Primo marzo, giornata senza immigrati anche in Italia
Arriva anche in Italia, nell’Italia di Rosarno, la giornata senza immigrati. Merito di quattro donne, che hanno deciso di aprire una breccia nel muro dell’assuefazione lanciando, in contemporanea alla francese “journe sans immigré, un primo marzo all’italiana. Il movimento è già su internet, dove ha raccolto oltre 20 mila contatti, mentre nei territori sono nati e stanno nascendo i “comitati primo marzo”. L’hanno chiamato «sciopero degli stranieri», astensione dal lavoro per chi potrà farlo, ma anche sciopero dei consumi, degli acquisti o della fame per tutti, italiani e stranieri.
Non importa come. L’obiettivo, come spiega sul manifesto Stefania Ragusa, una delle quattro organizzatrici, è quello di lanciare un segnale potente, una
parola forte e chiara non solo per mostrare le invisibili fondamenta su cui poggia la nostra società del benessere, ma anche perchè la difesa dei diritti dei migranti ci riguarda tutti e «la storia insegna che quello che oggi lo stato fa agli stranieri domani lo farà ai propri cittadini», osserva Sara Farolfi sul “Manifesto”.
L’idea è nata a Parigi dalla giornalista di origine marocchina Nadia Lamarkbi per lanciare nel suo Paese, la Francia, la prima giornata senza immigrati, il primo sciopero degli stranieri che dovrebbe celebrarsi (e speriamo con tutto il cuore che ciò avvenga) il prossimo 1 marzo. Quel giorno, i lavoratori immigrati dovrebbero astenersi dal lavoro e tutti gli altri (disoccupati, casalinghe, studenti) dalle comuni attività di consumo (acquistare cose, prendere i mezzi pubblici). L’obiettivo è rendere evidente il danno e il disagio che la società francese verrebbe a soffrire se tra le sue maglie non ci fossero gli immigrati.
Racconta Stefania Ragusa: «La mia amica Daimarely Quinterno, cubana, dopo aver letto la notizia, mi ha proposto di formare insieme un gruppo su
Facebook per provare a organizzare una giornata analoga anche da noi. Ho subito accettato. Il gruppo è stato creato e in poche ore ha già raccolto parecchie adesioni. Si chiama “Primo marzo, primo sciopero degli stranieri in Italia”. La nostra volontà, però, è portarlo fuori da Facebook, anche fuori da internet, in modo da raggiungere anche quelli che non si ritrovano in questa piazza virtuale (moltissimi stranieri, ma non solo)».
La Ragusa rivolge un appello per diffondere il più possibile l’iniziativa. «Provate a immaginare cosa può significare in Italia una giornata senza immigrati: centinaia e centinaia di bambini e anziani improvvisamente senza assistenza, ma anche ettari ed ettari di terreni abbandonati e molti altri disagi. E la gente costretta a riflettere su quali sono le vere emergenze» (info: www.stefaniaragusa.com).
