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Archivio del Tag ‘politica’

  • Corruzione, il cupo trionfo dell’Italia oscura

    Scritto il 15/7/10 • nella Categoria: idee • (0)

    Le cronache giudiziarie stanno ridisegnando l’Italia come una piramide di comitati d’affari, con vetta a Roma ma poi estesa ovunque, in una specie di federalismo dell’arte di arrangiarsi. La cosiddetta P3 ne è l’ultima immagine, dove riemerge perfino Flavio Carboni, vecchio piduista che ebbe il suo momento ai tempi dell’assassinio del banchiere Roberto Calvi, trent’anni fa. Ma l’elenco è lungo: la cricca di Anemone e gli appalti del G8; gli impuniti della ricostruzione dell’Aquila; le speculazioni ospedaliere in Lombardia dove pure la spesa sanitaria rispetto al Pil è la metà di quella della Campania bassoliniana. Proseguire sarebbe stucchevole. Meglio chiedersi come mai ritorni la corruzione, ingigantita e non di rado bipartisan, mentre l’opinione pubblica sembra indignarsi sempre meno.

  • Camilleri: Provenzano, Dell’Utri e la vera trattativa

    Scritto il 12/7/10 • nella Categoria: Recensioni, segnalazioni • (0)

    La trattativa Stato-mafia ci fu, ma non risale all’epoca del “papello” con cui Totò Riina dettò a Vito Ciancimino le condizioni di Cosa Nostra, nell’intervallo tra le due stragi del ’92 costate la vita a Falcone e Borsellino. Al contrario, il “papello” servì a mettere fuori gioco lo stragista Riina per poter poi avviare, solo dopo il suo arresto, la trattativa vera: fra Provenzano e la politica, una volta uscita finalmente dal terremoto di Tangentopoli che rendeva instabili i governi e irrealizzabili le leggi a favore della mafia. Lo sostiene il giallista Andrea Camilleri, presentando “Don Vito”, il libro-inchiesta su Vito Ciancimino scritto dal figlio, Massimo Ciancimino, col giornalista Francesco La Licata.

  • Spatuzza senza protezione: «Un morto che cammina»

    Scritto il 16/6/10 • nella Categoria: segnalazioni • (0)

    «Da oggi, Spatuzza è un morto che cammina». Così Antonio Di Pietro commenta la decisione del governo di non concedere la protezione definitiva al possibile pentito-chiave delle indagini sulle stragi di Falcone e Borsellino e sul processo Dell’Utri. Nonostante l’esplicita richiesta di tre Procure (Firenze, Palermo e Caltanissetta), il Viminale ha deciso che Gaspare Spatuzza avrà solo “ordinare misure di protezione” ma non sarà ammesso nel programma speciale che tutela i più importanti pentiti di mafia. «E’ la prima volta che si nega una protezione proposta da ben tre Procure», afferma il procuratore antimafia Nino Di Matteo.

  • Zero sviluppo: politica e affari, la resa alla mafia

    Scritto il 12/5/10 • nella Categoria: Recensioni • (1)

    Pizzo, pizzi e pizzini. Rifiuti sotto cieli che sembrano davvero dipinti. I bronzi di Riace, la Reggia di Caserta, le colline di Sicilia. Ma è una bellezza che non acceca: la mafia si vede a occhio nudo. David Lane, corrispondente dell’“Economist”, in Italia da più di trent’anni, ha fatto il suo grand tour nella tana del lupo. “Terre profanate”, edito da Laterza, è una guida per nulla turistica al Mezzogiorno d’Italia. Da Gela a Teano, dove Garibaldi “consegnò” il Sud a Vittorio Emanuele nel 1865: viaggio nell’Italia che si è arresa alla mafia, in un intreccio politico-affaristico.

  • Politica zero: contro la fabbrica degli stipendi inutili

    Scritto il 06/5/10 • nella Categoria: idee • (0)

    Il mio obiettivo è la politica a costo zero. Quasi zero. Tendente allo zero. Il costo della politica è diventato il fine della politica. Si fa politica per i soldi, per preservare quelli minacciati dalla magistratura, per dare un impiego ben remunerato ai figli, per diventare se non ricco (un obiettivo raggiunto comunque da molti), almeno benestante. Più i costi della politica aumentano, più questi costi possono essere distribuiti, ripartiti a chi fa politica. Più Province, più soldi. Più Authority, più soldi. Stipendi creati dal nulla per organizzazioni che non servono a nulla. La politica a costo zero, quasi zero, tendente allo zero è possibile. Il MoVimento 5 Stelle ne è la prova.

  • Revelli: come guarire l’Italia, ipnotizzata dalla Tv

    Scritto il 30/4/10 • nella Categoria: Recensioni • (0)

    Un popolo di schiavi, senza più regole e con istituzioni in via di estizione. Un deserto sociale, un linguaggio di plastica: il nostro, quello imposto dalla televisione. Il sociologo Marco Revelli invoca «un atto di secessione etica ed estetica prima ancora che politica», per bucare la bolla mediatica che ci avvvolge: serve «un gran rifiuto di questa logica del racconto e di questa tecnica del linguaggio», per cantare fuori dal coro, lontano dal «grande circo messo in piedi dal grande illusionista», Silvio Berlusconi, poi imitato da Veltroni e soci.

  • Dignità politica: Fini-Berlusconi, il dado è tratto

    Scritto il 19/4/10 • nella Categoria: idee • (0)

    Non sappiamo come andrà a finire lo scontro politico tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. E sinceramente poco ce ne importa. Poco ce ne importa perché, comunque vada a finire, sia che nascano i gruppi parlamentari di Pdl-Italia sia che il premier sappia rispondere alle questioni politiche poste dal presidente della Camera, il dado comunque è tratto. Al di là dei resoconti dei quotidiani, infatti, ieri non è andato in onda un ennesimo battibecco politico degno di una puntata di “Porta a Porta” o “Annozero”: quella è solo l’apparenza, descritta alla perfezione dai cronisti parlamentari.

  • Sputtanare l’Italia: un Grillo Mannaro a Londra

    Scritto il 08/4/10 • nella Categoria: idee • (0)

    Nel 2010, per la prima volta nella mia vita ho fatto un tour all’estero con lo spettacolo “Incredible Italy”, un avviso ai naviganti sulla capacità di contagio, nel bene e nel male, dell’Italia. Ultimamente soprattutto nel male. Siamo un Paese straordinario che ha esportato il fascismo, le banche, la mafia. Noi ci siamo abituati, abbiamo anticorpi millenari, ma gli altri sono indifesi. Come i pellerossa con il vaiolo, i maya con il morbillo. Il virus si può sviluppare in malattie spaventose: il nazismo, i crack del 1929 e del 2008, Al Capone e Cosa Nostra.

  • Addio casta, liberiamo la politica dal virus del denaro

    Scritto il 22/3/10 • nella Categoria: idee • (0)

    Il denaro è il più potente infestante creato dall’uomo. Contagioso più della peste, corrosivo più dell’acido muriatico, devastante più della sifilide. Non esiste una modica quantità di denaro. Soldo chiama soldo. Il denaro in politica è il contrario della politica. Per osmosi la politica diventa denaro, i Comuni società per azioni, i partiti comitati di affari. L’obiezione più scontata è che per fare politica ci vogliono i soldi. Il famoso costo della politica. Chi vuole fare politica se la paghi, se vuole dei contributi li chieda ai cittadini. Se verrà eletto deve essere retribuito correttamente per la funzione sociale che svolgerà, se ha un impiego gli deve essere conservato.

  • Vanzetti dal carcere: no alla violenza politica

    Scritto il 14/3/10 • nella Categoria: Recensioni • (0)

    Il gran male che il fascismo ha fatto, o ha rivelato, è la bassezza morale in cui siamo caduti dopo la guerra e la supereccitazione rivoluzionaria degli ultimi anni. Ci sono alcuni, tra coloro che vengono definiti rivoluzionari, che affermano che i fascisti ci insegnano come fare, ed hanno l’intenzione di ispirarsi ai metodi fascisti, esasperandoli. E’ il grosso pericolo, il pericolo di domani dopo che il fascismo sarà caduto, o per dissenso interno, o dopo un attacco esterno.

  • Chiamatela come volete, ma questa non è politica

    Scritto il 10/3/10 • nella Categoria: idee • (0)

    Ma non chiamatela politica. Dategli almeno un altro nome, meglio se inventato: chiamatela “pasticcia” o magari “raffazzona”, o anche “rabbercia”. Insomma, dategli il nome che volete ma vi prego non chiamatela “politica”. Perché lo spettacolo di questi giorni, di queste ore, di faldoni, carte bollate, decreti, azzeccagarbugli, circolari, firme, controfirme, telefonate, liste vere, liste finte, urla, manifestazioni, ricorsi, dichiarazioni, accuse infondate e di scuse mai arrivate, responsabili irresponsabili, non può assomigliare nemmeno da lontano all’arte magnifica di governare la città.

  • Politica ko, Calabresi: basta fatti, vogliamo promesse

    Scritto il 05/3/10 • nella Categoria: idee • (0)

    Dove sono finite le idee, i progetti, i programmi, i sogni o anche le affabulazioni che la politica dispensava a piene mani prima di ogni elezione? Scomparse. Inghiottite da un malessere diffuso, da una cupezza che sembra aver coperto tutto. Le giornate sono scandite dagli scandali, dalle risse intestine e dalla sciatteria. La campagna elettorale esprime pochissima passione e nessuna energia, prigioniera della stanchezza e del risentimento. Il fallimento della macchina organizzativa del primo partito italiano, incapace di presentare in Lombardia e nel Lazio liste rispettose dei regolamenti, racconta molto dei tempi che stiamo vivendo.

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