Elezioni al buio, un italiano su 5 deciderà in extremis
Elettori nel caos in vista delle regionali del 28-29 marzo: il 17% potrebbe cambiare il proprio orientamento elettorale in seguito al “pasticcio” delle liste in Lombardia e Lazio, mentre si annuncia una grande diserzione dalle urne: almeno 18 elettori su 100 dichiarano che preferiranno astenersi dal voto, delusi dallo scenario italiano, ridotto a un “referendum” pro o contro Berlusconi. E’ quanto emerge dagli ultimi sondaggi presentati il 12 marzo dal “Corriere della Sera”: se Pd e Pdl si divideranno le regioni in palio, spicca su tutti il vero vincitore: l’astensionismo. Altissima, inoltre, la quota degli indecisi: un italiano su cinque non ha ancora scelto.
Lo annunciano i risultati di un test condotto nei giorni scorsi in 13 regioni, rivela il sondaggista Renato Mannheimer: il 19% del campione, pur
confermando l’intenzione di recarsi a votare, dichiara al tempo stesso di non avere ancora deciso per chi. «In occasione delle ultime elezioni europee – aggiunge Mannheimer – ben il 13% ha affermato di avere scelto il giorno stesso del voto e un altro 13% nel corso dell’ultima settimana. I quindici giorni ancora residui di campagna elettorale potrebbero dunque indirizzare, in un modo o nell’altro, le scelte degli indecisi», magari aiutate dalla comunicazione dei partiti, che «finora è iniziata in sordina o, meglio, si è concentrata più sulle vertenze procedurali».
Riguardo all’esito del voto, appare scontata la vittoria del centrodestra in Lombardia, Veneto e Calabria, come quella del centrosinistra in Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Puglia e Basilicata. In bilico il Piemonte, potrebbe restare al centrosinistra la Liguria e, secondo l’Ipsos, anche la Campania, mentre nel Lazio «la situazione è ancora più contraddittoria». Secondo le ultime rilevazioni, dice Mannheimer, la Bonino è in leggero vantaggio sulla Polverini, penalizzata dal “pasticcio” delle liste presentate in ritardo: l’assenza della lista Pdl minerebbe seriamente il vantaggio iniziale del centrodestra.
Se il centrosinistra cinque anni fa conquistò 11 regioni su 13, oggi potrebbe accontentarsi di presidiarne un numero inferiore, da 7 a 9. «Gli ultimi avvenimenti e, in particolare, la vicenda della presentazione delle liste, sembrano avere influito sugli orientamenti della popolazione». Secondo un
recente sondaggio, rivela Mannheimer, più del 17% degli elettori dichiara di avere mutato la propria decisione di voto a seguito del pasticcio-liste, situazione che «costituisce un segnale del disagio presente nel Paese».
Se il Pdl sembra perdere almeno 2 punti, il recupero del Pd non appare decisivo. L’unica forza politica al riparo dalla tempesta italiana sembra essere la Lega Nord, che conferma la sua tenuta, contrastando il grande pericolo che insidia i partiti maggiori: l’astensionismo. Proprio la diserzione dalle urne, osserva Mannheimer sul “Corriere”, «rappresenta in questo momento il vero interrogativo», considerando «la delusione e il rigetto verso la politica espresso da un numero crescente di cittadini a seguito degli avvenimenti degli ultimi tre mesi».
Facile profezia: la diserzione crescerà. «Dichiara di essere almeno in qualche misura orientato all’astensione il 18% degli intervistati, ma è probabile che la diserzione dalle urne sia ancora maggiore», anche se il clima dovesse infuocarsi, spingendo almeno un segmento dell’elettorato a votare, magari “turandosi il naso”. Un italiano su cinque deciderà solo nelle ultime ore: se andare a votare, e per chi (info: www.corriere.it).
