Bianchi: scommettiamo che Lilin tornerà presto in tv?
Scritto il 29/1/10 • nella Categoria: LIBRE friends • Condividi su Facebook
«Scommettiamo che Nicolai Lilin tornerà presto in televisione?». Paolo Bianchi, redattore del “Giornale” reduce dal tempestoso contraddittorio con l’autore di “Educazione siberiana”, scrive a “Libre” per precisare: non ha mai citato Nuto Revelli, ma Primo Levi. «Se ho dato dello “sbudellatore” a Lilin è solo perché, avendo letto il suo libro, venduto come autobiografico, ci ho trovato delle scene in cui lui accoltella con violenza i suoi avversari. Se non è vero, allora il libro non è autobiografico. Tertium non datur. Lui, oltretutto, era lì, pagato, per farsi pubblicità. Io ero lì gratis a fare il mio lavoro, che non è quello di pubblico ministero, ma di giornalista».
L’indomani, sul quotidiano diretto da Vittorio Feltri, Bianchi ha ricapitolato la sua versione dei fatti. Titolo: “Ho smascherato Nicolai Lilin, il maleducato
siberiano”. La tesi: non è sostenibile il carattere autobiografico del libro, che pure è stato proposto ai lettori come “storia vera”. «Lilin – scrive Bianchi al blog di “Libre” – dovrebbe forse comportarsi in modo meno strafottente. In una democrazia, alla quale lui evidentemente non è abituato, si accetta civilmente il contraddittorio. Quanto alla sua dichiarata volontà di uscire di scena, scommettiamo che non avverrà?».
Dalla sua pagina Facebook, Lilin ha replicato a caldo alla serataccia da Chiambretti: «Un patto col diavolo», notorietà e denaro da investire in autonomi progetti culturali. Lilin si sente vittima di un’aggressione sistematica, tesa a screditare la sua testimonianza letteraria. «Se il tuo libro avrà successo – lo aveva avvertito Roberto Saviano alla vigilia dell’uscita di “Educazione siberiana” – spunteranno critiche di ogni tipo: come minimo, ti diranno che ti sei inventato tutto».
Accusa che i lettori affezionati respingono: il carattere autobiografico di “Educazione siberiana” è piuttosto evidente (baby-gang, scontri di strada, carcere minorile) e si innesta su un tessuto antropologico che l’autore ha respirato durante l’infanzia, ereditando contenuti e storie anteriori dalle fonti orali: i nonni e gli anziani, che rappresentano la grande ricchezza letteraria del romanzo, che con la sua verità storica illumina pagine sommerse, destinate altrimenti a restare sepolte.
Lilin comunque tornerà presto in televisione, in effetti: il 28 gennaio ha confermato la sua disponibilità come ospite della nuova trasmissione di Luca Barbareschi il venerdì in prima serata su La7, e intanto ha ricevuto l’offerta di tornare a “Chiambretti Night”, dove – secondo gli autori del programma Mediaset – la sua incursione televisiva (surriscaldata dallo ”scontro” con Bianchi) ha raddoppiato lo share.
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Il titolo dell’articolo di Bianchi è significativo “Ho smascherato Nicolai Lilin”. Quelle erano le sue intenzioni e nient’altro gli interessava. Non ci sono argomentazioni che reggano contro un giornalista che a tutti i costi vuol fare il suo piccolo scoop.
Finge pure di non capire il perché Nicolai si sia innervosito. Invitato a parlare del proprio libro si è trovato in un circo di nani a ballerine, uno dei luoghi più finti della televisione, a dover rispondere di come mai un romanzo ispirato a vicende autobiografiche non fosse un saggio storico.
Bianchi parla di “strambo stato della Transnistria”, frutto anche quello dell’immaginazione dello scrittore? Direi di no, basta cercare su Wikipedia o uno dei tanti video su YouTube dove giornalisti (ovviamente non italiani) riescono a procurarsi in pochi giorni ogni tipo di arma (artigleria e bombe sporche incluse). Forse i “giornalisti italiani esperti di russia” amici di Bianchi i loro giri in Transnistria li han fatti sul mappamondo.
Ho conosciuto Nicolai Lilin personalmente e in maniera casuale. Non sapevo nemmeno chi fosse e che avesse questo discreto successo. L’idea che mi sono fatto di lui, conoscendolo in modo non sospetto, è quella di un cazzaro. Ora che ho capito chi è e che cosa fa e posso dire che si tratta di un cazzaro che ha fatto parecchi soldi.
Aspettiamo il prossimo romanzo di Nicolai Lilin. Sperando che non voglia venderci come autobiografico anche quello che non lo è.