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Bruxelles, macelleria sociale: il welfare sarà illegale

Scritto il 28/4/11 • nella Categoria: segnalazioni

Pessime notizie da Bruxelles: nella nuova Europa del rigore finanziario, presto il welfare potrebbe diventare addirittura illegale. Non bastano i salari bassi, la precarietà dilagante e i tagli crescenti ai settori vitali della spesa pubblica, sanità e assistenza, scuola e pensioni. Sui cittadini europei sta per abbattersi una mazzata storica: lo promette il “Patto per l’Euro” approvato dal Consiglio Europeo a fine marzo, su proposta della Commissione Europea. «E’ la cosa più scellerata finora voluta da coloro che sono decisi a rovinare milioni di vite umane per l’interesse di pochi», accusa Paolo Barnard, autore dell’esplosivo libro-inchiesta “Il più grande crimine”, che denuncia il complotto mondiale delle lobby finanziarie.

Barnard cita la sessione europea del 24-25 marzo, nella quale Bruxelles ha stabilito che la Commissione Europea d’ora in poi sarà al centro di ogni Paolo Barnardcontrollo sull’applicazione delle misure economiche di ciascun paese. Tanto per cominciare, la Grecia dovrà completare alla svelta il piano di privatizzazioni forzate da 50 miliardi di euro. Inoltre, la competitività in Europa sarà giudicata sulla base degli aggiustamenti dei salari e della produttività, mentre sarà monitorato il costo del lavoro. «Si afferma che l’aumento del reddito di lunga durata può erodere la competitività. In sintesi: meno paghe e lavorare di più», traduce Barnard. Non solo: sul costo del lavoro, Bruxelles propone di rivedere i meccanismi di contrattazione salariale a livello centrale: vuole riconsiderare gli aumenti legati al costo della vita e non permettere agli stipendi pubblici di minare la competitività di quelli del settore privato.

Sull’occupazione, l’Europa introduce un orrido neologismo: “flessicurezza”. Ovvero, flessibilità e sicurezza dell’impiego: «Come dire di aumentare le vendite di auto e migliorare la respirabilità dell’aria». Scure europea in arrivo sulle pensioni: che si dovranno calcolare sulla base della loro sostenibilità da deficit. «Cioè: il deficit dello Stato sarà giudicato in base a quanto esso spende per pensioni, sanità e ammortizzatori sociali: e non, guarda caso, per le spese militari, per le parcelle alle megabanche che mediano sulle privatizzazioni, per il salvataggio dei banchieri con soldi pubblici o per gli sgravi fiscali per i ricchi». Le pensioni future, continua EuroBarnard, andranno calcolate «in base all’aspettativa di vita del lavoratore, indipendentemente dal tipo di lavoro. No comment».

Gran finale: colpo di grazia a qualsiasi welfare. «Gli Stati aderenti – spiega Barnard – dovranno passare leggi in Parlamento per dichiarare illegale il deficit di bilancio che supera il 3% del Pil, come stabilito dal micidiale Patto di Stabilità, quello che sta distruggendo l’Europa. E cioè: «Sarà un reato punibile per legge» la spesa sociale, quella a deficit dello Stato, che in realtà è l’unico mezzo legittimo con cui lo Stato può sostenere i cittadini creando piena occupazione. E’ come criminalizzare l’esistenza stessa di uno Stato in quanto tale, protesta Barnard, che aggiunge: queste misure europee provengono in realtà dalla lobby industriale e finanziaria “Business Europe”, che le suggerì alla Commissione Europea prima che giungessero l’11 marzo 2011 ai capi di Stato e di governo dell’Eurozona.

Con questa ultima comunicazione sul suo blog, Barnard annuncia la sua uscita di scena dal panorama giornalistico italiano, con quale è entrato duramente in conflitto accusandolo di reticenza. Storico collaboratore di Santoro e co-fondatore di “Report”, Barnard ha intrapreso una dura polemica con Milena Gabanelli sul tema della tutela legale per le sue scottanti inchieste. Fra televisione, libri e quotidiani, Paolo Barnard si è reso protagonista di clamorose inchieste: guerre-truffa per il petrolio, scandali finanziari, corruzione e malasanità, farmaci inutili e regolarmente prescritti. Un giornalista unico, coraggioso e scomodo, senza paura di sfidare “poteri moneyforti”, intervistare “terroristi” di Al Qaeda e denunciare il genocidio dei palestinesi sotto la mannaia dell’apartheid di Israele.

L’ultimo lavoro, col quale intende chiudere la sua presenza giornalistica in Italia, smaschera un progetto vecchio di 70 anni, attraverso il quale i poteri finanziari e industriali internazionali hanno messo a punto “Il più grande crimine”, e cioè «distruggere gli Stati, il potere delle leggi e la legittimità dei cittadini». Grandi imputati, l’Unione Europea e la nascita dell’Euro. Il saggio delinea allarmanti scenari di egemonia delle nuove élites finanziarie sull’Europa, destinata a una progressiva distruzione – per il profitto di pochi – a  scapito delle famiglie e del mercato del lavoro. La tesi fondante del saggio? In sette decenni è stato realizzato appieno il ritorno al potere assoluto e incontrastabile delle élites della vecchia economia agraria, oligarchie messe in crisi da 250 anni di progresso verso il bene comune, dall’Illuminismo alle moderne democrazie.

Paolo Barnard fornisce dati, prove e fatti precisi, fa nomi e cognomi. E svela «l’inganno economico criminale che ha tenuto intere generazioni di occidentali in stato di precarietà continua, senza che ve ne fosse alcun reale motivo economico». Sofferenze di interi popoli, «volute a tavolino per impedire agli Stati sovrani, governati da leggi e monete sovrane e legittimati dal popolo sovrano, di limitare drasticamente la speculazione delle élites finanziarie internazionali». Ora, l’ultimo giro di vite annunciato a Bruxelles – il “Patto per l’Euro” – sembra dargli ragione. Inutilmente, la sinistra sindacale cerca di opporsi alle nuove politiche di rigore: i tagli colpiscono soprattutto le fasce deboli. Servirebbe una radicale rivoluzione democratica, di cui però non c’è traccia nella politica dei paesi europei come l’Italia, dove l’ottimo Paolo Barnard si vede costretto a smettere di fare il suo mestiere: dire la verità, costi quel che costi (info: www.paolobarnard.info).

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Tag: democrazia, diritti, euro, Europa, finanza, Grecia, informazione, lavoro, lobby, pensioni, poteri forti, rigore, sanità, scandali, scuola, speculazione, welfare

2 Commenti

  1. falco alato
    27 giugno 2011 • 17:45

    Nella nuova Europa del rigore finanziario, presto il welfare potrebbe diventare addirittura illegale. Allora è necessario che il popolo si organizzi, per annientare (eliminare fisicamente) i signori che cio hanno deciso, e indispensdabile cancellarne anche la stirpe. Nasceranno nuovi partiti di opposizione, ci saranno scontri di piazza, manganelli fascisti, feriti poi morti e poi sparatorie e cosi si va dritti verso sommosse e guerre civili. Se i signori capitalisti e maffiosi di ogni specie e casata, pensano di assoldare dei gorilla per difendersi, devono pensare che chi ha fame e disposto a tutto e non si fara certo scrupolo di eliminarela il paese dalla mera parassitaria che lo soffoca. Eliminati questi sacchi vuoti a perdere, vedrete che per vivere basta poco.

  2. 0rso
    9 agosto 2011 • 21:10

    il titolo macelleria sociale è appropriato. In Italia, giustificando che lo chiede l’Europa, i governanti e l’ammucchiata che si propone di salvarci dal crac finanziario stanno attuando un attacco allo stato sociale , allo statuto dei lavoratori e agli articoli della Costituzione che salvaguardano i lavoratori e il ceto più debole. Stanno attuando le richieste del neoliberismo.

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