Nuovo incendio in val Susa, i No-Tav: attentato mafioso
Nuovo grave attentato incendiario contro i No-Tav in valle di Susa: il 31 gennaio, verso le 22.30, è stato completamente distrutto il “presidio” di Bruzolo, simbolo della lotta popolare contro la linea ad alta velocità Torino-Lione, già colpito da un primo attacco incendiario il 16 gennaio. Questa volta è stata addirittura abbandonata una bombola di gas nei pressi del “presidio” divorato dalle fiamme e completamente distrutto. «Un’intimidazione di chiaro stampo mafioso», accusano i volontari, che denunciano anche «l’imbrattamento di alcuni cippi partigiani con scritte “Sì Tav” a Caprie», altro piccolo centro della valle, non lontano da Bruzolo.
«La mano di tali atti è chiaramente sconosciuta – dichiarano i No-Tav attraverso il loro sito internet – ma è chiaro che in piedi ci sia un attacco nei
confronti del movimento No-Tav, che trova humus fertile in chi ogni giorno imbastisce una campagna continua e martellante che mira a delegittimarlo e indebolirlo». Tensione palpabile, quindi, nella valle che il 23 gennaio ha risposto con un corteo di 40.000 persone all’incalzare dei sondaggi geologici propedeutici al progetto, e dove è stata lanciata una discussa campagna di boicottaggio con un’azienda locale, la Geomont, “colpevole” di aver partecipato alle operazioni di carotaggio. «Non una parola, invece, sugli attentati contro chi si batte per fermare la Torino-Lione».
I No-Tav lanciano un appello accorato: «Sollecitiamo tutte le persone a prendere seriamente in considerazione queste meschinità e a riflettere sulla pesante situazione creatasi nella valle ai danni del movimento No-Tav a causa dell’informazione manipolata, di giochi di potere e conflitti di interessi. Invitiamo tutti a controllare il territorio per difenderlo e tutelarlo da questi atti vili di stampo mafioso». Il 1° febbraio è in programma un’assemblea al “presidio” dell’autoporto di Susa, «per informarsi e raccogliere idee sul da farsi per affrontare questa grave situazione» (www.notav.info).
