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«Virano contro Mercalli? E allora quereli anche tutti noi»

Scritto il 23/11/11 • nella Categoria: segnalazioni Condividi Tweet

Virano querela Mercalli? «Allora quereli anche noi: siamo tutti d’accordo con lui». Sotto tiro, il climatologo valsusino che in una recente puntata di “Che tempo che fa”, la popolare trasmissione di Fabio Fazio su RaiTre, ha criticato la congiura dell’informazione sulla valle di Susa e la mistificazione sulla Torino-Lione, grande opera devastante, super-costosa e tragicamente inutile, come 150 docenti universitari hanno ricordato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invitandolo a sollecitare un ripensamento del governo. E se l’esecutivo Monti a tutto pensa fuorché a una sospensione della Torino-Lione, il commissario dell’alta velocità Italia-Francia se la prende con Mercalli.

Sotto accusa l’intervista rilasciata a Niccolò Zancan su “La Stampa” lo scorso 18 ottobre. Per Mercalli, l’assedio simbolico alla Maddalena di Chiomonte è Luca Mercalli«una risposta all’occupazione coatta e ingiusta della valle: bisogna capire l’insofferenza, ha radici profonde». Valsusini e No Tav? «Sono persone che da anni non vengono ascoltate: se si aprisse un vero dibattito sui dati, immediatamente tutti si acquieterebbero». E l’Osservatorio per la Torino- Lione, che vanta cinque anni di lavoro per trovare un tracciato condiviso? Mercalli è più che perplesso: «Peccato sia stato un Osservatorio truccato», dichiara. «I dati controdedotti sono stati presentati giovedì 6 ottobre al Politecnico di Torino», nientemeno. «Ebbene: non c’erano politici in prima fila e neanche in seconda, non c’erano i tecnici di Ltf. Nessuno. Come sempre. L’opposizione popolare come quella scientifica vengono ignorate».

E’ come discutere di una partita di calcio con chi è convinto della malafede dell’arbitro, scrive Zancan, ricordando che tutto parte dai dati. E per i No-Tav, andando all’osso, proprio le cifre dicono tre cose incontrovertibili. Primo, non è vero che l’opera porterà un risparmio energetico e quindi minor inquinamento. Secondo, non è vero che la Tav porterà vantaggi economici, ma sarà in passivo per anni e quindi pagata dai cittadini. Terzo, non è vero che il traffico merci su rotaia è destinato ad aumentare: dunque sarà un’opera anche sostanzialmente inutile. «Virano ormai pensa di potersi permettere qualsiasi cosa», protestano i No-Tav, che annunciano una petizione on line diretta al tribunale: l’Osservatorio di Virano, accusano, non hai preso il considerazione l’ipotesi di rinunciare alla Torino-Lione, e ha escluso le amminstrazioni non-allineate. Per questo, aggiungono gli autori della raccolta firme, la pretesa imparzialità della struttura di Virano è del tutto assurda.

Il testo della petizione:
“Ormai Virano ritiene di potersi permettere qualsiasi cosa, inclusa l’intimidazione dei non allineati mediante querela. Virano sa che non ha speranze di vincere la causa, ma punta sull’effetto intimidazione. L’affermazione di Mercalli su “La Stampa” del 18.10.2011 è non solo legittima, ma anche dimostrabile. L’Osservatorio infatti è “truccato” in quanto: mai, fin dall’inizio, il governo ha preso in considerazione l’ipotesi di rinunciare all’opera sulla base dei dati che l’Osservatorio avrebbe raccolto, quali che essi fossero;il presidente dell’Osservatorio, architetto Mario Virano, è stato nominato anche “commissario straordinario per la realizzazione della nuova linea AV/AC Torino-Lione”, per cui il suo Mario Viranocompito – lautamente remunerato con pubblico denaro – è stato ed è quello di portare comunque alla realizzazione dell’opera a prescindere dai dati che l’Osservatorio accumula;

dall’inizio del 2010 dall’Osservatorio sono stati esclusi i rappresentanti dei comuni che non hanno dichiarato a priori l’accettazione della nuova linea, per cui i soggetti istituzionalmente critici nei confronti dell’opera e direttamente interessati alla sua realizzazione non possono venire a conoscenza delle informazioni raccolte dall’Osservatorio negli ultimi due anni e non possono interloquire nella definizione delle posizioni espresse dall’Osservatorio stesso.

Sulla base di quanto sopra ci dichiariamo d’accordo, nella forma e nella sostanza, con la valutazione espressa da Luca Mercalli e la riaffermiamo qui pubblicamente a nostra volta. Chiediamo pertanto all’architetto Mario Virano di querelare anche tutti noi.

(Da inviare via mail all’indirizzo solidarietamercalli@gmail.com, indicando nome e cognome, città e firma).

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Tag: alta velocità, Che tempo che fa, Chiomonte, debito pubblico, economia, Fabio Fazio, Giorgio Napolitano, grandi opere, impatto ambientale, La Stampa, Ltf, Luca Mercalli, Mario Virano, merci, Niccolò Zancan, No Tav, occupazione, Osservatorio Tav, petizione, Politecnico di Torino, protesta, querela, RaiTre, Torino-Lione, traffico, tribunale, università, valle di Susa

8 Commenti

  1. Paolo Basaglia
    23 novembre 2011 • 20:48

    VIRANO HA FATTO SOLO BENE !!!

    Replica
  2. Claudio Cavagnero
    23 novembre 2011 • 21:33

    Secondo me è una fortuna che Mercalli sia stato querelato, ora un giudice dovrà dichiarare che l’osservatorio è stato “truccato” e finalmente avremo la conferma ufficiale. Questo però senza togliere la mia solidarietà personale a Mercalli.

    Replica
  3. Anna Di maio
    24 novembre 2011 • 11:08

    Bene Luca, siamo tanti e tutti con le persone come te che hanno il coraggio di dire la verità !

    Replica
  4. francesco calbi
    25 novembre 2011 • 00:22

    è truccato di sicuro

    Replica
  5. alida vatta
    25 novembre 2011 • 01:48

    Mi ha colpito questa frase di Mercalli: ” Se si aprisse un vero dibattito sui dati, immediatamente tutti si acqueterebbero ” e riconoscerebbero le ragioni contro il TAV: così nella Val di Susa, come a Firenze con il faraonico tunnel, e nelle altre zone -il Nord Est- in cui si va progettando, con la stessa pesantezza di interventi.
    Ormai persino l’Economist, la più autorevole rivista di economia, sostiene reti ferroviarie e apparati trasportistici “più umili” ma più efficienti per il numero di utenti e meno costosi, oltre che meno …minacciosi per la finanza pubblica.

    Siamo in un momento di debito pubblico incalzante e chi sostiene le ragioni del TAV e tutto il meccanismo finanziario che implica,( project financing e legge obiettivo) forse ha semplicemente ragioni personali per farlo: è nel libro paga dei committenti.
    Altrimenti perchè dover ricorrere alla forza e non ascoltare le ragioni dei No Tav?

    Replica
  6. Maurizio
    27 novembre 2011 • 01:03

    Anche qui basaglia con la sua insipienza, ignoranza, prosopopea e inutile arroganza ? Vatti a nascondere, hai già fatto una figura da cani sul blog di Debora.

    Replica
  7. luca
    5 dicembre 2011 • 17:31

    povero Basaglia, sei anche in grado di argomentare la tua posizione o è stata solo una scorreggia scappata al tuo cervello?

    Replica

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  1. Diatribe sulla TAV « wikicosi.it

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