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No-Tav dai Pirenei alle Alpi, malgrado le minacce mafiose

Scritto il 26/1/10 • nella Categoria: segnalazioni • Condividi su Facebook

Una “pallottola spuntata”. Il titolo di un famoso film potrebbe essere il riferimento giusto per quel proiettile calibro 9 recapitato per posta in busta chiusa a Sergio Chiamparino, primo cittadino di Torino. Una missiva giunta forse in ritardo, visto che magari la manina che l’aveva scritta e imbucata voleva farla arrivare proprio nei giorni delle manifestazioni NoTav e SìTav, senza peraltro riuscirci. Giusto giusto per diffamare e accusare di presunto “terrorismo” chi da oltre vent’anni si sta battendo affinché la Valsusa non venga distrutta dal partito “calce e martello”, legato alle lobby affaristiche del “cemento e tondino”.

E la memoria dei cosiddetti “vecchi NoTav” va subito a parecchi anni fa quando «qualcuno – ricorda Claudio Cancelli, tra i fondatori e animatori del Chiamparino 2movimento valsusino – si inventò gli attentati dei Lupi Grigi per fermare l’allora nascente protesta NoTav. A distanza di qualche anno il castello di accuse diffamatorie nei confronti del movimento franò miseramente, senza neanche arrivare al dibattimento e, nelle pieghe dell’inchiesta, ci fu un agente di polizia giudiziaria che patteggiò una condanna per avere inviato lui stesso al proprio pubblico ministero il rituale proiettile in busta».

Proseguendo in ordine cronologico, vediamo fatti criminosi costruiti ad arte da qualche personaggio misterioso per seminare zizzania e mettere i NoTav contro i SìTav. C’è ancora da registrare un ulteriore incendio ad un altro presidio, quello di Borgone, dopo  quello di Bruzolo. Una manina incendiaria che però, nel clou della riuscitissima manifestazione del 23 gennaio scorso con circa 40mila partecipanti, ha lasciato la firma in bella mostra (come da fotografia), indelebile persino al fuoco: “Sì al Tav Tac” .

Due drammatici episodi a cui si aggiunge il furto di un telefonino del suddetto presidio. Su tutto ciò indagano i carabinieri e la magistratura. Forse che il mandante del proiettile è anche il fautore degli incendi? Le due azioni sembrano intimidazioni di stampo mafioso. Cioè non  esattamente il Lgv 1tipo di azione dei valsusini NoTav, cocciuti quanto si vuole nel manifestare per il bene della loro valle, ma non certo assimilabili a terroristi.

Saggiamente, da un presidio all’altro il passaparola pacifico è: nervi saldi, non reagiamo e, soprattutto, non cadiamo nei tranelli di queste provocazioni! Senza poi dimenticare che, assieme a loro, continuano ad esserci anche numerosi sindaci, moltissimi amministratori e tutta la Comunità Montana. con alla testa il suo presidente “ribelle” del Pd, tutti da sempre messaggeri di nonviolenza.

In questi giorni concitati, però, i mass media italiani si sono dimenticati di dare una notizia, forse la più importante: contemporaneamente al fine settimana dei 40mila NoTav a Susa e dei SìTav al Lingotto (un flop con 500-600 convocati da Chiamparino, e dai soliti noti onorevoli Esposito e Merlo dei Ds) a Hendaye, nei Pirenei francesi, 50mila francesi e spagnoli Lgv 2dimostravano con le stesse motivazioni dei valsusini l’opposizione a quella tratta del “Corridoio 5”.

La manifestazione pirenaica ha prodotto una Dichiarazione Comune tra i movimenti NoTav di Italia, Francia e Spagna che chiede all’Unione Europea di rivedere le politiche faraoniche sulle grandi infrastrutture trasportistiche, mentre ai tre governi chiede una sospensione delle attività ad esse legate. Di questa importante notizia non un cenno in nessuna tv italiana né in alcun nessun italiano.

Si è invece preferito trasmettere, a reti Rai unificate, il Piano Strategico della Provincia di Torino, della Regione Piemonte nonché le moine dell’Osservatorio sulla Torino-Lione del signor Mario Virano che, prendendo parte ai lavori del Lingotto, ha abbandonato «definitivamente – come afferma Juri Bossuto, consigliere regionale Prc – quel poco che gli era rimasto addosso di panni super partes».

(Davide Pelanda, “Megachip” – www.megachip.info).

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Tag: alta velocità, attentati, Claudio Cancelli, Davide Pelanda, Francia, Hendaye, Lupi Grigi, mafia, Mario Virano, Megachip, minacce, No Tav, Pirenei, Sergio Chiamparino, Spagna, Torino-Lione, Unione Europea, valle di Susa

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