Addio Italia, siamo stati invasi: e i nostri politici sono finiti
Siamo stati invasi: dalle forze di una coalizione molto potente. Non è un’invasione fatta coi carri armati, ma con le squadre di ispettori della troika formata da Ue, Fmi e Bce. Van Rompuy è stato chiaro: sono venuti per cambiare la struttura di questo paese e resteranno tutto il tempo necessario, forse per sempre. L’immagine dei “commissari” che bloccano la presentazione in aula del maxi-emendamento, per controllare fino all’ultimo istante che contenga soltanto quello che loro avevano deciso, dà la misura del “dominio pieno” che gli invasori hanno subito preso a esercitare. Non servono nuove elezioni: il “programma politico” c’è, il personale per realizzarlo pure. La democrazia può attendere. Anzi, deve. Per quanto tempo? Non si sa, ma va bene così.
«Le armi di distruzione di massa utilizzate – scrive Dante Barontini su “Contropiano” – consistono in alcune centinaia di miliardi di dollari che
colpiscono con chirurgica precisione i paesi da conquistare». Se qualche leadership locale (tribale?) non capisce rapidamente la nuova aria che tira, aprono un fuoco devastante. Esempio: «Mediaset martedì ha perso in borsa il 12% in poche ore, mentre lo spread tra Btp e Bund volava a 575 punti: Berlusconi ha dovuto uscire dal bunker alzando le mani e provando a contrattare un ruolo meno importante, ma di rilievo. Gli faranno sapere, per ora era sufficiente che abbandonasse la sala di comando».
La nostra provincia sud-europea, continua Barontini nella sua spietata analisi, deve «imparare un’altra lingua economica e dimenticare la precedente, peraltro molto balbuziente, in modo da non mettere a rischio una costruzione (la moneta unica e l’Unione europea) che non riesce più ad avanzare, ma non può nemmeno arretrare». Nessuna illusione: «Il crollo di
questo edificio è dietro l’angolo», a Londra i bookmaker accettano scommesse e le quotazioni «hanno subito un ridimensionamento solo dopo la discesa di Monti dal cielo della Trilaterale».
La realtà è questa: «Siamo stati invasi e non abbiamo più alcuna autonomia in materia economica, così come non l’avevamo più in campo militare». Già, perché i super-potenti non sono scesi a Roma per “risolvere la crisi” («non hanno nemmeno loro la minima idea su come fare»), ma per rendere anche gli italiani – 60 milioni di persone – «sudditi di uno Stato che non ha articolazione di rappresentanza politica». Anche gli italiani come i greci, i portoghesi, gli spagnoli, gli irlandesi e «domani probabilmente anche i francesi». Tutti declassati: ex cittadini, non più sovrani, con a propria disposizione solo istituzioni ormai periferiche, cioè «centri decisionali operativi e “enti locali” incaricati dell’ordine pubblico o della raccolta delle tasse».
Serviremo a salvare il sistema finanziario continentale, dice Barontini, ma «non tutto, come ha deciso l’European Banking Authority». Con la manovra “lacrime e sangue” salveremo «soltanto la parte più interconnessa con il “sistema bancario ombra” nato insieme all’“industria” dei derivati: sostanzialmente le banche tedesche e inglesi, forse qualche francese, oltre alle statunitensi». Prendere o lasciare: «Siamo stati invasi e non abbiamo più alcuna autonomia politica», anche se «non tutti i nostri cari fanfaroni che popolano i talk show dopo una giornata alla bouvette l’hanno capito bene».
Qualcuno scalpita, qualcuno fa finta di scalciare, ma «tutti stanno rapidamente chinando la testa», perché un concetto è chiaro a tutti: la nostra politica è azzerata, i politici italiani sono finiti.
Berlusconi: vorrebbe mantenere la “golden share” e, se appoggerà il nuovo esecutivo, lo farà coltivando la speranza di potersene liberare presto e tornare in sella, dopo un anno di macelleria sociale addebitabile agli “stranieri” anche se realizzata con i suoi voti. Il Cavaliere ha l’incognita di un “partito” di mezze figure e di portaborse, che si sta squagliando come il suo blocco sociale (che dovrà subire una “tosatura” fiscale pesante, a partire dalla patrimoniale e passando per un contrasto dell’evasione con “criteri tedeschi”). L’uomo di Arcore «navigherà a vista, pronto a cogliere le
occasioni», se ve se saranno. «Altrimenti, si limiterà a cercare di salvare le proprie aziende».
Bersani? «Deve rinunciare a una vittoria elettorale ormai pronta sul piatto: è un uomo finito, così come il Pd, aggregato informe senza centro motore». Il partito cardine del centrosinistra «porterà voti e un sindacato (la Cgil) in ostaggio, in nome del “senso di responsabilità nazionale” proprio quando i residui di nazionalismo vengono seppelliti senza tante cerimonie». Molto meglio per il “terzo polo”, che «conosce la linea operativa che scende dalle “istituzioni sovranazionali” e si dispone a rappresentare quel “superamento del bipolarismo” ritenuto necessario per garantire scelte rapide, senza le lungaggini della dialettica parlamentare, delle lusinghe verso gli elettori e del confronto con le parti sociali».
Secondo l’analista di “Contropiano”, il gruppo capeggiato da Casini «raccoglierà i profughi del Pdl e del Pd, già pronti con le valigie.Resteranno fuori solo qualche ex fascista e qualche ex socialista: di nuovo insieme come un secolo fa o quasi, ma nella discesa agli inferi». Poi ci sono quelli che Barontini chiama “i populisti minori”, cioè Bossi, Di Pietro e Vendola, che oggi «sbraitano come sempre, ma con voce molto più bassa», perché «l’invasore li guarda e soppesa». Se vogliono sopravvivere hanno poche scelte: «La Lega si riposizionerà all’opposizione per ricostruirsi una verginità dopo la devastazione dell’abbraccio col Cavaliere. Di Pietro ha già
intuito e si limiterà a giostrarsi uno spazio parlando (parlando e basta) dei “poveri cristi che pagano per tutti”. Vendola – altro uomo finito – farà altrettanto, sperando che non si tratti di una fase molto lunga».
E’ finita un’epoca orribile, e nel peggiore dei modi, scandita dalle crescenti denunce della «piccola folla dei telepredicatori alla Grillo o alla Travaglio», due che «non avranno più nulla da dire per molto tempo», dato che «sta per chiudere l’era degi scandali un tanto al chilo, tra mutande smarrite e subappalti mafiosetti, tra un Lavitola e una Ruby». Oltretutto, aggiunge Barontini, «gli invasori sono abituati a fare loro le intercettazioni, non accetteranno avvenga l’opposto». Perché gli “invasori” venuti da Wall Street e da Bruxelles «portano una “legalità” nuova e sono abituati a rispettarla molto più dei telepredicatori stessi. Non rimpiangeremo la loro breve, ma altamente inquinante, stagione».
8 Commenti
Trackbacks
- Inizia l’era del cyberpunk in politica? « Il neurone proteso
- Addio Italia, siamo stati invasi: i nostri politici sono finiti | Informare per Resistere
- Nel mirino scuola e cultura: l’Europa ha paura di Dante? | Informare per Resistere

devo dire che era quello che c’era da aspettarsi: un paese dove nessuno si mette più d’accordo non può che essere invaso. Da millenni è così. Addirittura a volte gli invasori vengono invocati ( Travaglio, Santoro ); oppure arrivano da soli come William the Conqueror ha preso con la battaglia di Hastings un regno sassone in disfacimento. Ma possiamo sperare che i nuovi padroni ci cavino le castagne dal fuoco senza farsene una cospicua riserva per loro?
è un analisi corretta del quadro che si prospetta, mi chiedo se gli “invasori” avranno la volontà di contrastare il potere extrapolitico, che solo in italia risulta essere cosi decisivo. Mi riferisco ovviamente alla lotta che dovrà essere fatta alle varie mafie e camorre SpA, e soprattutto al potere del clero, questi due sovragroverni nazionali sono ad ogni modo co-attori dello sfascio che siamo costretti a vivere, benvengano misure per diminuire il potere di questi gruppi mi auguro che non si scenda nuovamente a compromessi come hanno fatto fin ora quelli che hanno governato.
La democrazia negli ultimi due anni ha partorito due governi (Prodi prima e Berlusconi poi) incapaci di prendere decisioni che riformassero nel profondo il nostro paese. Si trattava di rimuovere vantaggi e privilegi per decine di formazioni sociali, dai tassisti ai notai, dagli avvocati ai dipendenti pubblici. Si doveva riequilibrare il rapporto tra debito pubblico e pil riducendo la primo e incentivando una crescita sostenible del secondo. Avremmo avuto la necessità di attaccare nelle sue fondamenta la mentalità mafiosa che mantiene il meridione nell’arretratezza economica e civile .
Invece niente, nessuna riforma, solo immobilismo e rinvio nella soluzione di ogni problema.
A questo punto il meccanismo euro impone una soluzione esterna al paese, non necessariamente di matrice democratica. La pressione esercitata dall’esterno era inevitabile, costituiamo un tassello fondamentale nell’architettura economica europea e mondiale. Saltiamo noi e il sistema andrà in crisi nel suo complesso.
Quindi per prendere di petto le problematiche italiane è necessario l’intervento di persone competenti ( tecnici ) che non debbano pensare alla conservazione del potere (fine a se stesso) attraverso mille compromessi che lasciano la situazione sempre irrisolta.
Dobbiamo prendere atto di una semplice realtà: il meccanismo democratico in Italia ha fallito, perchè ha partorito governi incompetenti. Ora siamo obbligati ad accettare che il nostro primo ministro non sia eletto da noi (anche perchè siamo stati capaci di eleggere solo degli incapaci ), ma dall’unione europea.
http://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2011/11/14/ed-ora-arriveranno-per-mari-e-per-monti/
…Poco importa se il verde dei nostri boschi sarà ricoperto da alveari di cemento armato, se “multietniche” gang di minorenni stanno già da tempo degradando i nostri storici rioni a pisciatoi newyorkesi; poco importa se i nostri prodotti gastronomici verranno sempre più rimpiazzati, adulterati e stuprati da venefici succedanei a basso costo; e se dopo decenni di battaglie sindacali, costate la vita a decine di sindacalisti e poliziotti, i licenziamenti saranno elargiti come confetti nel silenzio di sindacati ridotti a vuoti feticci di un mondo inflazionato dal lavoro nero e da una concezione “usa&getta“ della professionalità del lavoratore.
E, beffa delle beffe, in un mondo così orrendo, i comici, anziché satireggiare su quei poteri forti che così male stanno riducendo il Bel Paese, ripetono solfe antiberlusconiane come voci automatiche delle porte d’ascensore d’un palazzo abbandonato…
L’ITALIA DEVE RIACQUISTARE LA PROPRIA SOVRANITA’ MONETARIA, DEVE USCIRE DALL’EUROZONA. LA BANCA D’ITALIA DEVE ESSERE PUBBLICA.BASTA CON LE DEVASTANTI POLITICHE NEOLIBERISTE,CACCIAMO LE BANCHE TEDESCHE ED ANGLOSASSONI CHE CON LE LORO SPECULAZIONI CI STANNO MACELLANDO.NO ALLA BCE, RIVEDIAMO BENE IL PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO. L’ITALIA AGLI ITALIANI!