Genio, russo, poverissimo: rifiuta un milione di dollari
Si chiama Grigory Perelman, vive in assoluta povertà e, malgrado ciò, sta per rifiutare un milione di dollari. Secondo molti, è l’uomo più intelligente del mondo. La prova? Dopo mezzo secolo, ha risolto la Congettura di Poincarè, sulla quale si erano inutilmente arrovellati gli scienziati del ‘900. La soluzione: ogni spazio tridimensionale senza buchi è equivalente alla superficie estesa; questo contribuisce a spiegare la forma dell’universo. Il Clay Mathematics Institute ha pronto l’assegno, ma il professor Perelman lo rifiuterà. «Ho tutto quello di cui ho bisogno», ha detto il 22 marzo, aprendo solo uno spiraglio della porta di casa per poi richiudervisi.
Perelman conferma una decisione che, per i più, ha dell’incredibile: non accetterà quei soldi. Il professore aveva già chiarito come la pensava
quattro anni fa: «Il denaro e la fama non mi interessano. Non voglio essere mostrato pubblicamente, come un animale in uno zoo», aveva fatto sapere, mancando alla cerimonia di Madrid, quando gli era stata conferita un’altra importante gratifica: la prestigiosa medaglia Fields dalla International Mathematical Union. «Io non sono un eroe della matematica», si era schermito.
Decisione ancora più clamorosa se si pensa alle condizioni disagevoli in cui Perelman vivrebbe, in un alloggio fatiscente di San Pietroburgo. Secondo una sua vicina, Vera Petrovna, il grande matematico alloggerebbe in un appartamento poverissimo, disadorno e infestato di scarafaggi. Nel 2003, Perelman ha lavorato come ricercatore all’Istituto di Matematica Steklov di San Pietroburgo, dove ha iniziato a diffondere materiali su Internet, sostenendo di essere in grado di risolvere la Congettura di Poincaré, uno dei sette problemi capitali della matematica contemporanea, per risolvere ciascuno dei quali il Clay Mathematics Institute offre una ricompensa milionaria.
Un attento studio dei materiali di Perelman ha dimostrato che aveva ragione. L’essenza di questo “puzzle topologico”, scrive l’agenzia ApCom in una nota, risiede nel fatto che ogni spazio tridimensionale privo di buchi equivale alla superficie estesa. E la sua soluzione contribuisce a motivare nientemeno che la forma dell’universo. «Quanto alla forma di vita scelta da Perelman – aggiunge ApCom – molto resta nel buio totale: si sa soltanto che il professore ha lasciato l’Istituto di Matematica Steklov perché, secondo alcuni amici, per lui la matematica è un argomento troppo doloroso. Un amore finito, che a quanto pare fa ancora molto male» (info: http://notizie.virgilio.it).
