Soliles, sportello etico: lavoro per idee migranti
Buone idee ma niente soldi per realizzarle? Non c’è problema, se ne può parlare a Soliles, associazione di volontariato che sostiene i progetti etici di chi non ha risorse. Risultati? Di ogni genere: dal carcere, dove i detenuti collaborano con Armani per realizzare prodotti distribuiti da Coop e Feltrinelli, alla Sardegna, dove è possibile “adottare” una pecora allevata a distanza, dividendo i frutti del suo latte. L’ultima iniziativa, Mairi, è una forma di micro-credito per aiutare le idee degli immigrati. Per dare più forza al progetto, ora è possibile devolvere a Soliles il 5 per mille.
«Soliles è innovativa ripetto alle altre iniziative solidali», spiega il presidente, Giovanni Acquati, da 25 anni impegnato nel campo della finanza
etica orientata allo sviluppo locale e alla creazione di lavoro, in particolare per chi non ha accesso al credito ma è portatore di validi progetti economici: etici, sociali, solidali e di microcredito. «Usiamo le donazioni per sostenere il lavoro, aiutando chi ha buone idee ma nessuna risorsa, in particolare il mondo dell’immigrazione». Soggetti in difficoltà? L’importante è individuare un percorso per uscirne.
Dall’esperienza vissuta, spiegano i fondatori di Soliles, sono emersi con chiarezza problemi e punti deboli che si presentano quando si vuole aiutare lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali. Soliles intende contribuire a trovare soluzioni, relazionandosi particolarmente col mondo delle Mag e della Banca Popolare Etica. Le forme di aiuto sono semplicissime: accompagnamento gratuito nei progetti, stanziamento di risorse finanziarie come garanzia, contributi economici in termini di capitale.
In sostanza, Soliles promuove la costituzione e lo sviluppo di imprese etiche, sociali e sostenibili, interviene nelle operazioni di microcredito indirizzate a soggetti deboli, accompagna iniziative di sviluppo sociale locale con enti del settore pubblico e privato. Le risorse vengono utilizzate per coprire costi per servizi tecnici di accompagnamento alla creazione d’impresa, fondi a garanzia per sostenere il lavoro e l’impresa, nuova o in
sviluppo, comprese le iniziative di microcredito, nonché contributi in conto interessi (o capitale) per far fronte a situazioni di difficoltà comprovate da un “comitato solidale”.
Tra le iniziative più recenti, i laboratori firmati “Gatti Galeotti” nel carcere di San Vittore a Milano, dove 60 detenuti vengono formati da aziende del settore moda come il gruppo Armani e da associazioni che promuovono consumi eco-compatibili: i carcerati si trasformano così in produttori di oggetti in pelle per accessori di design, come borse, zainetti, astucci, beauty, portafogli, cartelle, porta-blocchi, portachiavi e porta-computer, tutti colorati e simpatici, realizzati con materiali ecologici (cotone, canapa) o pellame derivante da conciatura vegetale certificata. Il marchio “I Gatti Galeotti” è prodotto dai detenuti attraverso la Ecolab, cooperativa sociale autorizzata dal ministero di grazia e giustizia. I prodotti sono distribuiti dalle reti Feltrinelli e Coop e richiesti per gadget congressuali dalla soggetti come la Camera del Lavoro di Milano, la Cgil, la Cisl, l’Università Cattaneo e la Provincia di Milano.
Se l’iniziativa più inconsueta, tra quelle promosse da Soliles, si chiama “Sardinia Farm” e propone di «allevare una pecora a distanza, ricevendo i frutti del suo latte», grazie a un accordo con il pastore Emilio che, col suo allevamento nel Sarcidano, tramite il sito www.sardiniafarm.com offre a chiunque la possibilità di diventare «allevatore a distanza», l’associazione è attualmente concentrata su un progetto strategico, “Mairi”: l’idea, spiega
ancora Giovanni Acquati, è quella di offrire prodotti e servizi adeguati alle esigenze degli immigrati, per favorire una loro migliore integrazione e coesione sociale con gli italiani.
Al momento, “Mairi” sta operando in tre direzioni: offre prestazioni sanitarie complementari, assistenza giuridico-legale e interventi finanziari diretti. «La “Mairi” – sottolineano i promotori – intende dunque contribuire alla lotta contro l’esclusione e la povertà e si impegna a favorire una migliore distribuzione della ricchezza, coinvolgendo gli immigrati anche attraverso la raccolta del loro risparmio e l’erogazione di prestiti loro destinati».
E’ dunque un progetto che si fonda sul principio del mutuo aiuto, prima di chiedere risorse e contributi da altri». “Mairi” è un luogo di riflessione, studio e approfondimento per un approccio più ampio e completo alle esigenze del mondo dei migranti, siano essi dipendenti o professionisti che provengono da tutti i settori di attività: commercio e distribuzione, artigianato, agricoltura. Strategie di pace sociale, attraverso lo sviluppo solidale. Per sostenere “Mairi” e Soliles, ora è possibile ricorrere anche al 5 per mille: le istruzioni sono sul sito www.soliles.it.
