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Archivio del Tag ‘Onu’

  • Sankara: la mia rivoluzione si chiamava felicità

    Scritto il 29/8/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    «La nostra rivoluzione avrà valore solo se, guardando intorno a noi, potremo dire che i Burkinabé sono un po’ più felici grazie a essa. Perché hanno acqua potabile e cibo abbondante e sufficiente, sono in splendida salute, perché hanno scuola e case decenti, perché sono meglio vestiti, perché hanno diritto al tempo libero; perché hanno l’occasione di godere di più libertà, più democrazia, più dignità. La rivoluzione è la felicità. Senza felicità, non possiamo parlare di successo». Così Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso, definiva il senso della sua azione, tredici giorni prima del colpo di stato del 15 ottobre 1987 nel corso del quale sarebbe stato assassinato.

  • Relazioni pericolose: la Cina si avvicina a Israele

    Scritto il 25/8/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    “Passeggiata in Israele, la terra del latte e del miele” è il titolo del documentario prodotto dalla tv di Stato cinese Cctv, in collaborazione con il governo israeliano. Dodici puntate che rappresentano una dichiarazione d’amore e di ammirazione promanata dai canali di Pechino a suggello delle relazioni sino-israeliane che vanno ben oltre quelle diplomatiche avviatesi solo nel 1992. Quando, alla fine del mese scorso la Cctv ha presentato la nuova serie televisiva, gli uffici dell’ambasciata israeliana a Pechino hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa dell’emittente di Stato che offre al popolo cinese gli strumenti per conoscere «le meraviglie dello Stato di Israele e il contributo che la civiltà ebraica ha fornito all’umanità».

  • Stop alle cluster bomb, ma l’Italia non aderisce

    Scritto il 19/8/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    Il segretario generale dell’Onu le chiama «armi ignobili», perché colpiscono soprattutto civili e in particolare bambini. Dal primo agosto è entrata in vigore la Convenzione che le mette al bando. Non hanno aderito Stati uniti, Cina, Israele e Russia, che sono i paesi che detengono più di un miliardo di «bombe a grappolo». Nemmeno l’Italia, paese produttore di cluster bomb, ha ancora ratificato la sua adesione: il motivo? E’ presto detto: in ballo ci sono 160 milioni di euro, ai quali l’Italia, grande produttore di armamenti destinati al mercato internazionale della difesa, non intende rinunciare.

  • Cataclismi a comando? Il Pentagono sa tutto

    Scritto il 10/8/10 • nella Categoria: segnalazioni • (1)

    L’importante dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce solo una immagine parziale del cambiamento climatico; oltre al devastante impatto delle emissioni di gas-serra nello strato d’ozono, il clima mondiale può ora essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate “armi non letali” (non-lethal-weapons). Sia gli americani che i russi hanno sviluppato le capacità di manipolare il clima del mondo. Negli Stati Uniti, la tecnologia è stata perfezionata all’interno del programma “High-frequency Active Aural Research” (Haarp) come parte della Iniziativa di Difesa Strategica. Recenti prove scientifiche suggeriscono che Haarp è pienamente funzionante ed ha la capacità di provocare inondazioni, siccità, uragani e terremoti.

  • Il boia Uribe nominato “arbitro” per la strage della Flotilla

    Scritto il 09/8/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    Mentre l’Onu designa l’ex presidente della Colombia, Alvaro Uribe, alla guida del comitato d’indagine sulla brutale aggressione di Israele ai danni della flotta pacifista “Freedom Flotilla” al largo di Gaza il 31 maggio 2010, l’Europa scopre in Colombia atrocità di ogni genere condotte contro la popolazione dai soldati del governo Uribe: fosse comuni, esecuzioni sommarie, contadini sequestrati e precipitati a terra dagli elicotteri, persino forni crematori appena fuori da Medellin per far scomparire i cadaveri e, con essi, le prove delle stragi. Fedelissimo degli Usa, col pretesto del narcotraffico Uribe ha scacciato con la forza milioni di contadini dalle terre più fertili, ambite dalle multinazionali americane.

  • Traffico di organi nel Kosovo controllato dalla Nato

    Scritto il 26/7/10 • nella Categoria: LIBRE friends, Recensioni • (0)

    Centomila euro: è il valore di un rene – umano – sul mercato nero. Quello del traffico di organi è uno dei business su cui si regge l’economia criminale del Kosovo, la cui indipendenza affrettata dagli Usa è stata appena convalidata dall’Onu, nonostante l’opposizione della Serbia. Il Kosovo, “liberato” dieci anni fa dalla Nato e affidato alla debole amministrazione delle Nazioni Unite, è il terreno di caccia ideale per i “lupi nella nebbia”, gli sciacalli del narcotraffico che, smesse le uniformi indipendentiste dell’Uck, ora governano l’ex regione serba sotto la protezione degli Usa, che vi hanno installato una gigantesca base militare. Il Kosovo? Armi e mafia, moltissima droga e, appunto, traffico di organi.

  • L’Onu: l’Italia non approvi la legge-bavaglio

    Scritto il 14/7/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    Anche l’Onu scende in campo contro il ddl intercettazioni e avverte: «Va abolito o modificato», perché se passa nella sua veste attuale rischia di minare «la libertà di espressione in Italia». Parole pesanti, pronunciate il 13 luglio dal relatore per il diritto di espressione del Palazzo di Vetro, Frank Le Rue, che ha anche ipotizzato una «missione» delle Nazioni Unite, nel 2011, per verificare lo stato della libertà di stampa in Italia. E’ l’ennesima, clamorosa bocciatura internazionale della legge-bavaglio, dopo l’intervento del viceministro della giustizia di Obama («non ostacolate i giudici») e il monito dell’Osce: libertà d’espressione a rischio.

  • Gaza e Turchia, le mosse di Israele per colpire l’Iran

    Scritto il 29/6/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    Israele è ormai pronto ad attaccare l’Iran: a breve, sotto la presidenza Obama e con il tacito consenso di Russia e Cina. Lo dicono tutte le recenti mosse compiute sullo scenario mediorienale e mondiale: l’attacco al convoglio navale Freedom Flotilla per “avvertire” la Turchia, contraria insieme al Brazile alle sanzioni contro Teheran, lo stop delle forniture russe per la difesa iraniana, l’annuncio esplicito di Tel Aviv a Pechino: Israele si prepara a colpire militarmente il regime degli ayatollah. Una crisi più che annunciata, anche se nessuno la vuol vedere. E niente, pare, la potrà fermare.

  • L’Onu condanna Israele, Yeoshua: blitz stupido e feroce

    Scritto il 01/6/10 • nella Categoria: idee • (1)

    «Un’azione stupida. Persino più stupida che feroce. Non avrei mai immaginato che potesse finire in un bagno di sangue». Il grande scrittore israeliano Abraham Yeoshua ha appreso attraverso i media, dalla sua casa di Haifa, del sanguinoso blitz con il quale le forze armate di Tel Aviv hanno fermato la “Freedom Flotilla” con gli aiuti umanitari per Gaza, aprendo il fuoco (dieci morti, decine di feriti) e arrestando 400 attivisti, tra cui cinque italiani. L’agguato alla “flotta di pace” ha provocato un terremoto internazionale: la condanna dell’Onu e il precipitare delle relazioni con la Turchia, determinanti per ammorbidire la crisi con l’Iran.

  • Gino Strada: smontata la montatura contro Emergency

    Scritto il 19/4/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    Liberi, dopo una settimana col fiato sospeso. «E’ stata smontata la montatura organizzata per tentare di screditare Emergency», commenta Gino Strada, salutando la liberazione di Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani, sequestrati dai servizi segreti afghani nell’ospedale di Lashkargah dove le forze governative, supportate da soldati Nato della missione Isaf, avevano rinvenuto armi in uno strano blitz eseguito il 10 aprile dopo aver allontanato per 45 minuti il personale della Ong. Liberati perché non colpevoli: caduto il sospetto (ridicolo) di fiancheggiare il terrorismo, anche se dietro l’attacco a Emergency si intravede un oscuro disegno per colpire l’Italia in Afghanistan.

  • Liberi subito: l’Italia pretenda giustizia per Emergency

    Scritto il 16/4/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    Liberi subito: è lo slogan della manifestazione del 17 aprile (in piazza San Giovanni anziché piazza Navona, vista la quantità di adesioni) sintetizzato graficamente da Vauro, per chiedere – dal cuore della capitale – l’immediato rilascio degli operatori umanitari di Emergency sequestrati dai servizi segreti afghani durante un blitz all’ospedale di Lashkargah in collaborazione con forze Nato. Amnesty International e l’Onu hanno intanto chiesto al governo di Kabul di garantire giustizia e diritto di difesa ai nove operatori di Emergency (sei afgani e tre italiani) attualmente detenuti, non si sa neppure in quale struttura, con l’incredibile accusa di aver fiancheggiato il terrorismo talebano.

  • Natura, bene di tutti: la foresta fa causa alla Nestlé

    Scritto il 24/2/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    Il 19 luglio scorso, il “Boston Globe” ha pubblicato un articolo intitolato, “Citato in giudizio da una foresta?”. Come spesso accade nella storia del nostro pianeta, le rivoluzioni partono da pochi individui. Ecco cosa è accaduto. Nel febbraio 2009, 2.326 abitanti di Shapleigh nel Maine hanno votato una rivoluzionaria ordinanza per proteggere le falde acquifere dalle attività della Nestlé Corporation. Shapleigh ha fatto una cosa umile ma audace. Ha affermato i diritti legali e naturali della cittadina: «Le comunità naturali e gli ecosistemi possiedono diritti inalienabili e fondamentali di esistere, crescere ed evolversi nell’ambito della città di Shapleigh».

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