Tav, Travaglio: questi politici sono peggio dei violenti
Secondo voi quale autorevolezza può avere questa parodia di Bava Beccaris che è il ministrucolo Maroni nel denunciare le violenze contro la polizia quando lui è stato condannato in via definitiva, è un pregiudicato per violenze ai danni della polizia? La Lega Nord aveva organizzato una formazione paramilitare vietata dal codice penale e dalla Costituzione italiana allo scopo di costituirsi un esercito privato, le Camice Verdi, la Guardia Nazionale Padana e c’erano intercettazioni in cui si parlava, da Bossi in giù, di movimenti di armi per dotare questi cialtroni delle Camice Verdi per cercare elementi su questa formazione paramilitare, su questa banda, questa sì eversiva, questa sì organizzata, questa sì simile alle Br anche se ne era una parodia in menopausa.
Pensate con quale faccia il ministro delle infrastrutture Matteoli che è comparso in televisione in stato di decomposizione ieri sera con i capelli
tinti davanti a una libreria per dire che l’opera è imprescindibile perché altrimenti l’Italia resterebbe tagliata fuori dall’Europa: già, perché noi oggi senza quel Tav siamo tagliati fuori dall’Europa? Vi sembra che siamo isolati rispetto alla Francia? Ma di cosa parlano? Il ministro Matteoli con quale faccia predica legalità a una popolazione che sta per essere assassinata da questi cantieri essendo lui un imputato per favoreggiamento in una vicenda che ha deturpato l’ambiente?
Stiamo parlando di uno che da ministro dell’Ambiente è accusato di avere avvertito il prefetto di Livorno di un’indagine anche a suo carico a proposito degli abusi edilizi all’Isola d’Elba, uno dei paradisi terrestri che abbiamo in Italia, che è stato devastato dall’abusivismo edilizio. E c’era una cricca di costruttori, politici e servitori dello Stato, “ladri della patria” più che padri della patria, d’accordo in questi abusi. Questo processo non si fa perché il ministro Matteoli si trincera dietro il reato ministeriale e perché la Camera ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteoli il quale, con quel reato ministeriale, avrebbe agito nell’interesse dello Stato: pensate, la
cricca degli abusi edilizi diventa “interesse dello Stato” e questo signore ha il coraggio di dare lezioni al popolo della val Susa?
A parte che ha Ragione Grillo quando dice che il popolo della val di Susa è eroico perché hanno cercato di comprarlo, di minacciarlo, di lusingarlo, di spaccarlo, di dividerlo, di intimorirlo, di terrorizzarlo, di insultarlo, di paragonarlo a una cellula delle Brigate Rosse, una cellula di alcune decine di migliaia di persone, eppure non si è lasciato piegare, ancora combatte, altro che eroi a mani nude a prendere le botte! Ma immaginate anche se non fossero degli eroi, quanto sarebbero comunque eroi di fronte a un figuro come il ministro Matteoli, pensate con quale faccia lo Stato si può presentare a questi cittadini per tentare di spiegargli ciò che non può spiegare perché? Perché è indimostrabile, anzi è falso!
Ho molto apprezzato un articolo che ha scritto Luca Mercalli per Il Fatto Quotidiano in cui ribadiva ad una ad una le ragioni del “no” al Tav, dati alla mano. Dati scientifici, 140 pagine di osservazioni: l’ingegner Sandro Plano, presidente della Comunità Montana, il professor Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino; il professor Marco Ponti dell’università di Milano. Questa è gente da ascoltare: non Fassino, Matteoli, Chiamparino e Maroni che non sanno neanche di cosa stanno parlando, ma sanno benissimo gli interessi che ci sono dietro a questo cantiere. Marco Ponti è un esperto di opere pubbliche; sul Tav ha una posizione assolutamente chiara, perché? Perché dice che il gioco non vale la candela: non lo prende neanche in considerazione dal punto di vista dell’ambiente, ma dal punto di vista dell’utilità, dell’interesse nazionale a spendere 20 o 30 miliardi di euro a imbrattare una valle o più valli con un cantiere di vent’anni per fare una
cosa che già oggi si sa che non serve a nulla, ed era già dubbio che servisse trent’anni fa.
Smettiamo di chiamarlo con quella ridicola foglia di fico di “alta capacità”: di treni merci non ne viaggeranno mai come in Francia e in Spagna, ci dicono un luogo comune. Fa parte dei corridoi europei? E’ vero, ma è ridicolo: questi corridoi prioritari sono cresciuti talmente di numero che oggi sono 30 e coprono fittamente tutta l’Europa. Crea sviluppo e occupazione? Falso: per euro pubblico speso, le grandi opere occupano pochissima gente rispetto a quelle piccole. Perdiamo soldi europei? Vero, ma ridicolo: se va bene, ma proprio bene, perdiamo 3 miliardi; anche se il finanziamento iniziale è 600 milioni su 22 miliardi di costo, il resto ce lo mettiamo noi e si tratta di costi preventivi; in realtà risparmieremo 11 miliardi, la nostra quota (quella italiana) a non costruirla: infatti, pensate, avremo già 1/4 della manovra fatta rinunciando a questa porcheria.
Per il tunnel di base il documento è un dossier presentato dall’Unione Europea nel 2007 che preventiva a gennaio 2006 un costo di 14 miliardi di euro e per il 63%, cioè 9 miliardi a carico nostro, dell’Italia; a questi poi vanno aggiunti 5 miliardi per la tratta italiana. Mai i preventivi delle linee alta velocità già realizzati sono stati rispettati: la Roma-Firenze è lievitata di 6 volte, la Torino-Milano 5 volte rispetto ai preventivi, la Firenze-Bologna di 4; quindi, se tutto va bene, se anche lievitasse di 4, il minimo in Italia, questa roba non ci costerebbe 20/22 miliardi, ma 80.
Quale sarà il traffico merci reale sulla direttrice Italia – Francia? Sulla linea già esistente oggi è stato di 2,4 milioni nel 2009, in calo costante dal 2004. Nel 2010 si calcola un volume di 20 milioni di tonnellate annue, ma in realtà sulla linea esistente il traffico è stato di 2,5 milioni nel 2009 e non ha fatto che diminuire negli ultimi 7 anni. Anche il traffico su gomma è in costante diminuzione da oltre 10 anni: allora a cosa serve aumentare le potenzialità quando già l’attuale linea è sottoutilizzata? Il dipartimento federale dei trasporti svizzero sulla linea Torino-Modane, su cui da anni viaggiano anche i Tgv francesi, calcolava che nel 2009 siano transitate 750 mila persone; sapete quante erano 20 anni fa? Erano il doppio: un milione e mezzo. I promotori del Tav, che prevedevano un incremento fino a 8 milioni e mezzo di passeggeri entro il 2002, vent’anni fa dicevano: aumenteranno a
dismisura i passeggeri nei prossimi anni. In realtà si sono dimezzati in 20 anni i passeggeri sulla Torino-Modane: non solo le merci, ma anche i passeggeri stanno diminuendo.
La valle di Susa già ospita una linea ferroviaria internazionale che è quella del Fréjus, il cui binario in salita è stato completato solo nel 1984, mentre la galleria del Fréjus risale al 1870. Negli ultimi tre anni la tratta alpina della storica linea è stata utilizzata per meno di 1/4 della sua capacità. Com’è andato l’esperimento dell’autostrada ferroviaria per trasferire le merci su rotaia? Per ora l’unico esperimento è stato quello dell’autostrada ferroviaria alpina avviato nel 2003 sull’attuale linea: nonostante l’impegno e i finanziamenti europei, 12 milioni all’anno attualmente sospesi, l’esperimento si è rivelato un fallimento perché ha assorbito in media solo il 2% del traffico su strada.
Quanto e di quale tipo sarà l’impatto ambientale della costruzione del Tav? Secondo le stime i cantieri del Tav Torino-Lione durerebbero non meno di due decenni; il tunnel di base comporterebbe lo smaltimento di circa 18 milioni di metri cubi di materiale da scavo che sono anche inquinanti, perché ovviamente contengono anche sostanze tossiche, a volte radioattive, da trattare in maniera particolare: in vent’anni, per portare via questi 18 milioni di metri cubi di materiale da scavo, ci vorrà un milione di viaggi in tir. Le montagne della valle di Susa sono notoriamente ricche di rocce amiantifere e di uranio, senza contare le ricadute dello scavo sul sistema idrogeologico come già è accaduto nel Mugello, dove ci sono frane, falde
acquifere essiccate, disastri ambientali che pagheremo nelle prossime generazioni.
A cosa serve e a quanto costa il tunnel esplorativo di Chiomonte, quello su cui si è concentrata la battaglia per l’apertura sia pure simbolica del cantiere, il tunnel geognostico in loc. La Maddalena a Chiomonte servirà a sondare le caratteristiche della montagna, perché non sappiamo neanche quello che c’è dentro, il progetto prevede un tracciato di 7 chilometri, metà dei quali in corrispondenza del futuro tunnel di base, il resto dovrebbe servire da galleria di servizio. L’opera costerà 165 milioni e è finanziata dall’Unione Europea che comunque non sono soldi dei marziani, sono sempre soldi nostri, anzi noi ne diamo all’Europa più di quanti l’Europa non ce ne dia e forse fa bene, visto come li sperperiamo.
I politici parlano in televisione, parlano ai giornali, parlano nei loro comizi sempre più protetti e sempre più ristretti, ma non parlano mai a quelle popolazioni. E’ impressionante che alla manifestazione, dove c’erano comunque 70 mila persone, non ci fosse nessun Segretario di nessun partito rappresentato in Parlamento; c’era solo Paolo Ferrero della Federazione della Sinistra che ha avuto in solitudine la possibilità di dialogare con tutte queste persone perché non c’era nessun altro politico. I politici scappano e mandano i poveri poliziotti a combattere come sempre una guerra che non è la loro. Non so se abbia ragione Grillo quando dice che i black block sono in Parlamento; i black block sono gente che va a fare casino, sono gente che va arrestata quando commette violenze, ma non commette violenze per conto terzi.
C’è un’unica categoria che è peggio di quelli che commettono violenze con le proprie mani e sono quelli che mandano gli altri a commettere le violenze al posto loro. Perché loro sono violenti, nella testa e nella loro politica, ma non hanno neanche il coraggio di andare a esercitarla con le loro mani, la violenza. E quindi si nascondono dietro a altri mandandoli a manganellare gente che vuole, per la stragrande maggioranza, semplicemente vivere tranquilla e non essere deturpata, distrutta, devastata, avvelenata da un cantiere che, fino a che non ci dimostreranno il contrario, è totalmente inutile e molto dannoso. E forse, se e quando avremo speso quei 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80 miliardi per completarlo, dalla Grecia arriverà notizia che i greci temono di fare la fine dell’Italia.
(Marco Travaglio, estratti da “Giornali black col cervello in bloc”, da “Il Fatto Quotidiano” del 5 luglio 2011).

