Archivio del Tag ‘decreto Ronchi’
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No all’acqua privata, referendum in arrivo
Tre “sì” per la ripubblicizzazione dell’acqua: per dire basta ai profitti su un bene essenziale. Il Forum dei movimenti per l’acqua pubblica annuncia, per aprile, una campagna nazionale di mobilitazione. Obiettivo: promuovere tre referendum abrogativi della privatizzazione del servizio idrico. «Se il governo Berlusconi pensava, con l’approvazione dell’art.15-decreto Ronchi, di chiudere i giochi sulla privatizzazione dell’acqua, consegnando questo bene comune agli appetiti dei mercati e delle grandi multinazionali, si è sbagliato di grosso».
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Zanotelli: bolletta salata, i poveri restano senz’acqua
Quanto sta accadendo in queste ore a Zingonia, in provincia di Bergamo, è sconvolgente. Centocinquanta famiglie di migranti – che abitano in sei condomini – sono da due giorni senza acqua, dopo l’azione di distacco del gestore A2A. L’azienda lombarda – che è la stessa che gestisce l’inceneritore di Acerra – non ha tenuto in nessun conto la difficilissima situazione economica delle famiglie di Zingonia, molte delle quali con bambini piccoli, tagliando i tubi e mettendo due rubinetti pubblici in strada.
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Rumiz: silenzio sull’acqua, super-business per far cassa
«La storia dell’umanità lo dice chiaro. Chi governa l’acqua, comanda. Le prime forme di compartecipazione democratica dal basso sono nate in Italia attorno all’uso delle sorgenti». Lo scontro dunque non è tra pubblico e privato, ma tra controllo delle risorse dal basso e delega totale dei servizi, con conseguente, lucroso monopolio di alcuni. «Oggi potremmo dover rinunciare a un pezzo della nostra sovranità», scrive Paolo Rumiz su “Repubblica” il 18 novembre, data d’inizio della discussione alla Camera del decreto Ronchi che sancisce la privatizzazione delle risorse idriche, affidate alle aziende multi-utility.
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La nostra acqua ai privati, affare da 8 miliardi
Il nodo della questione è tutto lì, nel titolo dell’articolo 15 del decreto legge n.135, o decreto Ronchi, tramutato in legge al Senato appena un giorno fa. È lungo solo una riga ma vale miliardi. Soldi che usciranno dalle tasche dei consumatori e che arriveranno in quelle di pochi grandi gruppi. Il titolo, dunque, recita: «Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica». Che vuol dire? Che l’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali avverrà, in via ordinaria, attraverso gare ad evidenza pubblica.
