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Moneta sovrana: disarmare la finanza per rifare l’Europa

Scritto il 04/5/12 • nella Categoria: idee Condividi Tweet

Il nodo da risolvere è quello di togliere tutti quegli spazi di autonomia che i sistemi finanziari si sono conquistati rispetto ai sistemi politici e economici. La finanza va disarmata chiudendo le istituzioni mediante le quali può operare in modo autonomo (borse, società di rating, grandi società finanziarie e banche nazionali e transnazionali). La finanza va drenata del proprio potere togliendo alla moneta la funzione di “strumento di accumulazione di ricchezza”, riportandola a quella di “misura di conto” e “strumento di scambio”. La moneta deve essere emessa dagli Stati con funzioni precise di sostegno dell’economia e dei suoi equilibri interni. L’accumulo di moneta per operazioni finanziarie crea ostacolo all’uso della moneta per gli scambi commerciali e gli investimenti; è di fatto un’appropriazione indebita della moneta emessa dallo Stato che i privati fanno, sottraendo così lo strumento necessario per investimenti e per il consumo.

Il meccanismo d’intervento necessario è semplice: tassare in forma fortemente progressiva tutte le forme di risparmio e di accumulo finanziario Bruno Amorosoche superino i limiti del “risparmio famigliare”. La moneta va rimessa in circolazione per investimenti e consumo, limitando così anche il bisogno di espandere le emissioni con effetti inflazionistici. A mio avviso, i sistemi finanziari hanno costruito legami che impediscono ogni forma di competizione interna e hanno anche il pieno controllo dei sistemi monetari (dollaro, sterlina e euro) come dimostra la loro presenza nei posti chiave del governo dell’economia e della moneta sia negli Stati Uniti sia in Europa. La possibilità di rompere questo monopolio risiede anzitutto nel formarsi di volontà politiche diverse che sono la premessa indispensabile perché l’euro possa eventualmente svolgere un ruolo autonomo rispetto a obiettivi sia interni sia internazionali.

Questo non è raggiungibile né con le attuali istituzioni monetarie europee, controllate dalla Goldman Sachs (Mario Draghi), né con iniziative di sovranità nazionali che, per la loro debolezza intrinseca, potrebbero forse aiutare le condizioni socioeconomiche interne, ma rimanendo dipendenti per il loro ruolo internazionale; questo è quanto oggi avviene, ad esempio, con la corona dei paesi scandinavi. Diverso sarebbe il caso del formarsi di Mario Draghiaree monetarie forti dentro il sistema dell’Ue (come è oggi il caso della sterlina inglese) che, concatenando moneta e sistemi produttivi, potrebbero tornare a svolgere un ruolo di trascinamento dell’euro in nuove direzioni.

La prima proposta è quella degli economisti keynesiani, che propongono il superamento della parentesi dell’euro. Si tratta di una proposta di ritorno al sistema del “serpente monetario”, con le sovranità monetarie nazionali, e con fasce di variazione concordate nei cambi. Inoltre si propone un Fondo di solidarietà al quale dovrebbero concorrere sia i paesi con un eccesso di surplus sia quelli con un eccesso di deficit nella bilancia dei pagamenti. Il Fondo dovrebbe aiutare in modo mirato i paesi in difficoltà. È una proposta lineare e che si rifà sia al modello keynesiano, sia alle esperienze di cooperazione monetaria del sistema europeo precedenti all’euro. La debolezza della proposta è che non tiene conto che gli Stati nazionali non dispongono più di governi autonomi e di forze politiche capaci di gestire queste politiche. La globalizzazione ha modificato tutto questo in forma irreversibile.

La seconda proposta, nella quale io colloco la mia, è quella di tentare di risolvere i problemi prodotti dall’euro dentro questo sistema. I problemi nascono da una divisione tra i paesi dell’area tedesca e quelli dell’Europa del sud. Per questo è ipotizzabile una divisione dell’euro in due zone, con rapporti di cambio concordati e meccanismi di solidarietà del tipo di quelli descritti sopra. Le ragioni della mia preferenza per questa proposta sono due. Prima, le debolezze dei governi nazionali singolarmente presi sono Giulietto Chiesa evidenti, ormai ridotti a ruoli prefettizi rispetto alla Bce. Un semplice ritorno ai sistemi statali nazionali porterebbe probabilmente a una dissoluzione dell’intero progetto europeo.

La divisione proposta della zona euro costringerebbe i governi e i movimenti politici dell`Europa del sud a riprendere una propria iniziativa più aderente alla realtà dei propri sistemi produttivi e sociali, e consentirebbe uno spazio d’intervento ai movimenti sociali, politici e sindacali di questi paesi. Seconda, si riaprirebbe un processo di rifondazione dell’assetto istituzionale europeo, che ponga una alternativa al modello istituzionale centralizzato di Bruxelles in direzione di una struttura federale europea, costruita però non su singoli stati e paesi ma su aree mesoregionali omogenee. Questo è quanto di fatto già avviene nell’area dei paesi baltici e dell’Europa centrale, mentre è assente per i paesi dell’Europa del Sud (Europa mediterranea). È evidente che questo richiederebbe una ricontrattazione di tutti i passaggi strategici della fase post guerra fredda (Maastricht, Lisbona, ecc.) totalmente inadeguati a questi nuovi indirizzi.

(Bruno Amoroso, “Disarmare la finanza per rifondare l’Europa”, estratti delle dirichiarazioni rilasciate a Giulietto Chiesa per l’intervista apparsa il 30 aprile 2012 su Megachip. Il professor Amoroso, insigne economista e docente universitario in Danimarca, è membro del comitato scientifico del laboratorio politico “Alternativa”).

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Tag: accumulo, Affari, alternativa, Baltico, banche, Bce, bilancio, Borsa, Bruno Amoroso, Bruxelles, competitività, consumi, cooperazione, corona, crisi, deficit, dollaro, economia, euro, Europa, famiglie, federalismo, finanza, Germania, Giulietto Chiesa, globalizzazione, Goldman Sachs, Gran Bretagna, guerra fredda, imprese, inflazione, investimenti, istituzioni, John Maynard Keynes, lavoro, Mario Draghi, Mediterraneo, Megachip, moneta, monopolio, movimenti, politica, potere, rating, rendite, ricchezza, risparmi, scambi, Scandinavia, serpente monetario, sindacati, società, solidarietà, sovranità, speculazione, Stati, sterlina, surplus, tassazione, Trattato di Lisbona, Trattato di Maastricht, Unione Europea, Usa

3 Commenti

  1. roberto
    25 novembre 2012 • 18:18

    è drastico ma l’unica soluzione stabilre una soglia alle tasse stabilendo un rientro programmato attuale 55% l’anno prossimmo 54% e cisì via fino al tasso che è accettabile del 30% non è possibile pensare che la situazione attuale non sia definibile usura …e conseguaenza stabilire questa ripartizione , ci sarà chi obbietterà impossibile ma sicuramente non esisteranno stipendi da 10.000€e tantomeno pensioni da 2.000€ ma si è perduto in senso logico queste sono cariche sociali e per tanto non è il lucro ma il fine sociale … e stabile che il lavoro deve essere svolto con deontologia e professionalità e abbia un tetto massimo di 5 volte lo stipendio dei lavoratori dei lavoratori 1000×5 ,,,, non è più possibile rinviare la tassasione delle importazioni “rilancio dell’economia ” pensare che un’azienda debba sorbirsi la concorrenza sleale ,perche se così non è vorra dire che il lavoratore dovrà e perderà diritti fino ad arrivare ad un’equivalente di 75€ mese tanto varrà il suo lavoro e non si dicano fantasie che illudano se produrre in italia non è possibile sicuramente non serve a niente illudere che i servizzi possano sopperire se analizzato anche solo il termine si capirà che sono dipendenti dalla produzione ,dei pagliacci di economisti che si scollegano dalla realtà è meglio diffidare ed evitare … rilanciare e competitività = dazziare i prodotti provenienti da realtà dove non cautelato il diritto del lavoro per ecquiparazione (provenienza serbia =175/200€mese all’ingresso fare semplice equazione 200stà a1000 come 100 stà a x =il risutato 50% lavoratori 50% alle aziende vedremo se non ridiventiamo competitivi)

    Replica
    • roberto
      25 novembre 2012 • 18:37

      in oltre questa merdata di euro ha voluto creare diseguaglianza che la sinistrata componente sociale doveva prevenire impedendolo , ma serve un cervello che loro non hanno ,, o lo hanno nei pantaloni portafaglio

      l’ingresso doveva essere pane 1€ prezzo tutta la comunità attenzione al’uso improrprio dei termini comunità ma che comunità è che un lavoratore non abbia lo stesso prezzo in tutta l’europa , libero scambio delle merci ma perchè non possiamo stipulare polizze rca in germania o francia e comperare energia direttamente in francia e pagare solo il noleggio cavi in italia non sono forse comunità ,,, bello libero scambio , dove o illusione …
      finaziare le banche perchè acquistino bot è demenziale dovevano finanziare l’italia la quale avrebbe emesso bot che le banche avrebbero rivenduto sarebbe stata una svolta con guadagno… ma questo avrebbe fatto si che la banca (servizio) rientrasse nei propri ruoli mentre irrealisticamente oggi il servizio vale + del prodotto -produttore è demenza

      Replica

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