Cronache dal mondo ferito: Trucano e Fusaro alla Biennale
Spavento e meraviglia: cronache emotive da un mondo fuori rotta, frammentato nell’assurdo quotidiano, pieno di maschere terribili e sgangherate, eppure inesauribile. Due finestre, pittura e fotografia, per raccontare quello che gli occhi stentano a spiegare: lo sguardo africano dell’infanzia travolta e al tempo stesso accudita dai conquistatori crociati, e il pozzo petrolifero di luce infernale nel quale siamo costretti a tuffare le braccia, esibendo mani spezzate dalla fatica. Segni e fotogrammi di Mauro Trucano e Stefano Fusaro: due valsusini, selezionati per la vasta rassegna della Biennale di Sgarbi inaugurata il 17 dicembre a Torino, Palazzo Esposizioni, per ospitare quasi 700 artisti provenienti da ogni parte d’Italia. Un’iniziativa che, secondo il coordinatore generale della mostra torinese, Giorgio Grasso, «porta la democrazia nel mondo dell’arte».
Molte ed eterogenee le opere esposte: pittura, scultura, fumetto, installazioni, fotografie e presenze anomale: la modella russa Ludmilla
Radchenko che reinterpreta volti e icone attraverso un linguaggio pop, i lavori di Andy (ex tastierista dei Bluvertigo) e del cantautore Ivan Cattaneo, oltre a quelli di Dario Ballantini, l’imitatore di “Striscia la Notizia”. Fra i torinesi, una rappresentanza di una cinquantina di artisti guidata da Ugo Nespolo, e poi il fotografo Giordano Morganti, Silvio Vigliaturo, Enrico Colombotto Rosso, Tullio Pericoli e Flavio Costantini, Ezio Gribaudo, Marco Cazzato, Moi, Massimiliano Petrone, e giovani come Xel e Neve provenienti dalla street art. Poi le opere di Giuseppe Rivadossi e Ottorino Stefani, amatissimi dai poeti Giovanni Testori e Andrea Zanzotto. Tra le proposte più spiazzanti, l’insolito Gianni Agnelli del parmense Enrico Robusti e l’ex brigatista Adriana Faranda, oggi fotografa, fortemente voluta da Vittorio Sgarbi per l’intensità e l’originalità del suo lavoro.
E’ la formula della diaspora creativa promossa da Sgarbi, che da Venezia si spalma sul territorio moltiplicandosi per partenogenesi: pittori e scultori segnalati non dai critici ma da intellettuali e artisti, alla ricerca di una fotografia corale e non-istituzionale, a briglia sciolta, attraverso territori, esperienze e periferie vitali come quella (ribelle) della valle di Susa, da cui provengono Trucano e Fusaro: il primo, combat-painter dal segno perentorio e immediato, sempre propenso alla denuncia istintiva, ironica e bruciante, sia che tratteggi con furore incendiario le icone del boom economico che fu, sia che si smarrisca nella contemplazione di domande irrisolte, come quelle che lampeggiano dagli occhi enormi dell’Africa
innocente. Stessa eleganza esplicita nell’astratto, dove Trucano dilata nella dimensione orchestrale le voci soliste del ritratto: stesse avventure sentimentali, sorrette da una melodia cromatica e gestuale sempre incerta tra stupore, indignazione e meraviglia.
Reduce da un densissimo lavoro etnografico e sperimentale sul cibo – la cucina contemporanea come ipotetica sintesi del mondo – anche Fusaro dirige il suo potenziale creativo verso un’etica possibile e necessaria, subordinando la sovranità estetica alla ricerca di una verità difficile, scomoda, autentica. Una poesia di luce, una pietà di dettagli capaci di svelare quel che resta dell’anima del mondo, il pianeta quotidiano sempre più irriconoscibile, ridotto in particelle, in emozioni molecolari, in fondo a un buio dal quale sgorgano grida senza tempo. Niente di meglio che il sangue vivo, il mare nero del petrolio, per scorgere là in fondo l’eterno dibattersi del sapiens, scimmia globalizzata e ridotta a merce. Fotografia e supplizio, testimonianza: per ricordare ciò che non siamo. E soprattutto, ciò che non vogliamo.

Alla biennale di Venezia Padiglione Italia è presente-selezionata da Sgarbi- un’altra artista valsusina Daniela Baldo, appassionata sostenitrice del movimento No Tav nonchè organizzatrice dello striscione d’artista lungo mezzo kilometro esposto a Venaus nel 2006
http://www.cronacaqui.it/torino/21749_la-biennale-dellarte-fa-il-botto-e-arriva-la-proroga-di-un-mese.html