Reattori made in China: Bill Gates, filantropo nucleare
Un reattore capace di funzionare con l’uranio impoverito proveniente dagli scarti delle centrali nucleari, e quasi in grado di non produrre scorie radioattive: è ciò a cui sta lavorando Bill Gates, fondatore di Microsoft. Che, con TerraPower, società spin-off della leader americana nei brevetti Intellectual Ventures da lui stesso generosamente finanziata, e con il governo cinese, sta sviluppando il reattore a onda progressiva, un nuovo tipo di impianto nucleare in grado non solo di essere alimentato dai rifiuti nucleari, ma anche di funzionare per tutta la sua vita senza la necessità di un successivo rifornimento di combustibile.
«L’idea è quella di un reattore molto economico ed incredibilmente sicuro – ha garantito Gates in Cina durante un suo intervento presso il ministero
della scienza e della tecnologia – che non richiede l’intervento umano e rimane sicuro in ogni situazione». Secondo l’ex presidente di Microsoft, il Traveling wave reactor (Twr), prodigio della tecnologia, sarebbe la soluzione ai problemi energetici del pianeta. Capace di ridurre al minimo i maggiori limiti della produzione di energia nucleare (i costi, i rischi e il problema irrisolto della gestione delle scorie radioattive), nonché di ridurre le emissioni che hanno portato all’attuale caos climatico, il Twr è un progetto in cui, solo nei prossimi cinque anni, verrà investito circa un miliardo di dollari.
Questo reattore di quarta generazione sta facendo gola soprattutto alla Cina, gigante sempre più vorace di energia. Lì, infatti, il direttore generale della statale China National Nuclear Corporation (Cnnc), Sun Qin, ha parlato con orgoglio ai media della Repubblica Popolare della collaborazione che la sua compagnia e «diverse persone del governo cinese» stanno portando avanti con il magnate americano. Del resto, sembrerebbe difficile non apprezzare un tale miracolo della scienza. «Il Twr converte direttamente l’uranio impoverito in un combustibile utilizzabile mentre è in funzione», assicurano da TerraPower: «Di conseguenza, questa fonte di combustibile poco costosa ma ricca di energia potrebbe offrire un approvvigionamento di elettricità
globale che è, per tutti gli scopi pratici, inesauribile».
Se il fondatore di Apple, Steve Jobs, è passato a miglior vita, quello di Microsoft se ne è decisamente re-inventata una. Da quando ha lasciato la sua azienda, infatti, è sempre più attivo nella filantropia, nell’impegno umanitario e in tutto ciò che, ricorda, può «cambiare la vita delle persone più povere». Tanto che, durante il suo intervento presso il governo di Pechino, l’uomo più ricco d’America ha ricordato che i progetti che verranno portati avanti in comune dalla Cina e dalla Bill & Melinda Gates Foundation per supportare innovazione e ricerca che possano aiutare ad «alleviare la povertà» non si
limitano all’energia nucleare.
Gates ha infatti affermato che assisterà il ministero della scienza e della tecnologia cinese nell’individuazione di compagnie e imprenditori che possano sviluppare nuovi prodotti per la sanità e l’agricoltura, inclusi nuovi vaccini e nuove sementi geneticamente modificate: «La Cina può contribuire molto, perché ha risolto molti problemi legati alla povertà», ha affermato pubblicamente Gates. Una caratteristica che, secondo l’ideatore del capitalismo creativo, potrà portare la nuova super-potenza economica ad aiutare «molte nazioni asiatiche ed africane» che sono invece rimaste «molto indietro, sia in agricoltura che nella sanità». Un discorso che però non ha convinto i più scettici, secondo cui l’atteggiamento di Gates sta diventando sempre più ambiguo. E gran parte della stampa internazionale, che lamenta l’assenza di dettagli tecnici su questo nuovo reattore, e soprattutto di qualche esempio concreto di progetti che dovrebbero portare la fondazione dei Gates ad alleviare la povertà nel mondo.
(Andrea Bertaglio, “Reattore nucleare senza scorie radioattive, l’ultima sfida del filantropo Bill Gates”, da “Il Fatto Quotidiano” del 2 gennaio 2012).

Ma che lo dite a fare? Tanto le Centrali Nucleare non le volete…siete stati molto chiari nel referendum!
Ora quindi, o non vi siete informati nemmeno prima (Che Gates investa nel TWR si sa da ben più di un anno, idem come il TWR funziona – o dovrebbe funzionare) oppure c’è qualcosa che non mi quadra.
Se Gates dice che “è sicuro” voi ci credete? Ma se qualsiasi ingegnere anche poco sveglio è in grado di dirvi che la sicurezza ha un asintoto, per cui se vuoi essere sicuro al 100% devi investire infinite risorse, da cui che la sicurezza al 100% non esiste?
Certo, il fatto che le scorie vengano riutilizzate e che bastino pochi chili di uranio (fra l’altro scorie delle precedenti centrali) per farla funzionare per anni fa gola…ma tutto questo si sapeva anche prima!Stiamo parlando semplicemente di centrali di 4ta generazione, che AHIME’ sono ancora in stato sperimentale.
Quindi mettetevi l’anima in pace, se anche dovessero inventarlo, farlo funzionare e risolvere i problemi energetici del mondo, noi saremmo comunque i soli coglioni a comprare l’energia prodotta così all’estero…per pura e semplice DISINFORMAZIONE (la stessa che ha fatto sì che il referendum fosse scritto con i piedi ovviamente, visto che bastava farne uno diverso del tipo “investiamo sulla ricerca del nucleare di 4ta generazione?” Eh no. Dovevano farlo pensando a costruire centrali di 3za generazione…ma che lo dico a fare? il 98% di chi ha votato manco sa che esistono generazioni diverse di centrali….
Cario Fabio, mi pari proprio un Berluscoide agonizzante. Fare il referendum sul nucleare (come se non fosse già bastato quello dell’87) è stata l’unica scelta possibile per evitare lo scempio che la Francia voleva appiopparci. I loro luridi reattori sono pieni zeppi di problemi tecnici e sono nell’occhio del ciclone. Le parole di Gates per ora sono solo parole; quando la sua centrale sarà una realtà, e se saranno sicure come promette, quanto pensi ci voglia ad indire un altro referendum per permettere di costruirle?
Ma poi che barzelletta ci vuoi raccontare? Qua in Italia per caso si finanziano ricerche degne di nota? O è una favola che i ricercatori se ne vanno all’estero? E ti scordi pure che siamo in Italia… quanto tempo credi che ci servirà effettivamente per costruire una centrale qua in Italia, tra Mafie e politici che appaltano, materiali scadenti… no, grazie, preferisco aspettare tempi migliori per costruire tale fabbrica di morte.
Saluti
Quoto Fabio. Lasciare la scelta ad un popolo ignorante come quello italiano e non a tecnici, ingeneri e fisici competenti è stata un’aberrazione. E ne pagheremo le conseguenze a lungo andare.