, che presenta a Bruxelles una grande esposizione antologica in programma all’Espace Wallonie dal 19 novembre al 24 dicembre, nel cuore della “capitale” europea. Pitture, incisioni e sculture che documentano la lunga indagine di Aime sull’intimità del paesaggio alpino: il linguaggio silenzioso di vecchie case spolverate di neve, tra i monti illuminati dalla luna. E’ la cifra più autentica di Aime, schivo cantore della perduta civiltà alpina, in bilico tra la desolazione dell’abbandono e l’incanto della bellezza.

Di origine cuneese, cresciuto alla scuola di Idro Colombi nella Torino scabra di Felice Casorati, Aime è si è immerso nel territorio della valle di Susa, che Tino 1gli fornisce l’inesauribile materiale poetico di cui vivono le sue tele: borghi dimenticati e diroccati si rivelano destinazioni d’elezione per una ricerca incessante, alimentata da una raffinata dedizione che non è sfuggita, attraverso i decenni, a scrittori come Nico Orengo, Massimo Mila, Davide Lajolo, Mario Rigoni Stern, Francesco Biamonti, Nuto Revelli, pronti a condividere – con scritti e testimonianze – la lunga fedeltà dell’artista alla sua montagna, teatro di una delicata poesia civile, di una narrazione per immagini che mette in scena l’anima più autentica dell’antropologia sociale dello spazio alpino, crocevia di genti e culture.

La mostra di Bruxelles, “I confini del silenzio”, propone Tino Aime nel ruolo di “ambasciatore” della montagna piemontese, da parte di chi non ha mai Tino 2cessato di «interrogarla, darle voce e – invenzione delle invenzioni – proiettarla in dimensione fantastica sulla tela», come osserva il critico Angelo Mistrangelo, che aggiunge: «Poeti, romanzieri e letterati hanno scoperto in Aime affinità, riscontri concettuali, segni indelebili di quelle radici che affondano nella terra piemontese», le cui istituzioni ora scommettono sul valore culturale del pittore valsusino, come confermano il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, e la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, nell’introduzione al catalogo dell’esposizione di Bruxelles.

Il rarefatto audiovisivo realizzato da Libre per la mostra è direttamente ispirato dalla visione fotografica e dall’emotività musicale di Gilberto Tino Aime video l'Attesa 2_miniRichiero, autore dell’elaborazione dell’inno tradizionale occitano “Se Chanta” liberamente riletto dalla voce di Davide La Torre. In ambientazione autunnale, le sequenze propongono un ritratto ravvicinato di Tino Aime, cogliendo l’intensità poetica del rapporto fra l’artista e il suo paesaggio; completano il lavoro le didascalie liriche di Giorgio Cattaneo interpretate da Gigi Mattiazzi (info: www.tinoaime.it).

AIME IN BRUXELLES - Libre presents “The waiting”, a video produced for Tino Aime and his esposition in Bruxelles, “Borders of silence”, a poetical view on the Alpine landscape.

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Tag: arte, Bruxelles, Davide La Torre, Davide Lajolo, Francesco Biamonti, Gigi Mattiazzi, Gilberto Richiero, Giorgio Cattaneo, Mario Rigoni Stern, Massimo Mila, musica, Nico Orengo, Nuto Revelli, Occitania, Piemonte, pittura, poesia, scrittori, Se Chanta, Tino Aime, video

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